Provato Agatha Christie: The ABC Murders

Un'avventura grafica molto classica nell'impostazione, ma anche adatta a un pubblico quanto più ampio possibile, ispirata a un celebre caso affrontato dal ben noto investigatore belga: l'abbiamo provata brevemente.

provato Agatha Christie: The ABC Murders
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Se l'investigatore più famoso al mondo è senza ombra di dubbio Sherlock Holmes, risalito recentemente alla ribalta grazie alle ottime interpretazioni di Cumberbatch e Downey jr sul piccolo e grande schermo, il suo collega dai baffi impomatati e dalle origini belga ultimamente non se l'è passata troppo bene. Priva dei guizzi psicotici (e psicotropi) del detective inglese, in tempi recenti la figura di Hercule Poirot si è certamente sbiadita, complice anche la conclusione nel 2013 dell'ottima serie TV che lo vedeva portato sullo schermo dall'attore David Suchet. Chiunque ne abbia visto almeno una puntata non avrà difficoltà a riconoscere un grande omaggio a quell'interpretazione in Agatha Christie: The ABC Murders, nuova avventura grafica targata Microids ispirata al libro uscito in Italia con il titolo La Serie Infernale. Un "punta e clicca" molto classico nella concezione, e chiaramente pensato per un pubblico il più possibile ampio, nello scopo di unire in un unico prodotto appassionati del genere avventura grafica, dell'investigatore stesso e del giallo in generale. Grazie a una demo concessa dal publisher italiano Bandai Namco abbiamo avuto modo di spendere un'oretta in compagnia dell'investigatore belga e del suo inseparabile compagno, Sean Hastings.

Omicidi telefonati

Il titolo "ABC Murders" deriva proprio dalla firma in calce alla lettera ricevuta da Poirot in un giorno come tanti. I contenuti di questa missiva, tuttavia, si rivelano quantomeno allarmanti: tra le righe vergate dall'individuo che si firma "ABC" si annida una minaccia ben precisa. Di lì a pochi giorni la cittadina di Andover diventerà teatro di un omicidio. Il nostro investigatore avverte immediatamente Scotland Yard, ma invano, e il delitto si consuma come preannunciato ai danni di una giovane tabaccaia. A questo punto, a Poirot non rimane che prendere in mano la situazione in prima persona.
Come già accennato, The ABC Murders propone una formula molto classica nel genere "punta e clicca", fatta di ambientazioni statiche da scandagliare palmo a palmo per raccogliere indizi e trarre le giuste conclusioni. Per parlare della complessità generale degli enigmi e delle scene del crimine è ancora oggettivamente presto, dato che la demo a nostra disposizione concedeva poco più di un'ora di gioco dall'introduzione, mentre la versione finale, a detta degli sviluppatori, offrirà almeno una decina d'ore d'intrattenimento. Come spesso avviene in produzioni di genere punta e clicca, la complessità degli scenari da analizzare salirà progressivamente, e dunque per tirare conclusioni è ancora presto, ma per il momento la formula ci è apparsa molto semplice, nonostante offra diversi modi per portare avanti le indagini. In primo luogo c'è la pura e semplice analisi degli indizi, la quale si basa sul consueto cambiamento di forma del puntatore per segnalare la presenza di punti d'interesse, i quali andranno semplicemente evidenziati per giungere ad una conclusione predeterminata. A dire il vero, in un'apposita schermata definita "Le celluline grigie" è successivamente possibile unire gli indizi sistemandoli all'interno di piccoli diagrammi al fine di confermare dei sospetti di Poirot. Si tratta di un modo interessante di usare le prove raccolte, ma ci è apparso più accessorio che indispensabile per la soluzione dei casi, una sorta di approfondimento da sfruttare a scelta del giocatore. Il fatto che poi sia possibile confermare alcune osservazioni di Poirot raccogliendo fino a tre "indizi" risulta purtroppo un'interessante idea sprecata: innanzitutto, si parte sempre da osservazioni piuttosto scontate (definire "probabile fumatrice" una donna che stringe tra le mani una sigaretta, o "addolorata" una parente della vittima che piange visibilmente), le quali sono da confermare in maniera del tutto lineare, semplicemente fermandosi con il cursore quando questo cambia colore, accompagnandosi ad un leggero effetto di zoom dell'inquadratura.

L'intera operazione, da ripetersi più volte nel corso delle indagini, risulta del tutto fine a se stessa, e non aggiunge davvero nulla di interessante al flusso delle indagini. Pare dunque che i ragazzi di Microids abbiano deciso di mantenere il più possibile "pura" e lineare la formula punta e clicca, rendendo sostanzialmente accessorie tutte le meccaniche più moderne e innovative rispetto alla tradizione. Al fine di risolvere i casi di omicidio che sconvolgeranno la piccola provincia si interrogheranno sospetti, si raccoglieranno indizi dalle scene del crimine e si risolveranno enigmi basati su marchingegni di vario genere. Per quanto questi risultino a volte forzati, la componente grafica e interattiva si rivela ben studiata: il giocatore potrà osservare l'oggetto da diverse angolazioni (solitamente un qualcosa da aprire, si tratti di un registratore di cassa o di un sistema ispirato alle "scatole cinesi") e interagire con alcune parti mobili, cercando di scovare la giusta sequenza per sbloccare il meccanismo.

Anche qui, la complessità generale andrà valutata solo procedendo nell'avventura. Quanto alla sceneggiatura, il lavoro ci è parso tutto sommato piuttosto asciutto: per la figura dell'investigatore belga c'è grande rispetto, ma la brevissima introduzione e i primi scambi con Hastings tradiscono una natura apparentemente un po' affrettata della scrittura, che sembra decisa ad andare dritta al sodo della questione e molto meno ad approfondire i caratteri delle personalità coinvolte. Anche in questo caso, rimandiamo il giudizio finale a quando ci sarà possibile approfondire la questione oltre i limiti del prologo. Veniamo infine al comparto grafico, che affianca un design "cartoonesco" interessante e piacevolmente asciutto alla realizzazione basata sul motore Unity. I risultati sono alterni: sfondi e personaggi sono ben modellati, ma non certo eccessivamente ricchi, e le animazioni di camminata piuttosto artificiose. Il risultato peggiore comunque è da ricercarsi nelle animazioni facciali, appena accennate e legate solo approssimativamente al doppiaggio in inglese (con sottotitoli in italiano).

Agatha Christie: The ABC Murders Agatha Christie: The ABC Murders è un'avventura grafica investigativa che lavora soprattutto sulla grande fama del ben noto investigatore protagonista: Poirot e le sue fissazioni sono rappresentati in maniera convincente, così come i suoi metodi investigativi solidi, quasi matematici e basati su un processo di deduzione sempre terreno e granitico. Peraltro, appare evidente il tentativo di creare un prodotto davvero "per tutti", con il rischio di scontentare gli "investigatori virtuali" più abili. Chi si è abituato ad uno stile più moderno di avventura grafica, magari provando i recenti giochi di Telltale e Dontnod, potrà trovare sin troppo tedioso il ritorno ad un "punta e clicca" che non fa quasi nulla per svecchiare le meccaniche classiche, se non aggiungendo qualche elemento di contorno non troppo rilevante ai fini della soluzione dei casi. Il fatto di aver provato solamente il prologo ci lascia sperare che le parti successive si rivelino più interessanti, seppure sul lato novità per il momento pare che l'avventura sviluppata da Microids non abbia intenzione alcuna di uscire dal seminato. Chi cerca formule di gioco un po' più complesse e moderne continuerà probabilmente a trovare nei lavori di Frogwares dedicati a Sherlock Holmes scelte più coraggiose, sebbene non sempre sviluppate nel migliore dei modi.