Agents of Mayhem: provato il nuovo gioco degli autori di Saints Row

Abbiamo provato il chiassoso Agents of Mayhem, il nuovo progetto degli autori di Saints Row in arrivo ad agosto su PC e console.

provato Agents of Mayhem: provato il nuovo gioco degli autori di Saints Row
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Guerriero Nerd per vocazione, pubblicista di settore per scelta. Inizio a scrivere dieci anni fa di videogiochi per cambiare il mondo, per poi accorgermi che il gaming aveva già cambiato me. Laureato in marketing management, ho fatto del pad e della penna virtuale i miei migliori amici.

Mentre mi accingo a scrivere il pezzo che voi troverete sulle colorate pagine di Everyeye tra qualche tempo, indosso una maglietta viola piuttosto geek. Carina, morbida, assai comoda. Arricchita da una scritta sul retro che le conferisce un certo stile. Eppure in qualche modo manca di mordente, tanto da convincermi ad usarla come classica "magliettina per la casa".
La t-shirt incriminata mi è stata regalata durante l'evento milanese di Agents of Mayhem, ospitato tra i corridoi di Videogames Party Home, e rispecchia alla perfezione l'anima dell'ultima fatica dei ragazzi di Volition, noti al grande pubblico per aver dato i natali alla serie Saints Row. Sì perché, quella che possiamo considerare a tutti gli effetti una build definitiva, tratteggia un gioco solido e ben realizzato, a tratti divertente e scanzonato. Che però non decolla mai, con la forte impressione che il team di sviluppo abbia voluto ridimensionare la sua spiccata ironia e il clima fuori di testa che bene o male ha caratterizzato il cugino Saints Row per più di un decennio. Nonostante sia stata una delle poche compagnie a sopravvivere stoicamente al tracollo di THQ, Volition manca di coraggio e porta a casa il ''compitino'' per questo spin-off a mondo aperto del suo brand più famoso ed apprezzato, ora evolutosi in un vero e proprio multiverso.
Agents of Mayhem riprende l'eccentricità del look dei progetti dell'azienda, così come la semplicità del gameplay, proponendosi come un open world action adventure in terza persona che ci metterà nei panni di agenti speciali, chiamati a fronteggiare la minaccia terroristica del gruppo LEGION capeggiato dal temibile Dr. Babylon.

La forza dell'abitudine

I legami tra Agents of Mayhem e Saints Row sono evidenti. Non solo condividono lo stesso mondo narrativo - riconoscerete alcune organizzazioni e personaggi -, ma anche lo stesso approccio, tutto votato al divertimento.

Esaurite le idee per realizzare un ennesimo capitolo del precedente franchise, Volition ha scelto di lanciarsi in qualcosa di fresco e nuovo, mantenendo una sorta di fil rouge con il passato. Forse per riconoscenza, o solo per una questione di visibilità.
Quel che è certo è che i dodici eccentrici personaggi arruolati da Persephone Brimstone, un ex tenente della LEGION ora passata dall'altra parte della barricata per difendere una Terra ormai piombata nel caos, mancano di ambizione. Non fraintendetemi, una volta impugnato il controller la voglia di esplorare, distruggere e sparare si farà sentire, ma almeno per quanto visto e provato a Milano nulla mi ha trasmesso la sensazione di avere tra le mani un progetto che si farà ricordare nel tempo. Nonostante la forza di Agents of Mayhem vada ricercata nelle sue meccaniche di gioco e in un approccio che lascia poco spazio alle sequenze narrative - seppur presenti e ogni volta assai gradite-, è proprio qui che Volition ha scelto inconsapevolmente di confezionare un titolo senza guizzi, che riprende quanto di buono abbiamo giù sperimentato in altre produzioni dal concept simile.
Agents of Mayhem dovrebbe fare del ''giocato'' la sua forza, ma proseguendo nelle missioni è lampante quanto il titolo brilli molto di più quando Volition tiene ben salde le briglie della narrazione, senza divagare per una Seoul completamente esplorabile ma tristemente povera di attività interessanti. D'altronde l'incpit della storia, per quanto semplice, è tutt'altro che banale, e si discosta dal cliché ''buoni contro cattivi'' tanto caro al panorama videoludico. La stessa Persephone, affascinante superboss dell'organizzazione M.A.Y.H.E.M., inquadra quella che può essere definita una guerra fatta di sfumature e mali minori, in cui una banda di simpatici ''bad boy'' cercherà di mantenere in piedi l'ultimo baluardo della resistenza I dodici antieroi di Volition sono la vera risorsa del gioco. Un pugno di super-soldati - alcuni già in azione, altri da reclutare attraverso specifiche missioni - che ci raccontano la loro storia e le loro motivazioni, dotati ognuno di un'arma dal feeling caratteristico e di abilità speciali piuttosto diversificate.

Il potere del trio coincide col mio

Diversamente da quanto accade in Saints Row, in cui controllavamo un unico personaggio, in Agents of Mayhem sarà possibile far scendere sul campo di battaglia un'intera squadra, composta da tre elementi. I personaggi, macchiette fuori di testa, dispongono come dicevamo di armi e abilità differenti, e starà quindi a noi capire come costruire il team più in linea con il nostro stile di gioco.

Ci sono i classici volti votati più all'azione, con armi spianate e fuoco a volontà, altri invece con abilità e armi più dinamiche ed eleganti, che ci obbligheranno a diversificare il nostro approccio adattandolo alla situazione. In un contesto che mette in risalto la varietà e la schizofrenia dell'azione a schermo, stupisce però la scelta di Volition di limitare a tre il numero di soldati utilizzabili in ogni missione. Sarà infatti possibile intercambiare in qualsiasi momento uno dei tre personaggi selezionati, ma non sarà concesso cambiare radicalmente la struttura della squadra. Probabilmente le intenzioni iniziali erano quelle di lasciarci ampio spazio per padroneggiare al meglio determinati agenti, ma il risultato finale lascia ben più di un dubbio, così come l'amaro in bocca per quella che avrebbe potuto essere un'apoteosi di discrezione, caos e diversificazione in praticamente tutte le missioni.
Portando a termine le missioni otterremo denaro e punti esperienza - è presente una leggera venatura ruolistica -, grazie ai quali saliremo di livello, sbloccando così nuove abilità per i nostri agenti. Il level cap è il 20, ma Volition promette sorprese una volta arrivati alla soglia massima: sparsi per Seoul troveremo dei frammenti di cristallo grazie ai quali sarà possibile potenziare ulteriormente gli agenti e raggiungere così il 40. L'idea è quella che saranno messe a disposizione dei giocatori abilità ancora più potenti, forse non troppo utili in un universo in cui l'intelligenza artificiale dei nemici si mantiene nella media, con qualche sbavatura di troppo colpevole di fissare il livello di difficoltà su sfide non eccezionalmente impegnative.

Paletti al caos

Agents of Mayhem ''profuma'' di Volition da ogni poro. Come in passato, la software house si è dimostrata assai capace nel creare personaggi dal pedigree altisonante e una storia che fa comunque il suo dovere senza risultare troppo invasiva. Ma è sul piano tecnico e della struttura di gioco che, come accadeva in Saints Row, le cose si fanno fin troppo semplici e nella media.

La Seoul del futuro non è certamente pallida e anonima, ma è ricca di strade, palazzi, ponti, piazze e negozi, impreziositi da uno stile fumettoso piacevole e che strizza l'occhio al fenomeno Overwatch. Più poveri i dettagli, le texture e i modelli poligonali, come deboli sono alcune delle animazioni, soprattutto nel triplo salto, che Volition stessa definisce come ''l'evoluzione più cool del doppio salto''. Un triplo salto utilissimo nell'esplorazione e nelle fasi di combattimento, quando l'azione si sviluppa nei compiti assegnatoci della nostra sensuale boss e nei livelli dal game design spiccatamente verticalizzato. Questo permette al nostro soldato di muoversi con grazia all'interno del campo di battaglia, con scontri molti simili a coreografie aeree e salterine, smorzate solo dal tempo di cool down necessario per ricaricare poteri e determinate armi, nel nome di un necessario bilanciamento.
Come già vi anticipavo, sono le missioni più chiuse e story driven a reggere l'intera impalcatura di Agents of Mayhem, mentre quando il tutto sterza verso l'open world il divertimento tende a scemare e a disperdersi nella mediocrità.

Agents of Mayhem sa proporre sì trovate geniali e spassose, ma tende troppo spesso ad incarnarsi in un action in terza persona fin troppo canonico, che non riesce ad essere salvato dalla verticalità e dalla presenza di superpoteri. Al momento non abbiamo potuto, giocoforza, sperimentare tutte le variabili pensate dagli sviluppatori e capire fino in fondo se queste saranno tanto incisive da spezzare il ritmo eccessivamente ripetitivo di questa sbiadita digressione di Saints Row. Sta di fatto che quello che sarebbe potuto essere un eccellente titolo multiplayer, rinuncia a questa possibilità per regalarci un'esperienza quasi del tutto in singolo, destinata probabilmente a farci sbadigliare di fronte allo schermo nelle fasi più avanzate dell'avventura.
Insomma, esplosioni, azione concitata e goliardia sono tutte al loro posto in Agents of Mayhem. Manca quel pizzico di coraggio in più che avrebbe potuto trasformare il nuovo corso di Volition sotto le ali protettive di Deep Silver in una stagione estiva assai più calda. Al netto di sorprese non ancora svelate, il prossimo 15 agosto - data scelta per la release su PlayStation 4, Xbox One e PC - stringeremo tra le mani solo un tiepido assaggio delle vere potenzialità di questo talentuoso team.

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