Intervista Marco "Farenz" Farina

Dall'angolo al tubo. Gioia e passione di Marco Farina

intervista Marco 'Farenz' Farina
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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Prima regola della comicità: mettere in gioco sé stesso. Per dirla con Marco Farina "mettendomi in gioco in prima persona riesco a far immedesimare maggiormente l'osservatore".
Una settimana più tardi delle vignette di Emiliano Ribaudo intervistiamo un altro ragazzo di cittadinanza italiana che ride di sé e dei propri videogiochi attraverso una serie di video postati su L'angolo di Farenz, dove Farenz è il soprannome con cui si fa conoscere tra i grovigli internautici.
Il suo è un fare da blogger come Ribaudo, parla da appassionato e lo fa in prima persona. Si sposerebbe con Kojima se solo fosse femmina, coprirebbe volentieri di letame la sede Ubisoft sulla rive gauche a meno che non gli consegni un videogame di Lost fatto bene. Con una limited edition altrettanto cazzuta.
Questo è più o meno il Marco Farina videogiocatore. Quello umorista non differisce poi molto avendo fatto i propri crucci videoludici dei cavalli da battaglia, con in più una riflessione assai seria su cosa sarebbe satira e cosa mera comicità.

De Satyra Eye

De Satyra Eye è uno spin off di De Re Ludica incentrato sul rapporto tra umorismo e videogiochi. Tra riflessioni e interviste si cerca di individuare direzioni e innovazioni del ridere dell'intrattenimento interattivo.
- De Satyra Eye vol. 1
- Emiliano "Emix" Ribaudo
- Antonio "Farenz" Farina

Perchè a complemento del blog hai dato inizio a questo ciclo di video dove con piglio ironico esprimi i tuoi gusti e le tue posizioni circa l'attuale industria videoludica? Quali sono i limiti della forma scritta e quali i pregi di quella visiva?

Mi spiace ma hai commesso un errore. Ho cominciato a fare i video nel settembre del 2008. Il sito www.angolodifarenz.it è invece nato nell'agosto 2009. Diciamo che è stato proprio il sito a giungere come completamento dei miei video. I video sono nati principalmente per tre motivi:
1. Invitare chi li vede a ragionare con la propria testa. E' sempre più frequente incontrare su internet (specie tra i ragazzi molto giovani) ragazzi che parlano di videogiochi solamente in base a ciò che leggono in giro. Ciò secondo me è molto triste perchè, esattamente come in qualsiasi altra situazione, ognuno dovrebbe avere delle proprie idee in base alle emozioni che prova sulla propria pelle.
2. Comunicando le mie impressioni coi video spero di consigliare i ragazzi ad acquistare un gioco X e, ancora meglio, stare lontani da un gioco Y. Le recensioni sui siti internet sono spesso molto... MA MOLTO di manica larga.
3. Far ridere, perchè io per primo vorrei far capire che il videogaming è un hobby, è un passatempo, è una passione... ma più passa il tempo più la gente prende tutto ciò che riguarda questo mondo con cattiveria e troppa serietà. L'autoironia è fondamentale.
Riguardo invece i limiti di forma scritta e visiva... beh coi video riesci a fare molte più cose: mettendo la propria faccia in bella mostra ti metti in gioco molto più profondamente, ma chi osserva riesce a legare ciò viene detto con un viso riconoscibile e ciò secondo me rende molto più saldi i rapporti tra le due parti. Ciò è praticamente impossibile con la sola scrittura e si rischia che gli articoli o le riflessioni proposte si perdano.


Quali sono gli espedienti registici attuati per giungere a un credibile umorismo e una divertente oratoria?

Il mio stile è quello dell'autoironia e della "sboccataggine". E' comicità spicciola, lo so, ma il mio scopo non è quello di fare battute ricercate, ma di parlare di videogames in maniera molto diretta e schietta, esattamente come farei se mi incontrassi di persona con chi sta guardando il mio video.
Altro espediente, ripeto, è l'autoironia. Mettendomi in gioco in prima persona (per esempio mostrando una fase di una partita), riesco a far immedesimare maggiormente l'osservatore.


Cosa vuol dire fare "satira videoludica"? Quale è il rapporto tra "Satira e videogiochi"?
Satira e videogiochi?


Direi che si tratta di due soggetti assolutamente non legati fra loro. Per satira (politica, di costume, ecc) intendo il raccontare i fatti in chiave grottesca. La satira è acida, è geniale, perchè ti suscita la classica risatina fra i denti ma lo fa facendoti ragionare su fatti spesso poco divertenti. Ritengo Daniele Luttazzi il miglior esponente sulla piazza di quest'arte.
Trovare satira nei videogiochi è molto complesso. Se si volesse fare una ricerca su internet di siti di videogiochi che trattino questo argomento in chiave satirica, non credo che questa ricerca andrebbe a buon fine.
Tuttavia, nel mio piccolo, credo e spero di offrire un servizio divertente ma al tempo stesso interessante. Non faccio satira, ma cerco di dare una visione divertente ad un mondo che amo e che viene spesso preso troppo sul serio.

Quali sono i proponimenti che i tuoi show intendono perseguire? Come può l'umorismo smuovere queste genti? Oppure il ciclo di filmati si propone come un semplice diversivo e/o come mero intrattenimento?

Come dicevo nelle risposte precedenti, i miei video sono sì d'intrattenimento, ma voglio anche che cerchino di far ragionare i ragazzi e che offrano spunto per dibattiti in cui ognuno espone le proprie idee. Ecco perchè è nato il sito www.angolodifarenz.it: per dare maggiore interattività tra gli utenti. Nei miei video utilizzo un tipo di comunicazione "1 a molti", nel sito offro la possibilità di creare discussioni "molti a molti", che sono poi la base dello scambio di informazioni su cui internet stesso si basa.

Il campione della messa in ridicolo di certe meccaniche videoludiche è Luigi's Mansion, il cui incedere titubante e pavido fa del corretto umorismo all'indirizzo della saga Resident Evil. Forse il titolo EAD è l'unico prodotto che impiega il testo ludico per fare della satira sul videogioco stesso. Non è un po' poco per un'industria in costante miglioramento? Quali sono i possibili scenari futuri? Come si può incentivarli?

Sinceramente non mi trovo d'accordo con te. Se prendiamo l'esempio di Luigi's Mansion, ma anche di un più recente "Eat Lead - The return of Matt Hazzard", secondo me non stiamo parlando di satira. Stiamo parlando di sfottò, di presa in giro... in poche parole di PARODIA.
La parodia non è satira. La parodia è riprendere qualcosa e trasformarlo in una situazione divertente. La satira, come dicevo prima, è tutt'altro.E sinceramente non so come potrebbe entrare la satira in un videogioco.
Se parliamo invece di ironia, di esempi ce ne sono diversi. Anche i vecchi Monkey Island avevano un che di ironico, in quanto il protagonista raramente si prendeva sul serio e tutto era organizzato e descritto in maniera molto comica.
In effetti col passare del tempo, giochi di quel calibro sono sempre stati più rari.
Probabilmente è un chiaro sintomo di ciò che cercano oggi i videogiocatori. E' un peccato.


Domanda più generale: a cosa è dovuta la crisi della satira in Italia? E' giusto parlare di crisi? E' colpa della censura? O si tratta di un atteggiamento culturale, di un disinteresse del pubblico di massa?

Non credo sia giusto parlare di "CRISI" della satira, perchè in Italia, specie negli ultimi periodi, la satira non è mai stata particolarmente evidente. La satira è un fenomeno molto più di nicchia e di sicuro le censure a cui abbiamo assistito nell'ultimo decennio (Luttazzi in primis) non hanno aiutato a sollevare le sorti della reputazione della satira stessa. Magari sbaglio, ma reputo inoltre diffuso un disinteresse generale riguardo la satira da parte del popolo italiano: non voglio generalizzare, ma credo che la maggior parte di noi preferisca una comicità diretta, immediata... in poche parole preferisca Zelig. La satira è molto più fine, è molto più ricercata nelle parole, nei tempi, è molto più complessa e sostanzialmente, se fatta bene, dovrebbe offrir spunti di riflessione.
Al giorno d'oggi chi vuole riflettere in questo ambito? Meglio guardare il culo dell'Incontrada e sentire le stesse battute di Paolo Cevoli.
Nulla contro Zelig, per carità, anni fa lo seguivo anche io, ma la satira è tutt'altra cosa.


Hai ventotto anni, non pensi che sia ora di smetterla coi "giochini"?

Assolutamente no! Anzi! Reputo i videogames una passione come tante altre. Perchè l'età dovrebbe influire negativamente con una passione?

De Satyra Eye Ancora una puntata e il percorso di De Satyra Eye giungerà al termine. Ancora un'intervista per farsi l'idea di come videogiochi e umorismo possano rapportarsi. Ancora 7 giorni per gustarsi un nuovo esempio di comicità made in Italy (beh...più o meno) in esclusiva sulla tv di Everyeye. La Vecchia Fattoria ci aspetta! Iha, iha, oh...