Intervista Halo 5: Guardians

Scambiamo quattro chiacchiere con lo Studio Head di 343 Industries

intervista Halo 5: Guardians
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  • Xbox One
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Camicia a maniche corte, sguardo vispo e deciso. Josh Holmes, Studio Head di 343 Industries, ci accoglie con un bel sorriso: “Beh, ti è piaciuto?”. Ricambiamo il sorriso e ci sediamo su uno sgabello bianco davanti a un tavolino bianco in una stanza bianca di un locale nel centro di Londra dove tutto è bianco. Siamo venuti qui per provare la beta multiplayer di Halo 5 Guardians, la stessa che potremo giocare di nuovo insieme a voi il prossimo 29 dicembre. “Come inizio niente male, ma mi piacerebbe vedere qualcosa di più”, gli rispondo. Cominciamo a parlare, ma non dopo aver sentito le raccomandazioni dei responsabili Microsoft, che ci invitano a fare domande solo sul multiplayer e solo sulla beta, che è l’oggetto della presentazione di oggi. In altre parole, se volete sapere che fine ha fatto Master Chief e cosa lo aspetta in Halo 5, o se siete curiosi di scoprire nuove modalità multiplayer o le altre novità in arrivo, dovrete avere ancora un po’ di pazienza.

Q&A

Everyeye.it: Il 29 parte la beta, e sarà una delle beta più ricche mai viste su console, con tante mappe e ben tre settimane di tempo per provarle tutte. Come mai tanto anticipo rispetto all’uscita?
Josh Holmes: Halo 5 Guardians è un progetto enorme, che richiede tantissima attenzione. È vero, di solito le beta escono molto più vicino all’uscita del titolo definitivo, ma questa volta abbiamo deciso di iniziare molto prima perché vogliamo avere tutto il tempo necessario di ascoltare i commenti dei fan e, se lo riteniamo opportuno, fare modifiche, anche consistenti, al gioco. Se fai uscire una beta tre mesi prima dell’arrivo nei negozi magari solo per testare l’infrastruttura dei server, poi non hai il tempo di fare cambiamenti più sostanziali. Noi vogliamo fare questo gioco insieme alla community, insieme ai nostri fan. Ascolteremo i loro consigli.

Everyeye.it: Una bella filosofia, ma come si fa a distinguere un buon consiglio da uno meno buono e, soprattutto, come si fa a imporre la propria visione di Halo 5 e nel frattempo accontentare anche i fan?
Josh Holmes: Non è un equilibrio semplice. Ovviamente noi abbiamo le nostre idee e vogliamo realizzarle, abbiamo un team abbastanza grande per riuscire ad ascoltare davvero la nostra community e fare il giusto filtro per individuare quelle che sono le richieste più interessanti. È un processo complicato, ma è la strada più giusta per un titolo così importante come Halo 5.

Everyeye.it: Non abbiamo giocato tantissimo, un paio di orette scarse e senza la possibilità di sbirciare opzioni e settaggi, ma l’impressione è che, con il multiplayer di Halo 5, abbiate voluto riproporre lo stile di Halo 2, che forse è lo sparatutto che più di tutti ha rivoluzionato il multiplayer online su console, ai suoi tempi. È davvero questo il vostro obiettivo?
Josh Holmes: (Sorridendo) Non sai quanto mi fa piacere sentire queste parole, è esattamente quello che stiamo cercando di fare. Vogliamo riportare quello stile, il combattimento più frenetico e ravvicinato: siamo tutti grandi appassionati di Halo 2 e di titoli del passato come Quake III Arena, e non c’è dubbio che questi siano stati una fonte d’ispirazione importante per il multi di Halo 5.

Everyeye.it: In effetti, in un mercato dominato da Call of Duty e dal suo multiplayer competitivo, offrire qualcosa di diverso potrebbe essere la scelta più giusta...
Josh Holmes: Non si tratta tanto di diversificarci dagli altri, quanto di seguire la nostra strada e la tradizione di una serie che, negli anni, ha saputo portare il multiplayer su console in un modo unico.

Everyeye.it: Parliamo della community e dei servizi che fornirete ai vostri fan. Cosa possiamo aspettarci da Halo 5 per gestire il nostro clan?
Josh Holmes: E’ ancora un po’ presto per parlare di questo. Quello che possiamo dire è che sappiamo bene che la nostra community è esigente e possiamo assicurarvi che se vorrete fondare un clan avrete tutti i servizi necessari per gestirlo con estrema semplicità. Ma stiamo anche guardando al futuro, e vogliamo andare oltre. Qualcosa potrete vederla già a partire dalla beta: ad esempio abbiamo aggiunto il supporto per Twitch direttamente dentro al gioco e potrete mandare le vostre partite in diretta in maniera davvero semplice e immediata. Ci sarà anche la modalità spettatore, che vi darà un'idea di quelli che saranno i servizi a disposizione anche nel gioco finale.

Everyeye.it: Sprint, doppio salto, mosse speciali: nel multiplayer di Halo 5 ci sono molte novità. Come si può innovare un gioco senza però tradire il passato?
Josh Holmes: Innanzitutto ci teniamo a ribadire una cosa: quello che proverete nella beta non è il gioco definitivo. Come dicevo all'inizio, l'idea di uscire con la beta così in anticipo serve proprio a trovare il bilanciamento perfetto, a sentire i consigli dei nostri fan e ad avere il tempo necessario per metterli in pratica. Detto questo, crediamo che le aggiunte fatte al gameplay di Halo 5 non snaturino affatto la serie, ma anzi la rafforzano e la proiettano verso il futuro. Se avete già giocato ad Halo, impiegherete davvero pochi minuti per sentirvi subito a vostro agio. In ogni caso, tutte le novità sono state testate a lungo: per la noi la cosa più importante è avere il giusto bilanciamento tra armi, sistema di controllo e design delle mappe. Ci sono nuove abilità, certo, come lo sprint. Ma il loro utilizzo è limitato ed è integrato all'interno di un sistema che impone al giocatore di fare delle scelte: meglio provare a correre o ricaricare gli scudi, ad esempio? Non si tratta di cambiare il modo di giocare, ma di offrire ai giocatori delle possibilità in più per esprimere il loro stile di gioco.

Everyeye.it: Abbiamo visto che nella beta è possibile sbloccare delle armature extra, che poi potremo portarci dietro nel gioco definitivo. Quanto è importante la personalizzazione del personaggio in Halo 5? Quali altre novità avete previsto da questo punto di vista?
Josh Holmes: Al momento è ancora presto per parlarne, ma sappiate che abbiamo investito molto tempo in questo aspetto. Nella beta, potrete sbloccare alcune armature particolari, che potrete portarvi dietro anche nel gioco definitivo quando uscirà Halo 5 Guardians. La nostra idea è dare la giusta ricompensa ai giocatori per il loro impegno, senza però snaturare il gioco. Se un giocatore è davvero forte potrete capirlo già dall'armatura che indossa o magari da una certa colorazione. Ci sarà anche la possibilità di scegliere alcuni aspetti del personaggi che influenzeranno non solo l'aspetto estetico, ma anche l'equipaggiamento di partenza, ma su questo avremo modo di tornare a parlare in futuro.

Everyeye.it: Breakout sembra la novità principale di questa beta. Puoi raccontarci come è nata l'idea alla base di questa modalità?
Josh Holmes: Volevamo un ritorno alle arene del passato, a luoghi dove lo scontro è frenetico ed è basato più su mira e abilità che altro. Breakout avrà delle mappe specifiche, pensate per favore certe dinamiche nello scontro, ma ci saranno ovviamente molte altre modalità, con mappe molto più estese adatte a scontri tra più giocatori. Mi spiace non potervi dire altro, ma posso assicurarvi che presto avrete altre sorprese!

Josh Holmes ci saluta, il poco tempo a disposizione, appena dieci minuti, è già finito. L'appuntamento è al 29 dicembre, quando finalmente avremo modo di mettere le mani sulla beta di Halo 5 con un po' più di calma.

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