Overwatch: Halloween Terror Oggi alle ore 15:00

Giochiamo in diretta con l'evento di Halloween!

Mafia 3 - Intervista a Haden Blackman

Oltre ad aver provato con mano Mafia 3, a New Orleans abbiamo intervistato Haden Blackman, veterano dell'industria a capo del neonato team Hangar 13.

intervista Mafia 3 - Intervista a Haden Blackman
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Oltre a fare un giro per le paludi del Bayou (lanciando agli alligatori degli improbabili marshmallow dietetici), scivolare sul Mississippi a bordo di un enorme battello (trangugiando Gumbo e Jambalaya), e giocare per oltre cinque ore all'ormai imminente Mafia 3, in quel di New Orleans abbiamo potuto scambiare quattro chiacchiere con Haden Blackman, veterano dell'industria che 2K ha messo a capo del neonato team Hangar 13. Haden ci ha raccontato qualche dettaglio in più sullo sviluppo, sulle meccaniche di gioco e sulle fonti di ispirazione del prodotto. Ecco a voi il resoconto della nostra chiacchierata.

Everyeye.it: Uno degli aspetti che più ci ha colpito di questa prima prova diretta è la narrazione. Nel corso della prima parte l'utilizzo di flashback e di testimonianze dà all'incedere un ritmo molto particolare. È un elemento che verrà mantenuto anche nelle fasi avanzate, quando il gioco sembra puntare meno sull'incedere narrativo per concentrarsi sull'aspetto open-world?
Haden Blackman: Assolutamente sì, la cornice narrativa che abbiamo utilizzato per la prima parte del racconto sarà sfruttata anche per le missioni successive, quelle che si svolgono dopo la parte introduttiva. Ci sarà comunque qualche differenza, e ad esempio abbandoneremo i flashback e i salti fra le varie linee temporali.
Manterremo invece le testimonianze, racconto indiretto delle personalità che sono informate sui fatti. Crediamo che sia un ottimo sistema per riassumere lo stato dei fatti, ma anche per creare un po' di tensione narrativa. Succederà ad esempio che durante una cut scene si ascolti un testimone chiedersi come abbia fatto Lincoln ad uscire da una certa situazione, e un istante dopo il giocatore sia proiettato immediatamente nei panni del protagonista, impegnato a lottare per cavarsela in quel contesto disperato. È una bella dinamica, che rende l'incedere più entusiasmante.

Everyeye.it: Durante le scene d'azione ci è sembrato di notare una marcata attenzione per il level design e il posizionamento delle coperture. Possiamo aspettarci questo tipo di studio anche in quelle aree non legate alle quest principali, e che visiteremo soltanto durante le fasi free-roaming?
Haden Blackman: L'intenzione del team, con Mafia 3, era quella di creare uno sparattutto in terza persona con coperture dinamiche, inserito in un contesto open world. È stata una bella sfida, perché era un approccio che nessuno aveva davvero tentato: lavorare con le coperture in ambienti aperti e urbani non è sempre facile.
L'approccio che abbiamo adottato è quello di studiare tre tipologie di spazi. Da una parte quelli molto chiusi, lineari, guidati, legati ovviamente alle missioni principali. Lì abbiamo potuto sbizzarrirci soprattutto sul fronte della regia e della costruzione scenica. Poi troviamo i Covi. Si tratta di zone che Lincoln dovrà assaltare per mettere in ginocchio i racket criminali della città. Qui abbiamo studiato attentamente il level design per garantire una buona varietà. Ci sono entrare secondarie, un sacco di possibilità per avvicinarsi non visti, così che sia possibile decidere come affrontare le difficoltà.
Infine, ci sono gli spazi open world: anche in quelli, di tanto in tanto, si può entrare in combattimento. Oppure si possono usare le coperture per assalire di nascosto un informatore. Ci siamo impegnati molto per rendere questi spazi sempre significativi, dal punto di vista ludico e scenico. Speriamo di esserci riusciti.

Everyeye.it: Puoi spiegarci più nel dettaglio come funziona il sistema di assegnazione dei distretti ai Luogotenenti?
Haden Blackman: Ogni volta che Lincoln smantella un racket e lo rivendica, può assegnarlo ad uno sei suoi tre collaboratori. Ognuno gli garantirà ricompense specifiche, magari un'arma silenziata, oppure un nuovo veicolo. Una volta smantellati i due racket di un distretto, dovremo assegnare ad un luogotenente l'intero quartiere. Si tratta di un processo delicato, e bisognerà fare attenzione a non tirare troppo la corda. Potrebbe succedere infatti che uno dei nostri collaboratori vada su tutte le furie, al punto di tradirci e cercare di farci fuori. A quel punto l'unico modo per risolvere la questione sarà quello di ucciderlo.
La storia di ogni giocatore, insomma, potrà essere diversa. Ci sono un sacco di ramificazione, e pure la trama principale, sebbene corra verso un finale ben specifico, avrà qualche elemento che cambierà a seconda delle scelte che compiremo in determinate situazioni.

Everyeye.it: Cosa puoi dirci delle attività secondarie?
Haden Blackman: Per Mafia 3 abbiamo deciso di adottare un approccio un po' diverso rispetto a quello di tanti free roaming. Abbiamo eliminato il superfluo. Lincoln, a conti fatti, ha in testa una cosa sola: la vendetta. Non sperate quindi di vederlo pescare, perché non succederà; tutte le attività che svolgerà saranno funzionali a perseguire la sua vendetta.
Abbiamo quindi lavorato per rendere varie e divertenti le missioni legate allo smantellamento dei racket, dato che quelle costituiscono una delle componenti principali del prodotto.
Fra le attività secondarie abbiamo inserito anche il contrabbando. In ogni momento potremo recuperare merci rubate per Vito, partite di erba per Cassandra, liquori distillati illegalmente per Burk: portandoli ai nostri luogotenenti potremo aumentare gli incassi delle loro attività. Raggiunte certe soglie di rendita, si sbloccheranno dei bonus passivi per Lincoln.
Inoltre, ci saranno anche quelle che chiamiamo "Agenda Mission". Una volta raggiunto un certo grado di confidenza con uno dei nostri luogotenenti, si sbloccherà una questline secondaria molto elaborata, e sostenuta da una narrazione molto avvertibile. Siamo sicuri che vi piaceranno. I fan di Mafia 2, in particolare, non dovrebbero perdersi quella di Vito.

Everyeye.it: Cosa pensate delle critiche ricevute per la presenza di un protagonista nero?
Haden Blackman: Per me il termine "mafia" significa semplicemente crimine organizzato, non credo che si debba per forza associare allo stereotipo del gangster italiano. Quando ci siamo seduti al tavolo per decidere che tipo di storia avremmo voluto raccontare, abbiamo pensato di distanziarci quanto più possibile dal vecchio capitolo. Mafia 2 era un titolo con un comparto narrativo molto piacevole, ma si concentrava su una visione in qualche modo "romanzata" del mafioso. Ed in effetti nell'epoca in cui è ambientato, il gangster veniva in qualche modo associato ad un'idea di crimine "d'alta classe", senza vittime evidenti. Non esiste una cosa del genere. Nei tardi anni '60 la mafia si era rivelata per quello che era davvero: fra le sue attività c'erano estorsione, omicidio, prostituzione.
Abbiamo voluto raccontare questa faccia del crimine organizzato, quella violenta e brutale.
La scelta del protagonista è venuta di conseguenza: abbiamo selezionato un protagonista che fosse in qualche modo immerso in un ambiente ostile, feroce, costretto quindi ad usare la stessa ferocia per sopravvivere. Pensiamo che Lincoln sia anche un protagonista originale, di quelli che raramente si vedono nel mondo dei videogame, ed anche per questo ci piaceva l'idea di raccontare la sua storia.

Everyeye.it: Quali sono i tuoi gangster movie preferiti?
Haden Blackman: Questa è difficile. Sul momento direi The Departed, Pulp Fiction e Le Iene.
Ovviamente sono un grande appassionato del genere, e penso di avere una conoscenza abbastanza approfondita in materia. Se cercate le fonti di ispirazione di Mafia 3, uno dei film più importanti è Quei Bravi Ragazzi. Il tono del racconto del gioco vuole essere apertamente ispirato a quello tenuto nella seconda metà del film, dove il protagonista comincia a perdere la testa, diventando ossessivo e violento.
Se posso permettermi invece di darvi un consiglio diverso dal solito, dovreste vedere Cocaine Cowboys: è un documentario, più che un film, che racconta dello sviluppo del cartello della droga in Florida.

Che voto dai a: Mafia 3

Media Voto Utenti
Voti totali: 94
7.4
nd