Intervista God of War 3

Intervista al team di sviluppo

intervista God of War 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • PS4

Nella sede Sony, a Roma, si è oggi tenuta la presentazione ufficiale del nuovo attesissimo titolo dello Studio Santa Monica, il terzo episodio della saga di God of War, che incontrerà il mercato nostrano tra circa una settimana.
Ed EveryEye, ovviamente, c’era.
Nella comoda sala preposta alla dimostrazione del gioco, e poi in un interessante 1on1 con i produttori, abbiamo avuto modo di scoprire alcune informazioni provenienti dai dietro le quinte degli studi californiani.
Chris O’Neill e Adam Puhl, rispettivamente senior level designer e lead combat designer, ci hanno permesso di farlo rispondendo ad alcune delle nostre domande riguardanti il gioco ed il mondo che negli anni si è creato intorno a God of War.

A tu per tu con lo Studio Santa Monica

Everyeye: Quanto tempo ha richiesto lo sviluppo di God of War III, e quali sono stati gli elementi su cui vi siete maggiormente focalizzati?
Chris & Adam: Il gioco ha richiesto molto tempo per essere portato a termine. In tutto credo siano serviti quattro anni di sviluppo: il primo, di pre-produzione, è stato usato per affrontare e risolvere i problemi relativi al cambio di hardware, da PlayStation 2 a PlayStation 3; durante gli altri tre, invece, si è svolto il vero sviluppo del gioco. Una gran parte del lavoro è stata dedicata al lato tecnico del titolo, alla luce delle prestazioni offerte da PlayStation 3, ed all’implementazione dei quick-time event, molto più presenti qui che negli altri capitoli della saga, che aiutano a rendere ancora maggiore l’immedesimazione offerta dal gioco.
Dopo quattro anni di sviluppo, si può dire che questo titolo sia un vero blockbuster. (ride)


Everyeye: Per quanto riguarda il discorso della violenza presente nel gioco. Ce n’è molta, come vediamo, ma non siete preoccupati del fatto che questo possa causare reazioni piuttosto violente da parte della critica o di associazioni varie?
Chris & Adam: No, non lo siamo. Abbiamo lavorato molto per non oltrepassare una certa linea di demarcazione tra quello che si può mostrare e quello che invece sarebbe sgradevole. Vogliamo che il giocatore si diverta nei panni di Kratos, e non che sia a disagio a causa di situazioni magari troppo violente o esagerate. Vogliamo che sorrida, ecco.
Quindi, no, siamo piuttosto tranquilli riguardo l’accoglienza del pubblico. Persino in Germania, Paese da sempre piuttosto rigido riguardo questioni simili, siamo riusciti ad arrivare ad un accordo con le società di competenza.


Everyeye: La tecnologia 3D, soprattutto in ambito cinematografico, sta crescendo molto in questi ultimi tempi. Avete mai pensato di farne uso?
Chris & Adam: Per quanto possa essere interessante - e lo è sicuramente - crediamo che i tempi non siano ancora maturi per un’implementazione della simile tecnologia in ambito videoludico. Non sappiamo il riscontro che avrebbe con il pubblico, né quanto e se funzionerebbe. Per adesso ci limitiamo ad osservare; se, poi, sarà il caso, potremo pensare di ragionarci in altri termini.


Everyeye: Prima avete molto elogiato l’uso dei quick-time event e l’immedesimazione che ne deriva. E parlando invece del motion controller Sony? C’è la possibilità di vederlo implementato in vostre produzioni future, per aumentare ulteriormente la connessione tra gioco e giocatore?
Chris & Adam: E’ sicuramente una funzionalità interessante, ma a dire il vero non abbiamo ancora avuto modo di esaminarlo attentamente. Una volta studiato meglio, potremo decidere cosa farne e se, eventualmente, usarlo nei nostri giochi. Ad ogni modo, siamo contrari allo sviluppo di un prodotto in funzione di una periferica: siamo sempre a favore dell’innovazione, ma evitiamo accuratamente di forzare le cose con mosse troppo azzardate. Ben venga l’evoluzione di un concept, ma solo se ottenerla non richiede di stravolgerlo completamente, come farebbe l’uso del motion controller in un gioco come God of War.


Everyeye: Nello sviluppo di God of War III, credete sia stata più importante la resa visiva o la soddisfazione in mano al giocatore durante, ad esempio, i combattimenti?
Chris & Adam: Crediamo che siano due cose totalmente differenti, ma assolutamente complementari. Da un lato amiamo molto la spettacolarità delle situazioni su schermo, ma allo stesso tempo questo non basta, e siamo sempre molto attenti a dare al giocatore un appagamento ed una soddisfazione che lo faccia sentire davvero Kratos. Vogliamo che senta la sua rabbia, quanto è infuriato. (ride)


Everyeye: Siete preoccupati dei vari cloni o prodotti simili che, magari “sfruttando” il successo del vostro brand, potrebbero nascere - o lo fanno già - sul mercato?
Chris & Adam: Non credo che “preoccupati” sia la parola adatta per questa situazione. Anzi, ci fa molto piacere e siamo orgogliosi del fatto che God of War sia talmente apprezzato da essere copiato, vuol dire che funziona e piace. Trovo che questa contaminazione sia un meccanismo molto salutare per l’industria videoludica, se ampliata a dovere: noi, ad esempio, abbiamo preso spunto dalle meccaniche di Devil May Cry, seguendo poi una nostra direzione che abbiamo nutrito ed arricchito con elementi del tutto inediti. Allo stesso modo si può dire di Dead Space con la saga e le meccaniche di Resident Evil. Diverso è invece il discorso riguardante Dante’s Inferno, in cui la somiglianza con God of War è palese e senza alcuna traccia di aggiunte consistenti.


Everyeye: Riguardo i DLC, avete mai pensato alla loro implementazione nel gioco?
Chris & Adam: Ci abbiamo pensato, ma attualmente non c’è alcun progetto in merito. Preferiamo attendere i pareri del pubblico, e siamo davvero impazienti di conoscerli. In base a quelli, eventualmente, potremo lavorare sulla diffusione dei DLC.


Everyeye: Ed ora, per concludere, una domanda che già vi avranno fatto in molti: questo terzo capitolo segna la fine della saga di God of War, o avete in mente di continuarla in qualche modo?
Chris & Adam: (ride) La saga di Kratos è sicuramente conclusa. Non sappiamo ancora nulla riguardo il futuro, ma la trilogia di God of War termina certamente con questo terzo capitolo.

God of War 3 In attesa dell’uscita del gioco, abbiamo approfittato della presentazione romana per trarre qualche interessante informazione che può servire a completare la già esaustiva review di qualche giorno fa. Dopo una piacevole chiacchierata, si chiude la finestra con lo Studio Santa Monica. Ma ormai, all’uscita, manca davvero poco.