Fortnite (Battle Royale) Adesso online

Giochiamo in diretta con la modalità Battle Royale!

E3 2015

Provato Abzù

Giant Squid propone un gioco d'avventura che riprende il concept alla base del poetico Journey: il viaggio, l'esplorazione e la scoperta, il tutto rivisitato in chiave sottomarina.

provato Abzù
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
Andrea Dresseno Andrea Dresseno ha iniziato a giocare alle elementari, prima a scrocco, poi si è reso autonomo. Scrive di videogiochi da quasi vent'anni, ma nel mezzo ci sono state alcune pause di riflessione: durante una di queste ha dato vita all'Archivio Videoludico, per cui ora si dedica anche alla conservazione del medium. Si dice sia nintendaro, ma non esistono prove. Lo trovate su Facebook.

Abzû è un gioco furbetto. È praticamente Journey rivisitato in chiave sottomarina. La direzione artistica è pressoché identica (e ci sta, visto che l'art director è ancora una volta Matt Nava); c'è la stessa struttura aperta, che rifugge una narrazione forte per dare spazio a una sorta di esplorazione personale degli ambienti; la colonna sonora è stilisticamente analoga (e ci sta, di nuovo, perché Austin Wintory ha lavorato anche alle musiche di Journey); persino la protagonista sembra essere stata prelevata di peso dal titolo di thatgamecompany: via il mantello, ha indossato la muta. Però Journey è un capolavoro, per cui poco importa. Resta il fatto che Abzû sembra un gioco furbetto.

Mitologie Sottomarine

All'E3 2015 abbiamo avuto occasione di immergerci per qualche decina di minuti in quel mondo acquatico, non prima di aver assistito alla presentazione del gioco. Il titolo prende spunto dalla mitologia mesopotamica: Abzû è personificazione delle acque sotterranee; con questo nome si fa riferimento sia all'oceano primordiale che alla divinità che lo rappresenta. Prima di immergerci ci guardiamo attorno. Il mondo in superficie è vuoto, non c'è nulla all'orizzonte, se non qualche macchia di vegetazione che ricopre qua e là la superficie acquatica. Non appena si scende negli abissi la situazione si capovolge: gli scenari sono carichi di vita; le dune nascondono una vegetazione rigogliosa, grotte e anfratti aspettano solo di essere esplorati. La protagonista inizia il suo viaggio tra fondali misteriosi, probabilmente alla ricerca di risposte, senza che al giocatore sia noto alcun obiettivo. La mente corre anche a Endless Ocean, non solo a Journey, ma l'atmosfera sognante e rarefatta, l'accompagnamento musicale discreto e mai invasivo riportano costantemente al titolo thatgamecompany. Il giocatore è lasciato a se stesso, l'esplorazione diventa strumento di scoperta in un mondo che non è mai fonte di pericoli. Gli sviluppatori ci assicurano che non esiste game over, che il giocatore non correrà mai il rischio di morire. Ciò non significa che mancherà la sfida: la sfida sta anche nel mettersi in gioco, nel lasciarsi trascinare in un contesto inesplorato dov'è sempre forte il rischio di perdersi. Ciò non significa che mancheranno creature ostili: ci saranno, ma non faranno alcun male alla protagonista. In Abzû saremo osservatori, curiosi, turisti calati all'interno di misteriose profondità sottomarine.

Oceano Infinito

Gli sviluppatori sostengono di aver creato un ecosistema acquatico credibile e variegato. Durante la nostra prova siamo entrati in contatto con miriadi di pesci differenti; ci siamo aggrappati a grosse tartarughe, facendoci trascinare (o sarebbe meglio dire, trascinandole) per metri e metri.

Abbiamo incrociato meduse e mante giganti, ci siamo persino imbattuti in uno squalo. Sul fondale abbiamo rinvenuto i resti di un'antica civiltà, forse, ma da questo punto di vista gli sviluppatori non si sono voluti sbottonare troppo. Certo è che Abzû nasconde qualcosa e starà al giocatore scoprirlo. Durante il viaggio non saremo soli. Dopo pochi minuti la protagonista incontrerà un paio di droni che l'accompagneranno durante l'esplorazione. In alcuni punti del fondale capiterà di imbattersi in una strana sostanza colorata. I droni provvederanno a prelevarla - non si sa ancora per quale fine - e nel farlo, in alcuni casi, libereranno la via al giocatore. L'esplorazione potrà quindi continuare. In più di qualche occasione si potrà tornare in superficie, ma il mondo di sopra non offre nulla, c'è il vuoto all'orizzonte. La vita si gioca laggiù.

Abzù Abzû non è il seguito di Journey ma sembra tale. Solo che stavolta l’azione si è spostata nelle profondità marine. Per il resto, sul fronte dell’atmosfera, della direzione artistica e dell’accompagnamento sonoro, risulta evidente che il capolavoro di thatgamecompany rivive nell’opera prima di Giant Squid (e non solo perché l’art director e il compositore sono gli stessi). Il medesimo gusto per l’esplorazione, il piacere di perdersi e poi ritrovarsi, quel senso di mistero che avvolge ogni cosa, l’assenza di spiegazioni o di narrazioni forti e lineari. Rispetto all’immediatezza delle avventure “in superficie” di Journey, bisogna tener conto che la dimensione acquatica offre un’esplorazione a 360° non immediatamente intuitiva dal punto di vista del sistema di controllo, ma sono dettagli. La mancanza di una mappa, in un mondo in cui ogni prospettiva può essere costantemente capovolta e ruotata, potrebbe creare qualche grattacapo, ma pretendere una mappa in un gioco simile significherebbe non averne capito il senso. Lo spirito di adattamento è necessario quando si parte all’avventura.

Che voto dai a: Abzù

Media Voto Utenti
Voti totali: 22
8.1
nd