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Provato Akiba's Trip 2

Akihabara è in pericolo. Presto, levate le mutande a quel tizio laggiù, solo così ci potremo salvare!

provato Akiba's Trip 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • PSVita
  • PS4
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Akihabara è il quartiere di Tokyo dell’elettronica, un dedalo di vicoli e negozi dove si trova di tutto. È come se avessero racchiuso tutta la cultura dell’intrattenimento nipponico in un’area di circa un chilometro quadrato. Ci sono i maiden cafè, dove le cameriere sono vestite come nei cartoni animati giapponesi, con tanto pizzo e gonne cortissime. Ci sono le tintinnanti sale giochi coi pachinko, i negozi di videogame di oggi e di ieri, dove è possibile trovare i titoli di 30 anni fa accanto all’ultima collector's edition per PlayStation 4. C’è il Gundam Cafè, dove tutto ricorda il famoso anime di Tomino. Ci sono le action figure, quintali di statuette di ogni dimensione e genere, gadget e accessori vari ispirati a giochi, manga e anime. C’è anche un negozio che vende real doll, bambole estremamente formose che potrete vestire come volete scegliendo tra i mille accessori disponibili, biancheria intima compresa. Nel negozio di solito ci sono solo maschi.
C’è tanta musica delle idol più in voga, insegne al neon, gente che brulica per le strade, le auto sportive truccatissime con ragazze manga sugli sportelli, schermi luminosi, retrobottega pieni di materiale hentai. C’è tutto il Giappone, ad Akihabara; la parte più estrema e sincera del Giappone: quella degli otaku. Bene, Akiba’s Trip 2 è un omaggio, uno splendido tributo a questa cultura così importante e influente. Un contributo folle, ironico, fuori di testa. Assolutamente da provare. Sigla!

Akihabara è in pericolo, ci stanno i demoni!

C’è una trama, in Akiba’s Trip 2, che racconta che i membri di un antico clan giapponese, gli Yagami, non sono più venerati come un tempo. Papà Yagami non è contento, così decide di andare ad Akihabara, Akiba per gli amici stretti, per raccogliere energia impossessandosi dei poveri otaku che vanno in giro per i negozi. Voi siete uno di questi otaku, ma sul più brutto venite salvati da lei, Shizuku, che ha i capelli bianchi corti, un vestito che lascia poco spazio all'immaginazione e una vocina tenera tenera. Solo che Shizuku mena come un fabbro e a forza di calci e pugni vi libera dalle grinfie del demone Yagami. Ora, se abbiamo capito bene, succede che voi scoprite che Shizuku fa parte di un’associazione di angeli custodi che vuole proteggere Akihabara e cacciare via i diavoli. Associazione composta, ovviamente, principalmente da donne.

C’è tutto l’immaginario tipico della fantasia giapponese: c’è quella simpatica e un po’ scorbutica, quella seria con gli occhiali tipo donna in carriera, c’è anche la sorellina più piccola che è tutta ingenua ma che tu sai che è potrebbe fare da personal trainer a Jenna Jameson. Insomma, se avete visto un qualunque anime giapponese, da Orange Road a Neon Genesis Evangelion, sapete di cosa stiamo parlando. Naturalmente voi siete la loro unica speranza, così un pomeriggio in giro ad Akiba per acquistare l’ultimo videogame da Game Trader si trasforma in un’avventura pop in cui si passa il tempo a picchiare giovani ragazzi e ragazze posseduti dai demoni Yagami.

Con un baleno ti levo il reggiseno

La domanda sorge spontanea: come si fanno fuori i demoni? Semplicissimo, bisogna denudarli. Completamente. Un lampo di luce bianco e accecante ci farà capire che siamo riusciti nell’intento, poi il demone scomparirà, disintegrandosi (i ragazzi che salviamo poi li ritroviamo per le strade di Akiba). Ci sono tre tipi di attacchi, alto, medio e basso (affidati rispettivamente a triangolo, cerchio e quadrato), che colpiscono altrettante parti del corpo dei nemici. Bisogna togliergli i vestiti da tutto il corpo, quindi dalla testa, dal busto e dalle gambe. Quando avrete fatto abbastanza danni a una zona, basterà tenere premuto il tasto corrispondente per sfilare l’indumento con un’animazione sempre ammiccante. Se avete picchiato a sufficienza, potrete anche spogliare completamente il nemico affrontando un veloce evento quick time.

Eliminando gli avversari si guadagnano soldi e si sale di livello. Coi soldi potrete comprare oggetti (un’infinità di accessori, musiche, regali), salendo di livello invece acquisterete abilità e nuove mosse. Combatterete sempre insieme a una delle vostre amichette, con cui potrete fare strane combo e attacchi speciali. Il nudo, sia chiaro, è appena visibile: il lampo a cui accennavamo all’inizio fa da censore, impedendoci di vedere cosa si nasconde sotto la biancheria dei ragazzi e delle ragazze che prenderemo a calci.

La via del guerriero

Il gioco, insomma, è un beat ‘em up in cui si esplora un mondo 3D ricchissimo di dettagli e si danno mazzate a nemici di vario genere, con in mezzo qualche scontro con boss o simili. Akihabara è l’assoluta protagonista: chiunque abbia avuto la fortuna di visitare la città dell’elettronica di Tokyo, non farà fatica a riconoscerne i vicoli, la stazione della JR Line, il negozio di dolci Atrè o i tantissimi esercizi di elettronica, dall’ottimo Trader al famosissimo Sofmap, una delle catene di megastore più diffuse in Giappone. Il gameplay ricorda quello di Way of the Samurai: non è un caso, visto che gli sviluppatori sono gli stessi. Dietro l’aspetto da giochino strano, folle ma un po’ sempliciotto, in realtà Akiba’s Trip 2 nasconde una profondità e una varietà davvero notevoli.

Ci sono tantissimi dialoghi, ad esempio, dove sarete voi a decidere cosa dire. Il vostro comportamento influenzerà non soltanto il rapporto con i personaggi principali, ma anche missioni secondarie e quale finale tra i tanti disponibili sbloccherete. Peccato che il gioco sia totalmente in giapponese: perdersi la storia equivale a perdersi almeno il 50% di Akiba’s Trip 2. Per fortuna, Namco Bandai ha già annunciato che porterà il gioco in Europa il prossimo autunno.

Akiba's Trip 2 Peccato dover aspettare fino al prossimo autunno per giocare Akiba’s Trip 2, era un titolo perfetto per riempire queste giornate estive così avare di uscite su PlayStation 4. Certo, tecnicamente è un titolo grezzo, certamente non all’altezza delle produzioni occidentali. Ma è incredibilmente ispirato, ironico, divertente e nasconde un gameplay da semi-gdr che farebbe invidia a molti. Per quel che abbiamo provato, gli scontri tendono a essere un po’ ripetitivi, complice anche un sistema di controllo che insegue la semplicità più assoluta. La varietà però non manca, grazie alle tante missioni secondarie, ai finali multipli e alle mosse speciali in tandem con la vostra compagna. Insomma, è un gioco che ha molto da offrire. Se conoscete la lingua, vi consigliamo l’acquisto immediato: lo trovate facilmente su Play-Asia.com. Altrimenti, il nostro consiglio è aspettare l’uscita occidentale, visto che la trama e i dialoghi rivestono un ruolo fondamentale nell’esperienza di gioco. Non pensate che Akiba’s Trip 2 sia il solito gioco “strano” che piace solo ai giapponesi. Come detto prima, è un sincero e appassionato tributo a una cultura che di fatto ha conquistato l’intero globo. Se io oggi sono un bravo ragazzo, il merito è di Ken il Guerriero e Gundam.

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