Intervista Emiliano "Emix" Ribaudo

Prosegue il nostro viaggio nella satira videoludica

intervista Emiliano 'Emix' Ribaudo
Articolo a cura di
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

"È la mia vita e mi piace giocarmela così".
Fa tanto il ragazzo squilibrato, il prototipo del videogiocatore disadattato che tanto è simpatico ai tiggì di mezzo mondo, ma ogni tanto la perla la infila comunque.
Senza indugiare oltre diamo la paternità alla convintissima metafora d'apertura ad Emiliano Ribaudo, genovese doc, che dall'alto dei suoi 29 anni cura giornalmente il primo blog italiano di satira videoludica. Visitato notte e giorno da moltissimi utenti esso raccoglie vignette e pensierini dal mare magnum del web, cui spesso aggiunge graffianti commenti all'indirizzo di questa o di quella software house. Ad esempio non digerisce mica come Sony si è comportata con Playstation 3, ma evita la sistematica e sciocca demolizione degli inglesi di UK Resistance per proporre una più matura riflessione sul quid del divertimento videoludico.

De Satyra Eye

De Satyra Eye è uno spin off di De Re Ludica incentrato sul rapporto tra umorismo e videogiochi. Tra riflessioni e interviste si cerca di individuare direzioni e innovazioni del ridere dell'intrattenimento interattivo.
- De Satyra Eye vol. 1
- Emiliano "Emix" Ribaudo
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Cosa vuol dire fare "satira videoludica"? Quale è il rapporto tra "Satira e videogiochi"?

Cosa vuol dire fare satira sociale, o satira politica? Fare della satira vuol dire mostrare le contraddizioni di un sistema, nella fattispecie stigmatizzare le forze di un'industria miliardaria, quale quella del gaming. Il rapporto tra satira e videogiochi, vuoi per la relativa giovane età del medium, vuoi per la forte attitudine consumistica del videogioco, è un azzardo da definire. Qualcosa si muove nella scena indie (impossibile non citare la nostrana Molleindustria) ma effettivamente ci troviamo di fronte ad un nuovo modo di approcciarsi ad un cultura, destinato, come ogni approccio espressivamente provocatorio, a far riflettere.

Ogni aspetto del tuo blog è finalizzato a fare ironia sul videogioco, ma anche, e sopratutto, sulle persone che ci girano attorno. Come può l'umorismo smuovere queste genti? Oppure il blog si propone come un semplice diversivo e/o come mero intrattenimento?

Certamente l'intrattenimento è una parte fondamentale del blog. Ma non nego che l'ironia possa essere un'arma in grado di smuovere le opinioni.
Non mi propongo come un "punitore", ma se ti prendo in giro è perché probabilmente te lo meriti. Pensa al mio costante accanimento contro Sony e Ps3: se decidi di vendere una console 600 euro qualcuno dovrà pur ammettere in un modo o nell'altro che si tratta di una follia. Niente discorsi da fanboy, è pura obiettività.


Il campione della messa in ridicolo di certe meccaniche videoludiche è Luigi's Mansion, il cui incedere titubante e pavido fa del corretto umorismo all'indirizzo della saga Resident Evil. Forse il titolo EAD è l'unico prodotto che impiega il testo ludico per fare della satira sul videogioco stesso. Non è un po' poco per un'industria in costante miglioramento? Quali sono i possibili scenari futuri? Come si può incentivarli?

Interessantissima osservazione. Mi viene in mente No More Heroes, con la sua surreale scalata di un'ancora più surreale top ten, come a prendersi gioco del nerd dentro di noi, o i primi due immortali Monkey Island, ma per il resto nel mass market video ludico l'ironia o la satira sono -quasi- tabù. Non penso che esista ancora una maturità di pubblico tale da giustificare progetti sperimentali in direzioni diverse dal blockbuster. Come ho già detto, una grande percentuale di vera innovazione e sperimentazione è da ricercare nella scena indie. Servizi come XBLA o Wiiware probabilmente sono la principale strada da percorrere per incentivare una maggiore creatività. E si, considerando la rapida evoluzione dell'industria, non è fuori luogo affermare che sembra ci sia poco posto per opere autocritiche o squisitamente parodiche.
Negli Stati Uniti circolano da diversi anni realtà importanti e affermate come Penny Arcade, che può vantare una solida base attraverso il web e le pubblicazioni cartacee.

Negli Stati Uniti la cultura video ludica non è un chimera e lì GamePro non avrebbe mai chiuso dopo un paio di anni. Ovvio che se una data cultura è più che affermata è naturale che esista un ampio spazio anche per chi si diletta nella parodia. Vedi, non credo di esagerare affermando che nel Bel Paese parlare di cultura del video gioco sia un discorso assolutamente di nicchia, destinato agli "addetti ai lavori" e poco più.
Ma non è un'affermazione impregnata di rassegnazione. Il mio blog ed altre realtà si battono quotidianamente per cambiare qualcosa. E, se qualcosa cambierà, sono certo di avere avuto un piccola parte del merito, o, almeno, così mi piace credere.


Domanda più generale: a cosa è dovuta la crisi della satira in Italia? E' giusto parlare di crisi? E' colpa della censura? O si tratta di un atteggiamento culturale, di un disinteresse del pubblico di massa?

Il disinteresse del pubblico gioca la sua sporca parte. Le mie idee politiche sono note e quindi è con coerenza che addito all'attuale classe dirigente (e quindi al relativo elettorato) parte del demerito. Ma, sebbene sui classici media fare satira pare sia diventato un lusso, altrove (teatro, siti web indipendenti, pubblicazioni in pdf) la scena satirica è decisamente viva. Bisognerebbe smettere di conferire alla tv tutta questa maledetta rilevanza, credo che i tempi siano abbastanza maturi e che sia oltremodo anacronistico questo legame al piccolo schermo.

Hai ventinove anni, non pensi che sia ora di smetterla coi "giochini"?


Naaa, anche a costo di sembrare ridicolo, non credo che smetterò facilmente. Anche se diventassi all'improvviso milionario, certe cose continuerei comunque a farle, come ad esempio scrivere sul blog, pisciare nottetempo sui tavoli del ristorante sotto casa e bere birra chiara in lattina. È la mia vita e mi piace giocarmela così.

Accedendo alla gallery correlata all'articolo potete leggere una vignetta del ciclo "Talking Console" realizzata da Emiliano Ribaudo in esclusiva per Everyeye, quale dimostrazione del suo talento umoristico. Una nota d'obbligo: il prodotto si è palesato nella casella di posta elettronica alle 3 del mattino, certamente condizionato dall'effetto corroborante del caffè Hag.

De Satyra Eye Prima di darvi appuntamento tra sette giorni con un nuovo incontro e una nuova intervista sul tema dell'umorismo videoludico, ci preme segnalare che la chiacchierata di qui sopra non ha avuto luogo negli ultimi tempi e che allora l'intervistato affrontava un duro periodo della propria vita. Siamo contenti che quella parentesi cupa sia stata superata e che il buon Ribaudo possa continuare a riempire il suo seguitissimo blog con nuove simpatiche corbellerie. A settimana prossima in compagnia di un Kojima-fan e Ubisoft-hater...