Intervista View Conference 2013 - Intervista ad Antonio Farina

In occasione della View Conference 2013 di Torino abbiamo intervistato Antonio Farina: fondatore di Reludo

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Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dopo 18 anni e 27 titoli sviluppati con la propria software house, nel 2011 il fondatore di Milestone ha lasciato l'azienda per reinventarsi. Con un guizzo imprenditoriale da vecchio leone, Antonio Farina ha aperto Reludo, guardando al digitale, al settore degli smart device e ad un mercato finalmente globale: Mayday! è il primo titolo della software house, ed ha riscosso un successo planetario. Sarà per questo che, nel caso di Farina, i “consigli di un vecchio sviluppatore indie” diventano sicuramente preziosi: e questo è proprio il “titolo” del suo intervento alla View Conference 2013 di Torino, quest'anno attentissima al mondo videoludico.
Dedicato soprattutto alla Computer Grafica, l'evento italiano giunto alla quattordicesima edizione è arrivato ad includere tavole rotonde e conferenze orientate ad indagare i modi della narrazione digitale, il coinvolgimento dell'utente, ma anche tematiche più allargate inerenti ai media visivi e interattivi.
Ed è proprio con Antonio Farina che abbiamo dato un'occhiata al “palinsesto” della View 2013, cercando al contempo di capire lo stato di salute della cultura videoludica italiana e di un'industry in espansione.

A tu per tu

La View Conference si apre con un intervento legato alle realtà sul nostro territorio: “Essere sviluppatori Indie in Italia: Gioie e Dolori”. Secondo te ci sono più gioie o più dolori?
Antonio Farina: Non ho mai considerato l'italianità né un plusvalore né in qualche modo un freno. Un'azienda che si dedica allo sviluppo videludico ha, potenzialmente ovunque, sia problemi che opportunità. L'importante è restare sempre focalizzati sul tipo di prodotto che si vuole realizzare, cercare di soddisfare un bisogno del pubblico e procedere convinti del proprio lavoro.
L'apertura di Reludo è una sfida di carattere imprenditorie, e chiunque decida di sviluppare dovrebbe vedere in quest'ottica il proprio lavoro. In questo mondo vali quanto vale il tuo prodotto, nessuno è sicuro, neppure le grandi software house che investono su nuovi progetti.

“Non è un videogioco, è un'esperienza”. Questo il titolo della conferenza che sarà tenuta proprio dai tuoi ex colleghi di Milestone. Quanto bisogno c'è, nel 2013, di rimarcare il concetto che un videogame può essere qualcosa di più di un semplice passatempo, arrivando a trasmettere emozioni e sensazioni esperienziali anche molto forti?
Antonio Farina: Non più di tanto. Ormai i videogame sono conosciuti da tutti, grazie ai device portatili sono diventati un media veramente aperto alle masse: hanno superato le barriere geografiche, di età, ed esistono prodotti di tutti i tipi. Spesso mi mi trovo in difficoltà perchè ho un'idea per un prodotto, provo a verificare se qualcuno ha già sviluppato qualcosa di simile, e trovo decine di titoli basati sullo stesso concetto. Ormai il videogioco è diffuso, o ognuno sa trovarci quello di cui ha bisogno. Non c'è urgenza di spingere ancora sulla diffusione della cultura del videogioco: lo conosciamo. Per alcuni è un'esperienza, per altri è un passatempo, e le due visioni possono esistere parallelamente.

Un appuntamento dedicato alle scuole, si prefigge di mettere in risalto “Il lato oscuro dei videogame”.
Antonio Farina: Che paura! (sorride)
A parte gli scherzi, trovo che questa necessità di rimarcare la presenza o l'assenza di aspetti socialmente pericolosi nel videogame sia molto divertente. Basta fare un po' di ricerca per trovare blog che parlano della situazione dei fumetti degli anni '50, ed assistere alla stessa scena. Si trattava di un mezzo espressivo nuovo, c'era una forte demonizzazione ed un'aspra battaglia contro i fumetti, con grandi movimenti di massa, perchè si riteneva che i comics rovinassero le menti dei giovani.
I videogiochi sono nati come passatempo per ragazzi e sono un media relativamente giovane. Ma oggi il sistema di intrattenimento è sdoganato, e il discorso non regge più. Lo sa anche chi discute di questi argomenti. Ci sono fra l'altro delle protezioni per tutelare i minori che tutti i produttori rispettano. L'unica cosa che manca è l'impegno di chi dovrebbe vigilare su questi strumenti.

Mi pare insomma di capire che non tutti gli interventi della conferenza ti entusiasmano alla stessa maniera. Ma cosa ne pensi complessivamente della View Conference e del suo impegno per aprirsi al mondo dei Videogame?
Antonio Farina: E' un impegno sacrosanto e che poggia su ottime basi. Tutti gli interventi, al di là delle mie opinioni, si integrano ottimamente in un insieme di appuntamenti che sì o sempre orientato ad indagare vari aspetti della computer grafica, ma si impegna ormai di tutti gli strumenti che servono per raccontare storie nell'era del digitale.

Veniamo quindi al tuo intervento. Consigli di un vecchio sviluppatore Indie. Ti senti vecchio? E, nel caso, cosa si guadagna con l'esperienza?
Antonio Farina: Beh, sono quasi un dinosauro. Non penso che in Italia ci sia qualcuno che ha gravitato tanti anni nel settore. Quindi sì, mi sento un po' vecchio. E per quanto riguarda le gioie del tempo che passa... sicuramente si guadagna un po' di prudenza. Ma non so se sia un guadagno o una perdita. Essere più saggi e più prudenti va bene per evitare certi problemi, diminuire i rischi, ma forse dopo qualche anno si smette di fare quelle scelte un po' folli che poi portano, inevitabilmente, ai grandi prodotti che lasciano un segno.

Prossime prospettive per Reludo?
Antonio Farina: Sto andando avanti con altri prodotti. La struttura dell'azienda è un po' particolare, io lavoro solo con team esterni, e mi occupo dell'ideazione del progetto. Questo mi permette di essere impegnato eventualmente su più fronti. Il prossimo titolo che vedrete sarà un titolo di Boxe, manageriale. Sarà multipiattaforma e pensato per la fruizione online, con un modello freemium. Presto ne saprete di più.