Il futuro di DOOM

Abbiamo intervistato Marty Stratton, executive producer dello sparatutto firmato id Software. Ci ha raccontato i piani per il futuro.

intervista Il futuro di DOOM
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Pubblicato proprio durante il Quakecon, Unto the Evil è il primo DLC di DOOM, l'adrenalinico sparatutto con cui id Software ha (ri)conquistato gli appassionati di FPS vecchio stile.
In occasione dell'evento di Dallas, oltre ad aver provato una prima versione preliminare di DOOM VR; abbiamo avuto l'occasione di intervistare Marty Stratton, executive producer del gioco, che ci ha raccontato qualche dettaglio sul futuro del prodotto, sui DLC in arrivo e sul supporto per Snapmap e Single Player.

Q&A

Everyeye.it: A qualche mese di distanza dal lancio ufficiale, quanto è vitale la community di Doom? Quanti giocatori stanno ancora giocando al multiplayer? La demo gratuita è servita ad allargare il bacino di utenti?
Marty Stratton: Non sono autorizzato a comunicare dei numeri specifici, ma la community è molto forte e sta crescendo bene. Con l'arrivo del primo DLC, Unto the Evil, speriamo di dare anche a quegli utenti che si sono allontanati una ragione per tornare sui server.
Per quel che riguarda la demo, sicuramente abbiamo avuto un incremento notevole di giocatori, e una buona percentuale di trasformazione [rapporto fra giocatori che hanno provato il titolo e giocatori che l'hanno acquistato dopo la prova]. Il vero motivo per cui abbiamo distribuito una versione di prova gratuita, tuttavia, è relativo ai commenti sulla campagna. Abbiamo notato che molti utenti sono rimasti davvero sorpresi dalla qualità del Single Player. Prima della pubblicazione del gioco molti dei nostri sforzi comunicativi si erano concentrati sul multiplayer, e quindi abbiamo pensato che fosse opportuno dare agli interessanti un'occasione per capire la qualità dell'altro pilastro portante di DOOM.

Everyeye.it: Avete deciso di aggiungere le nuove modalità come update gratuiti, mentre le nuove mappe saranno disponibili solo via DLC. Non siete preoccupati che questo possa frammentare la community?
Marty Stratton: È una preoccupazione tangibile, per questo abbiamo implementato una funzione che abbiamo chiamato Party Play. In pratica, chiunque sia nella Lobby con un giocatore che ha acquistato il DLC può giocare alle mappe del DLC. Ovviamente se davvero ti piacciono le mappe ti verrà naturale voler comprare il contenuto, che per altro ti permetterà di avere accesso anche a armi e demoni inediti. Crediamo insomma che i contenuti aggiuntivi siano solidi e interessanti, e questo sistema che abbiamo architettato potrebbe persino funzionare come una sorta di Shareware, un passaparola; al contempo riducendo notevolmente la frammentazione della fanbase.

Everyeye.it: Come sottolineavate anche durante la conferenza, il pubblico è rimasto davvero ben impressionato dalla campagna. Non avete mai considerato la possibilità di un contenuto aggiuntivo dedicato al Single Player? O magari state preparando qualcosa di simile a quello che Machine Games ha fatto con Wolfenstein: The Old Blood?
Marty Stratton: Abbiamo parlato molto di contenuti aggiuntivi per la campagna, e qualcosa bolle in pentola. Diciamo che stiamo preparando qualcosa che incentiverà gli utenti a riaffrontare la storia principale, gli darà anche nuovi modi per competere e migliorare le proprie prestazioni.
In generale, sviluppare contenuti per il single player richiede molto più tempo, ma insomma: abbiamo qualche idea e voglia di fare. Sappiate semplicemente che la pubblicazione del gioco non è mai stata, per noi, un'occasione per voltare pagina, ma l'avvio di un supporto continuo. Sappiate anche che ascoltiamo i vostri feedback e che questi cambiano notevolmente le nostre decisioni. Quello che svilupperemo nei prossimi sei mesi, insomma, dipende anche da voi.

Everyeye.it: Siete contenti della qualità dei contenuti prodotti con Snapmap? Qui al Quakecon avete organizzato la Snapmap Jam, e membri del team hanno supervisionato i lavori degli utenti: siete alla ricerca di nuovi talenti?
Marty Stratton: Siamo molto contenti di come ha reagito la community. Abbiamo creato uno strumento che è molto accessibile, ma che nasconde una discreta profondità a chi abbia voglia di investirci il suo tempo. Abbiamo un numero impressionante di livelli; alcuni sono molto semplici, creati giusto per acchiappare un achievement, altri superano per qualità e struttura tutto quello che avevamo immaginato sarebbe stato possibile fare con Snapmap.
Continueremo quindi a supportare questa modalità, anche qui ascoltando i feedback degli utenti. I primi aggiornamenti, fra cui l'introduzione della Weapon Wheel, vanno proprio in quella direzione: inizialmente avevamo pensato a Snapmap come uno strumento per creare arene Co-Op, ma abbiamo capito che il pubblico voleva creare livelli più simili a quelli della campagna.
Oltre ad aggiungere nuovi contenuti ed opzioni, cercheremo di migliorare i sistemi di ricerca e soprattutto di dare visibilità ai creatori più talentosi, mettendoli al centro di streaming ufficiali, iniziative, panel, contenuti sponsorizzati.

Everyeye.it: Siete interessati al panorama eSport, oppure lascerete la scena a Quake: Champions?
Marty Stratton: Siamo convinti che Quake possa fare molto bene in quel settore. Non abbiamo creato l'esperienza online di DOOM con in mente l'eSport; l'abbiamo progettata perché fosse divertente dal punto di vista agonistico, non competitivo. E perché fosse anche accessibile. Cercheremo comunque di fare qualche esperimento: arriveranno fra poco i match privati, e dopo un paio di modalità che potrebbero in effetti essere più adatte a quel tipo di competizioni. Vedremo come reagirà la community e decideremo come muoverci.

Everyeye.it: Nei prossimi DLC possiamo aspettarci lo stesso numero di contenuti? In termini di Demoni e Mappe, vedremo elementi inediti e non "estratti" dalla campagna?
Marty Stratton: Anche i prossimi due DLC avranno lo stesso numero di mappe, armi, personalizzazioni aggiuntive. Per il resto, il nostro obiettivo è quello di offrire degli add-on con un ottimo rapporto fra qualità e prezzo, non vogliamo semplicemente replicare i contenuti del single player nel multiplayer. Anche le prime tre mappe di Unto the Evil, per quanto abbiano uno stile consistente con certe aree viste nella campagna, sono state progettate in modo da restituire un feeling differente. Nei futuri DLC troverete delle arene che tenteranno di fare qualcosa di diverso dal punto di vista del map flow e del gameplay, avranno elementi distintivi e permetteranno di far risaltare delle armi che magari adesso non vengono usate con regolarità. Insomma, aspettatevi novità interessanti.

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