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PAX East

Intervista HearthStone: Heroes of Warcraft

Intervistato il production director della nuova IP Blizzard

intervista HearthStone: Heroes of Warcraft
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Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il "piccolo annuncio" di Blizzard per il Pax East ha colto di sorpresa molti giocatori. Certamente nessuno aveva predetto, nei giorni che hanno preceduto il reveal ufficiale, un gioco di carte collezionabili, per di più Free-to-Play. Ed invece la casa di Warcraft e Diablo ha stupito tutti con HearthStone, vincendo lo scetticismo dei tanti che sono accorsi al booth per testare la prima built.
Nel corso dei tre giorni dell'evento, grazie alle postazioni riservate alla stampa abbiamo avuto modo di fare parecchie partite, sfidando i colleghi europei e di volta in volta divertendosi a scoprire le specificità di ciascuno dei nove personaggi selezionabili. Nonostante HearthStone sia immediato e accessibile, spesso ci siamo ritrovati a discutere le strategie che è possibile effettuare con i "mazzi base", segno che il titolo ha una buona profondità tattica. Mentre vi invitiamo a leggere le nostre impressioni, ampiamente descritte nel precedente articolo, ecco il resoconto di una breve intervista con il team di sviluppo.
Come vi è venuta l'idea per HearthStone?

Jason Chayes (Production Director): Quasi tutti noi alla Blizzard, prima che sviluppatori siamo giocatori. Quando prendiamo le nostre decisioni, su qualsiasi fronte, consideriamo generalmente le nostre passioni. Nel nostro tempo libero, spesso anche in pausa pranzo, giochiamo moltissimo ai Collectible Card Game, e così quando è stato creato il Team 5, con l'intenzione di calcare nuove vie ed applicarsi a nuovi generi, è stato quasi naturale proporre un gioco di carte.

Fra i giocatori di Trading Card Game, c'è sempre un elemento di "sproporzione economica", per così dire: chi ha più soldi da investire nell'acquisto di nuove bustine, generalmente ha più probabilità di avere a disposizione carte rare e quindi è avvantaggiato. Questo succede anche in molti Free 2 Play, ma in questo caso in molti tendono a lamentarsi accusando i team di sviluppo di incentivare le microtransazioni piuttosto che il bilanciamento dell'esperienza di gioco. Come pensate di comportarvi con HearthStone?

Jason Chayes (Production Director): In HearthStone non ci sarà bisogno di spendere niente per ottenere le carte più rare. Questo è un fattore determinante per noi: non vogliamo creare un titolo che ponga dei limiti alle possibilità del giocatore. Tutte le carte potranno essere sbloccate semplicemente giocando.
La possibilità di acquistare nuovi pacchetti permetterà di completare più in fretta i propri mazzi, e sarà utile soprattutto per chi vuole fin da subito avere un ampio ventaglio di possibilità, massimizzando l'efficacia di tutti i personaggi allo stesso tempo e senza lavorare troppo sul deck building.

Riguardo alla forgia: sarà possibile costruire tutte le carte, anche le più rare?

Jason Chayes (Production Director): Certamente. L'idea della forgia è una cosa di cui andiamo particolarmente fieri: permette ai giocatori di utilizzare come risorse anche le carte che non ritiene utili per la propria strategia, che vengono riutilizzate per costruire altre carte più interessanti. E tutte le carte, anche quelle avanzate, possono essere costruite con il sistema di crafting.

Potete descriverci alcune delle meccaniche avanzate che troveremo nel gioco finale?

Jason Chayes (Production Director)
:Tutte le classi che avete visto in questa build avranno, oltre all'abilità speciale, anche un sistema particolare legato alle carte specifiche per la singola classe. Il Rougue, ad esempio, sarà specializzato nelle combo. Ci saranno molte carte che oltre ad avere un effetto principale, avranno un bonus addizionale se nello stesso turno è stata giocata un'altra carta particolare. La strategia attendista del Rogue potrebbe quindi riservare brutte sorprese all'avversario, lasciandolo tranquillo per qualche turno, ma poi utilizzando i bonus combo per riportarsi in vantaggio.
Il Druid, invece, dimostrerà una maggiore flessibilità. Molte delle sue carte avranno permetteranno di scegliere fra due effetti, in modo da adattarsi alla situazione.

Ci saranno carte con abilità attive, da "pagare" in termini di mana?

Jason Chayes (Production Director)
:No, non ci saranno creature che, una volta giocate, dovranno essere "attivate" spendendo mana, ma ci saranno creature che ad ogni turno compiranno una determinata azione.

Avete piani per integrare HearthStone all'interno di World of Warcraft?

Jason Chayes (Production Director)
: Attualmente no. E' un titolo stand alone, totalmente indipendente.

Molti dei rumor che hanno preceduto l'annuncio di HearthStone sembravano puntare su un titolo molto atteso dai fan: Blizzard All-Stars. Come sappiamo un Moba che sfrutta tutte le IP di Blizzard e tutti i personaggi più famosi. Pensate che in futuro anche HearthStone possa eventualmente espandersi in tale direzione? Magari recuperando le stesse dinamiche di gioco ma esplorando nuove ambientazioni, da Starcraft a Diablo.

Jason Chayes (Production Director)
:Per il momento ci stiamo focalizzano sull'universo di Warcraft, che è decisamente ricco. Anche perchè non ci limitiamo a World of Warcraft, ma a tutta la serie, e stiamo recuperando anche i personaggi dei vecchi episodi, e non solo quelli attualmente attivi. Ci sono così tante carte e abilità a cui possiamo pensare, che la varietà non mancherà.

Per quanto riguarda le illustrazioni, cercherete di proporre quante più nuovi artwork possibile o recupererete quelli già disponibili?

Jason Chayes (Production Director)
: Molte delle illustrazioni arrivano direttamente dal Trading Card Game di World of Warcraft, ma abbiamo commissionato moltissimi nuovi artwork agli artisti con cui lavoriamo.

Molti giocatori sono scettici nei confronti dei Free to Play. Cosa pensate di fare per superare il livello di indifferenza e sospetto di quei giocatori?

Jason Chayes (Production Director)
: Beh, se qualche giocatore non si sente interessato al prodotto, per qualsiasi motivo, non saremo certo noi ad obbligarlo a giocare HearthStone. Se qualcuno sarà anche solo minimamente incuriosito, potrà avere a disposizione tutto il pacchetto senza spendere niente, e siamo sicuri che verrà conquistato dalle dinamiche di HearthStone.

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