Intervista Civilization: Beyond Earth

Intervista a Lena Brenk, executive producer di Civilization Beyond Earth

intervista Civilization: Beyond Earth
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Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Era davvero difficile staccarsi dal computer dove abbiamo potuto provare in esclusiva la prima, breve, demo di Civilization Beyond Earth (ne abbiamo parlato qui). Lo abbiamo fatto solo per fare quattro chiacchiere con Lena Brenk. Tedesca, circa trent'anni, sempre sorridente, una vita in 2K a seguire i prodotti Firaxis. Da lì è passata alla società fondata da Sid Meier, dove è diventata executive producer di Civilization Beyond Earth. Sotto lo sguardo attento dell'addetta stampa 2K, che storceva il naso appena facevamo domande sul gioco, abbiamo chiacchierato di Beyond Earth, alieni e di cosa rende così speciale Civilization.

Q&A

L'industria dei videogame è ancora piuttosto maschile, soprattutto nei ruoli chiave. Eppure se davvero vogliamo che i videogiochi siano un'espressione completa della società, anche le donne dovrebbero avere ruoli importanti. Tu che ne hai uno, cosa ne pensi?
E' un argomento complesso e penso che riguardi non solo le donne, ma anche altro. Mi piacerebbe molto vedere più donne nell'industria ed è una cosa che sto cominciando a vedere, qualcosa sta cambiando. Per quanto mi riguarda, però, posso dire che in Firaxis non fa molta differenza: io faccio parte di un team e non c'è alcuna differenza se sei uomo o donna. Da giocatrice invece ti dico che vedo un po' troppi sparatutto, mi piacerebbe giocare altro.

Passando a Civilization Beyond Earth, sembra che gli alieni abbiano un ruolo davvero importante. Sembra che siano messi apposta lì per ricordarci che siamo noi gli invasori.
Sì, siamo noi gli alieni, non loro. Ed è un equilibrio che nel gioco ha una grande importanza, da diversi punti di vista. Il giocatore può scegliere liberamente come rapportarsi agli alieni: può abbracciare la loro cultura, oppure può sterminarli. Ma ogni decisione, avrà delle conseguenze precise nel gioco.

Civilization ha sempre avuto anche un ruolo educativo, ricordo quando veniva usato nelle scuole inglesi per insegnare la storia. Pensi che Beyond Earth abbia lo stesso valore? Anche sterminando gli alieni?
E' una domanda molto interessante. Quando esce un nuovo Civilization, nel nostro forum ufficiale molti utenti chiedono cosa hanno imparato di nuovo col gioco: di solito si parte citando un leader o un altro personaggio che non conoscevano, poi vanno molto più a fondo. Penso che la cosa migliore di Civilization sia che accende la curiosità, un motore fondamentale per imparare cose nuove. Il gioco però rimane tale, un gioco: il suo primo obiettivo è intrattenere. Non prendiamo posizione, non vogliamo imporre una morale, ma solo fornire degli strumenti. Come vi comporterete con gli alieni è una scelta vostra, ma come detto prima, avrà delle conseguenze. In Beyond Earth l'umanità ha già commesso il grande errore, qualcosa che l'ha costretta ad abbandonare la terra. Sarebbe bene non commetterlo di nuovo.

Ma cosa puoi dirci del grande errore? Nel gioco si capirà qual è, il “great mistake”?
No, non proprio. Ci saranno diversi riferimenti e allusioni, ma non diremo mai esattamente cosa è successo. E' la vostra storia, di come voi avete costruito il vostro impero e come lo avete fatto durare nel tempo. Noi vi diamo una cornice, come appunto è il Great Mistake, ma la storia la scrivete voi.

Questo significa che non punirete il giocatore se si comporta “male” con il pianeta?
Dipende molto dalla vostra affinità. Purity, Harmony, Supremacy sono tre modi diversi di stabilire un rapporto col nuovo pianeta. Ognuna di queste filosofie di pensiero comporta delle conseguenze per il pianeta, in particolare Harmony, che prevede una completa integrazione col pianeta e uno sfruttamento totale delle sue risorse. Abbiamo scelto queste tre filosofie guardando la recente storia dell'uomo, che spesso quando si è trattato di colonizzare un nuovo mondo, ha seguito questi istinti. Non si tratta quindi di punire il giocatore, ma di metterlo di fronte alla realtà che lui ha creato. Se sarete molto aggressivi con gli alieni, ad esempio, potrete attirare l'attenzione dei vermi, la specie più pericolosa: un paio di loro possono radere al suolo la vostra città.

C'è molta tecnologia in Beyond Earth. Quanta ricerca avete fatto? Quanto è plausibile? E quanta della tecnologia in Beyond Earth si ispira ai classici della fantascienza?
La tecnologia riveste un ruolo fondamentale nel gioco. Il Techweb di Beyond Earth è stato creato con un obiettivo in testa: rimanere plausibile. Abbiamo contattato diversi futuristi, scienziati, università, per creare un cuore centrale estremamente realistico. Tutte le tecnologie che ricercherete all'inizio sono reale. Poi, andando avanti nel gioco, arriveranno tecnologie più da fantascienza. Tanti dei nostri designer sono appassionati di fantascienza, quindi più avanti troverete delle tecnologie che arrivano da libri, film e altro. Vi divertirete, ma tutto rimarrà plausibile e strettamente legato alle tecnologie che studierete all'inizio. Tutto è una conseguenza della tecnologia precedente.

Ma nel futuro ancora non saremo capaci di fare uno scan del pianeta e conoscerne la superficie prima di arrivare? Perché la mappa è ancora oscura e bisogna scoprirla piano piano?
(Ride, ndr) Beh dovete considerare che la vostra fuga dalla terra è abbastanza improvvisa. Avrete tecnologie limitate perché dovrete scappare via in fretta dal pianeta e questo vi costringerà a lasciare indietro tantissima tecnologia. Questo è un pretesto per fare in modo che la mappa sia ancora scura, da scoprire casella dopo casella. Perché l'esplorazione è un elemento fondamentale di Civilization e non volevamo che si perdesse. C'è però una possibilità: quando all'inizio dovrete decidere quali tecnologie portare sulla vostra astronave, potrete portare un satellite che vi darà un'idea di massima del terreno intorno a voi. E' una delle possibili scelte che potete fare e dalle quali dipendono i vostri primi anni sul pianeta.

Qual è la cosa più importante di Civilization? Qual è l'elemento che non cambiereste mai?
Penso che la cosa più importante è la libertà concessa al giocatore. Costruire città o sterminare gli avversari? Puntare tutto sulla tecnologia o sul commercio? Sono scelte che spettano al giocatore, e vogliamo che sia lui a scrivere la sua storia. L'altro fattore fondamentale è il terreno, e in Beyond Earth questo sarà ancora più evidente. Sid Meier dice sempre “it's all about the terrain”, il terreno è al centro dell'esperienza di Civilization e bisogna conoscere bene cosa c'è intorno. Con Beyond Earth abbiamo rispettato questi due pilastri, andando a intervenire di più sui due elementi che invece ritenevamo più deboli, la diplomazia e la crescita tecnologica. Della prima, per il momento, non posso ancora dirvi della nulla, mentre della seconda posso dirvi che mai nessun gioco di Civilization permetteva una scelta così ampia. La ricerca tecnologica ora non è più lineare, ogni scoperta può portare ad altre scoperte nello stesso settore, oppure a rami di sviluppo completamente diversi. Volete che i robot prendano il posto dell'umanità? Con Beyond Earth potrete farlo.

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