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Hands on Zero Escape: Virtue's Last Reward

Il seguito del poco conosciuto 999 dà prova di sé in una demo

hands on Zero Escape: Virtue's Last Reward
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
  • PSVita
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Il seguito di un gioco mai uscito

Gli appassionati di avventure grafiche, genere che continua a sforzarsi nel prendere una posizione nell’attuale industria videoludica, non potrà non conoscere 999, meglio conosciuto come Nine Hours, Nine Persons, Nine Doors. Pubblicato su Nintendo DS nel 2009 in Giappone e un anno dopo negli USA, è sfortunatamente destinato a non raggiungere mai il nostro continente. Caratterizzato da toni assolutamente surreali e eufemisticamente violenti, il gioco è una delle tante perle del catalogo dell’ormai pensionata console portatile della Grande N.
Evidentemente consapevole dell’ottimo lavoro svolto da Chunsoft, software house responsabile del gioco, Askys Games, nel ruolo di publisher, ha ben deciso di offrire un bis. Niente remake però: si tratta di un vero e proprio sequel concepito e pubblicato intorno alle specificità di 3DS e PS Vita.
Già provvisto di una data di pubblicazione, fissata per il vicinissimo 23 novembre, abbiamo avuto un gustoso assaggio di Zero Escape: Virtue’s Last Reward, questo il titolo del gioco in questione, grazie alla demo rilasciata sul PSN.

Fuga per la vita

Zero Escape: Virtue’s Last Reward nasce sotto il segno della continuità nei confronti del diretto genitore. Dal punto di vista prettamente ludico, avrete a che fare con un’avventura grafica fortemente incentrata sulla risoluzione di intricatissimi enigmi. Non si tratterà di piccole prove in stile Professor Layton, ma di sfide e ostacoli che vi spingeranno a confrontarvi e a far interagire tra loro gli oggetti contenuti nell’inventario e quelli presenti nello scenario.
Per quanto concerne la trama sono bastate le piccole anticipazioni contenute nella demo per rendere immediatamente palese il tono e le ambizioni del plot. Gli sceneggiatori di Chunsoft hanno trasportato di peso l’atmosfera che si respirava in 999 e, se possibile, l’hanno ulteriormente inspessita e arricchita.
Avviata la partita, tramite il menù principale era possibile effettuare una scelta: Novel o Escape. La prima voce si focalizzava totalmente e unicamente sull’aspetto narrativo esplicitando efficacemente, tramite dialoghi e scene d’intermezzo, le premesse narrative.
La vicinanza con il film Saw e rispettivi seguiti, in questo senso, si è palesata piuttosto in fretta. Nel gioco vestirete i panni di Sigma: aitante giovanotto che, sceso dalla sua auto a causa di uno strano guasto, è stato vittima di un rapimento. Stordito da chissà chi, si è risvegliato all’interno di una misteriosa struttura sotterranea. Dopo una breve esplorazione del complesso, composto di vuote stanzette, stretti corridoi e di un dedalo di ascensori, si è imbattuto in un gruppo di altre persone che come e con lui condividono cattura e prigionia. C’è giusto il tempo di qualche frase di circostanza, di frettolose e imbarazzanti presentazioni, prima che faccia la sua comparsa l’inquietante Zero III. Pupazzo dalle fattezze di coniglio, annuncia ai presenti che da quel preciso istante sono, loro malgrado, concorrenti nel favoloso Nonary Game: Ambidex Edition. Le regole di questo perverso gioco sono molto semplici: chi obbedisce agli ordini impartiti dall’improbabile game master e supera gli ostacoli guadagna punti: totalizzarne nove significa salvezza, fuga dalla struttura. Al contrario, disobbedire o non raggiungere la quota pattuita equivale a morire. Ogni personaggio infatti, porta al polso un congegno capace di iniettare in qualsiasi momento un potente e mortale veleno nel corpo del portatore.
Il resto del plot è avvolto nel mistero, ma non mancano piccole anticipazioni. Le meccaniche del Nonary Game costringeranno i partecipanti ad allearsi o tradirsi, spinti dall’egoistico obbiettivo di salvare la pelle. Si instaureranno complessi e delicati rapporti, pronti a cambiare e spezzarsi repentinamente coerentemente con il variare della situazione. Inoltre, il videogiocatore, che vivrà l’intera vicenda nei panni di Sigma, sarà chiamato a prendere decisioni, spesso decisive per la sopravvivenza degli altri personaggi, che lo condurranno a uno dei ventiquattro finali previsti in Zero Escape: Virtue’s Last Reward.
Purtroppo non siamo ancora in grado di dare un giudizio articolato per quanto riguarda il cast. Tra adolescenti insicuri, donne provocanti, scontrosi uomini di mezz’età e un misterioso uomo in maschera che ha perso la memoria, ogni topoi del caso farà la sua comparsa, rispettando anche in questo senso la direzione artistica già intrapresa nel prequel. Allo stesso modo, tuttavia, ogni figurante non dovrebbe mancare di serbare sorprese e mostrare progressivamente l’intricata complessità psicologica inizialmente celata sotto una spessa patina propria di ogni stereotipo.

La trama, che potrà essere compresa anche da chi non ha giocato a 999, si dipanerà attraverso dialoghi e video che si interporranno tra un enigma e l’altro. Selezionando la voce Escape, dal menù principale, era infatti possibile testare con mano la qualità di uno dei tanti ostacoli che dovrete affrontare nel corso dell’avventura.
Accompagnati dall’apatica Phi e dalla conturbante Alice, nel livello a disposizione nella demo l’obbiettivo è quello di guadagnare l’uscita ottenendo la chiave contenuta in una cassaforte. Muovendosi tra le quattro stanze che componevano lo scenario, la soluzione dell’intricatissimo enigma è raggiungibile solo riassemblando una vecchia chiave, trovando il modo per interagire correttamente con un poster appeso in una delle camere e ottenendo dei numeri di telefono e i codici delle casseforti.
PS Vita alla mano, ci siamo scoperti piacevolmente sorpresi da questo gustoso antipasto. Il livello d’attenzione e le capacità intellettuali richieste nel comprendere come far interagire tra loro oggetti e indizi è sicuramente sopra la media e ci auguriamo che l’ingegnosità, con cui sono stati architettati questi primi ostacoli, si mantenga intatta anche nel proseguo dell’avventura.
La demo, inoltre, ci ha dato modo di testare con mano l’affidabilità del sistema di controllo che sarà interamente affidato al touch-screen della PS Vita. Per interagire con lo scenario e superare gli enigmi dovrete forzatamente usare le vostre dita per toccare, trascinare, spostare i vari elementi sullo schermo. Tramite la HUD potrete richiamare un pratico menù con cui ricontrollare i vari indizi in possesso o prendere appunti su un taccuino.
Purtroppo, complice l’affollamento dello schermo, spesso abbiamo necessitato di un secondo tentativo per selezionare l’elemento interessato. Inoltre, desta qualche perplessità il sistema che gestisce la rotazione della telecamera: poco preciso e reattivo alle sollecitazioni. Si tratta comunque di piccolissime sbavature, che non innervosiranno l’amante delle avventure grafiche: a fargli perdere pazienza e autostima ci penseranno gli intricatissimi enigmi che dividono Sigma dalla sua salvezza.
Graficamente Zero Escape: Virtue’s Last Reward riutilizza lo stesso stile del prequel. I dialoghi sono condotti tramite i modelli poligonali debolmente animati dei personaggi, mentre le scene d’intermezzo si sviluppano tramite immobili artwork che si susseguono. Gli scenari, dal canto loro, presentano un design più tendente al realismo e sono riprodotti in rigoroso 3D. In questo senso ci ha lasciati leggermente sconfortati l’assoluta mancanza di dettagli nelle ambientazioni viste nella demo. Tuttavia è possibile che si trattasse di una precisa scelta di design interessata a mostrare l’angustia e la desolazione della prigione in cui muoveranno i primi passi i personaggi.
Il sonoro si divide tra musiche inquietanti, durante i dialoghi, e altre pulsanti e adrenaliniche che non mancheranno di incalzarvi nelle fasi di risoluzione degli enigmi. Va anche segnalato il doppiaggio in giapponese, sottotitolato in inglese, anche se al momento è difficile dire se questa feature resterà invariata nella versione finale del gioco.

Zero Escape: Virtue's Last Reward Zero Escape: Virtue’s Last Reward ha tutte le carte in regola per ammaliare e divertire come fece 999 su Nintendo DS. Gli sviluppatori hanno giustamente optato per la strada della continuità sia dal punto di vista del gameplay, improntato sulla risoluzione di intricatissimi enigmi, sia nei toni utilizzati nella sceneggiatura. Per quanto permangano minuscole perplessità inerenti al sistema di controllo, ancorato al touch-screen della PS Vita ma azzoppato da una lieve imprecisione cronica, le attese che ruotano attorno a questa avventura grafica sono altissime. Fortunatamente non manca molto alla release: il gioco debutterà il 23 novembre, data in cui vi sapremo fornire il nostro parere definitivo sulla creatura di Askys Games.

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