Intervista DriveClub

Jamie Brayshaw, community manager di Evolution Studio, parla del racing Next-Gen in arrivo su Ps4

intervista DriveClub
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  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Previsto inizialmente per il lancio di PlayStation 4, Driveclub ha mancato l'appuntamento con la Next-Gen. Il team ha deciso di prendersi qualche mese in più per rifinire il suo prodotto, in modo da proporre ai racer di tutto il mondo un'esperienza senza spigoli. Mentre siamo ancora in attesa di una data d'uscita ufficiale e di un appuntamento con una nuova build giocabile, chi vi scrive ha avuto modo di parlare con Jamie Brayshaw, Community Manager di Evolution Studio. L'incarico di curare un reportage sull'esclusiva corsistica di Ps4 è arrivato da PlayStation Official Magazine Italia: nel quinto numero della rivista potrete trovare un succulento speciale che fa il punto su tanti aspetti del gioco, in cui si parla delle novità del motore grafico e delle prospettive del team. Qui di seguito vogliamo però darvi un piccolo assaggio di quelle che sono le tematiche discusse, in una sorta di Backstage dell'intervista che vi aspetta in edicola.

Q&A

Quando avete ripresentato il vostro prodotto dopo il rinvio, un hashtag è comparso di fronte al nome. Fa parte effettivamente parte del titolo, magari per sottolineare l'importanza dell'aspetto social del gioco?
Jamie Brayshaw: L'hashtag è una parte importante dell'identità del gioco. Ma ovviamente noi non lo chiamiamo “hashtag DRIVECLUB”!
Diciamo che quel simbolo è diventato una sorta di icona culturale di questa generazione, dimostrando che oggi siamo più connessi di quanto non lo siamo mai stati. Oggi non ci si aspetta soltanto che un prodotto raggiunga una certa soglia qualitativa: ci si aspetta che attorno ad esso si generi un alto livello di interazioni, e che riesca a diventare un argomento di discussione.
La possibilità di condividere le nostre esperienze ludiche e la voglia di trasformarle in argomenti di discussione sono fondamentali, al giorno d'oggi: fanno parte del modo in cui giochiamo. Per questo abbiamo voluto usare l'hashtag: perché tutto quello che riguarda il gioco è importante, non solo le corse.

Avete annunciato che l'edizione PlayStation Plus Edition sarà sostanzialmente il gioco completo, senza qualche auto e tracciato. Gli utenti potranno comunque guadagnare il trofeo di platino giocando alla PS+ Edition. Il piano è rimasto invariato?
Jamie Brayshaw: Stiamo lavorando su un titolo innovativo pensato per una piattaforma che definiremmo pionieristica. Perchè non uscire dagli schemi anche per quel che riguarda il modello di business?
Si, il piano è sempre lo stesso.
Offrendo l'edizione Plus sarà più facile che molti utenti entrino in contatto con il titolo, e visto che la componente social si basa proprio sulla presenza di una community vitale, sarà un vantaggio per tutti.


Quando avete deciso di posticipare l'uscita del gioco, su quali aspetti avete deciso di lavorare in maniera consistente? Il motore grafico, il sistema di guida, oppure semplicemente volevate migliorare la qualità di contenuti.
Jamie Brayshaw: Francamente nessuno di questi aspetti in particolare. Eravamo soddisfatti dai risultati grafici incredibile e contenti del driving system, così come del numero di auto e tracciati.
Semplicemente, volevamo che tutto fosse ben integrato con gli aspetti “social”. Ovviamente abbiamo continuato a lavorare anche sugli altri aspetti, anche se non sono stati quelli a determinare la nostra scelta.

Ma quindi, quando giocheremo la nuova demo di Driveclub, quale sarà il cambiamento più rilevante che noteremo?
Jamie Brayshaw: Beh, sono passati molti mesi dall'ultima build presentata alla stampa, quindi troverete un sacco di novità. Il nostro processo produttivo è strutturato in modo che i miglioramenti possano essere apportati fino al giorno dell'uscita: e anche dopo, dal momento che abbiamo pensato a Driveclub come ad un titolo che possa essere aggiornato regolarmente.
L'elemento più evidente, dal punto di vista grafico, sarà comunque il sistema di illuminazione che regola l'atmosfera di ogni tracciato.


Cosa vi aspettate nel futuro dei giochi di guida? Cosa porterà questa generazione al genere?
Jamie Brayshaw: Per anni i giochi di guida hanno rappresentato una categoria di prodotti caratterizzati da un estremo individualismo. Titoli che intimidivano larghe fette di utenti, invece di intrigarle: soprattutto online, non c'è spazio per gli errori, e la competizione resta interessante solo per una fetta di player ben allenati. Speriamo che in futuro questo scoglio si possa appianare, e crediamo davvero che possa essere grazie alle interazioni “social”. Una piattaforma come PlayStation 4 rappresenta un vero e proprio gioiello di tecnologia, ed è bellissimo che riesca a tenerti sempre connesso coi tuoi amici.

Di cosa ha bisogno un gioco di guida per avere successo?
Jamie Brayshaw: Corse tenute e adrenaliniche, per cominciare. Ma sulla lunga distanza tutto si sposta sulla semplicità con cui è possibile sfidare altri racer, o sulla capacità del prodotto di offrire sfide sempre nuove.
Con Driveclub vogliamo offrire quindi nuove corse, nuve competizioni e nuove sfide su base regolare, così che il titolo possa essere fresco e vitale ogni volta che l'utente deciderà di connettersi.