Intervista Lords of Football

Gianluca Vialli è il consulente del manageriale calcistico di Geniaware

intervista Lords of Football
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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Se siete italiani e quindi amanti del calcio, Lords of Football vi interesserà. Se del calcio non apprezzate solo i virtuosismi sul campo, ma vi soffermate fino a tarda ora per seguire i movimenti del calcio mercato, seguite con fiducia gli allenamenti della vostra squadra del cuore e magari gettate uno sguardo alla stampa rosa per cogliere l'ultimo amore tra un calciatore e una velina, Lords of Football è decisamente un videogioco da tenere d'occhio.
Il titolo degli italianissimi Geniaware (vedi box) ambisce ad unire la componente manageriale dei Football Manager con quella gestionale alla The Sims. L'obiettivo è sempre quello di portare nelle vesti di allenatore una squadra fino alla vetta del calcio internazionale, ma gli strumenti per farlo vanno ben oltre gli schemi provati sul terreno di gioco e abbracciano la dieta del giocatore, il rapporto con i tifosi, gli svaghi notturni con champagne e pollastre!
Se l'idea vi ispira forse vi farà contenti sapere che la prima fatica Geniaware è disponibile da qualche ora sui principali store digitali (Steam incluso) al prezzo invitante di 24,90 euro.
A fare da consulente esperto durante tutto lo sviluppo di Lords of Football è stato Gianluca Vialli, giocatore di Sampdoria e Juventus, allenatore nel Chelsea e attualmente opinionista sportivo per l'emittente Sky Sport. Lo incontriamo in un albergo milanese insieme agli sviluppatori la mattina dopo la partita di Champions Bayer-Juve, come dimostrano le pesanti occhiaie: "il mestiere dell'allenatore oggi è figo per merito di personaggi come Mourinho e Guardiola, il mio scopo in Lords of Football è stato renderlo anche divertente".

Da calciatore a videogiocatore

Quando ci sediamo su un confortevole divanetto per l'intervista faccia a faccia, Vialli vuole sapere tutto sulla stampa videoludica. Al sottoscritto chiede: "Ma i videogiochi li testi per lavoro o li giochi anche per piacere?" "Entrambe le cose"
"Proprio come io con il calcio..." Sospira.

Tu sei un videogiocatore? Hai esperienze con i manageriali/gestionali simili a Lords of Football?
Sono un casual gamer, quindi posso stare anche 15 giorni lontano da una console [ride] Quando ero più giovane ho giocato a Football Manager e a The Sims, ma sopratutto ai Tiger Woods, il gioco di golf di Electronic Arts, il quale mi aveva preso fino al punto in cui non riuscivo più a smettere e stavo sveglio fino alle 6 del mattino a giocare. Era il primissimo periodo in cui avevo smesso di allenare, quindi avevo anche tempo a disposizione; poi mi sono sposato, ho avuto due figlie, quindi le mie tempistiche sono cambiate un po'.
A Lords of Football sono un disastro: è come se lo testassi più che giocarlo, sono bravo a dire un altro che cosa fare...faccio il professore. Ero molto più bravo a fare l'allenatore dal vero!

Lords of Football non è, però, il primo videogioco a cui presti la tua esperienza. Nelle pieghe del tempo abbiamo ritrovato un certo Gialuca Vialli European Manager...
In questo caso avevo fatto da testimonial. Era il primissimo momento in cui stavano uscendo i videogiochi manageriali, c'era Football Manager, Championship Manager, ad European Manager avevo fatto da testimonial alla fine degli anni '90.
Fu un esperienza poco piacevole perchè ebbi qualche problema con il publisher, Midas Interactive, e quindi mi era rimasta una sorta di desiderio di partecipare a questa industria in modo un po' diverso: dopo averla conosciuta da giocatore e da testimonial volevo diventarne una parte un pochino più attiva.

Credi che la mancanza di licenze in Lords of Football possa essere un fattore discriminante?
Secondo me è un vantaggio, in primis perchè le licenze hanno dei costi proibitivi e inoltre limitano dal momento che il giocatore deve essere rappresentato solo con la maglietta laddove una parte fondamentale di Lords of Football è quello che succede lontano dal campo, quindi non avremmo potuto utilizzare i loghi e i volti dei giocatori [mai visto un Messi andare al ristorante con la maglia del Barcelona! ndr].
C'era sopratutto la volontà di creare un gioco nuovo in cui l'utente potesse essere veramente padrone della propria squadra, chiamarla con il nome che si vuole, i giocatori che si vogliono, disegnare le magliette, ecc...
Non c'è niente di preimpostato: ciascuno può fare quello che vuole ed è padrone della propria squadra.

Da sinistra a destra: Marco Mantoan (Lead Designer), Claudio Giacopazzi (General Manager Geniaware) e Gianluca Vialli, consulente per lo sviluppo del gioco

Quali aneddoti/esperienze della tua carriera sportiva hai raccontato a Geniaware durante lo sviluppo del gioco?
I giornali parlano molto di quello che succede in campo, ma anche fuori dal campo, perchè i calciatori ti danno molto "materiale". E quindi vediamo che per sentirsi allenatore a 360° gradi oggi ci debba essere anche quella componente: i videogiochi non possono prescindere da questo aspetto, cercandola di presentare sotto una veste più divertente che stressante, gli allenatori si stressano quando succedono queste cose.
Io ho cercato di spiegare come un allenatore può incidere sulle prestazioni dei giocatori, sia per come li gestisci fuori dal campo, sia per come li gestisci in campo. Dicevo loro: "secondo me, così funziona, così no, questo va bene" e gli sviluppatori mi hanno detto che l'intelligenza artificiale avrebbe associato ad ogni azione una conseguenza/reazione. Questo era ciò che mi interessava e loro mi hanno detto "stai tranquillo che tutte le statistiche verranno assolutamente influenzate dalle azioni che il giocatore pratica mentre gioca".
Per quanto riguarda la mia esperienza posso dire che una volta era diverso, in quanto non c'erano i social network. Oggi appena un calciatore mette piede in una discoteca gli fanno una foto, la twittano e il giorno dopo è sui giornali; una volta era più facile gestirsi perchè c'era meno pressione, uno andava in un posto dove si sentiva tranquillo, qualche volta capitava di bere di più, le donne e così via. D'altronde eravamo dei ragazzi, non delle macchine perfette!

Molti tuoi colleghi telecronisti hanno sfondato anche nel calcio virtuale, commentando le partite di FIFA o PES. Ti hanno mai proposto una cosa del genere? Ti piacerebbe farlo?
No, non me lo hanno mai proposto. Io non faccio il commentatore a tempo pieno, Bergomi e Caressa lo fanno di lavoro, mentre io mi dedico maggiormente alle analisi nello studio e il mio ruolo è percepito in modo diverso.
Ma non vedo perchè non farlo in futuro: mi sono veramente appassionato a questa industria e non vedo l'ora di lavorarci nuovamente!

Geniaware

Geniaware è una software house fondata nel 2008 a Reggio Emilia da Carlo Giacopazzi. Lords of Football è il loro primo videogioco, commissionato loro dal publisher Fish Eagle: il concept ludico è interamente italiano, ma il team di sviluppo capitanato da Marco Mantoan presenta al proprio interno anche talenti stranieri provenienti da Sony ed EA. Il team attualmente coinvolge circa 35 persone, cifra destinata a crescere durante la recente campagna di assunzioni.

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