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E3 2016

Provato Aragami

Lince Works propone con Aragami la propria visione di stealth game; luce ed ombra si scontrano in un Giappone feudale oscuro e truculento.

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provato Aragami
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
Dario Bianchi Dario Bianchi Accanito videogiocatore dall'età di 6 anni, Dario adora le emozioni e le forti suggestioni trasmesse dal mezzo videoludico. Quando non impugna un pad si dedica alla lettura, alla birra e al rock, accompagnato dalla sua amata Fender Telecaster! Lo trovate su Facebook e Twitter.

Il booth Sony dell'E3 2016 non è solo Farpoint, GT Sports e Gravity Rush 2. Molto spazio viene infatti destinato a produzioni indipendenti di grande spessore, alcune di esse già pubblicate, altre ancora in attesa del giudizio di critica e pubblico. Tra queste abbiamo avuto occasione di provare con mano Aragami, stealth game sviluppato dai giovani talenti di Lince Works, studio situato nella capitale della Catalogna. Una breve sessione di gameplay che si rivela gustoso antipasto, in attesa di mettere le mani sul titolo completo atteso per il prossimo autunno su Ps4 e PC. Ecco quindi le nostre impressioni.

Il potere delle tenebre

Il guerriero non morto Aragami si risveglia in una limpida notte di luna piena. La dolce voce di una fanciulla richiama dal sonno eterno il letale signore delle ombre, in un disperato grido d'aiuto: quella voce appartiene a Yamiko, splendida principessa prigioniera nella città-fortezza di Kyuryu e vittima di un misterioso esercito di aguzzini. Nostro compito sarà quindi quello di salvare la povera Yamiko, in uno stealth game duro e puro ambientato nell'affascinante Giappone feudale. Nei panni di Aragami abbiamo affrontato il primo livello di gioco, tutorial che consente di prendere dimestichezza con il sistema di controllo del titolo, ma anche con i numerosi poteri del nostro alter ego che, come accennato precedentemente, non solo è un abile e sanguinario guerriero, ma è anche capace di controllare il potere delle ombre a proprio piacimento. Aragami può scattare e acquattarsi per non far troppo rumore, così come utilizzare un comodo teletrasporto per superare alcuni ostacoli, interagendo con le zone d'ombra presenti nelle varie location. Il level design ruota infatti attorno allo spiccato dualismo tra luce ed oscurità: il giocatore deve studiare bene l'ambiente e tenere a mente la posizione di tutti gli angoli più bui, così da potersi muovere in tutta tranquillità, invisibile e silenzioso, magari anche attivando l'apposito teletrasporto. I soldati nemici che pattugliano l'enorme giardino presente nella demo compiono delle ronde predefinite, e conoscerne il percorso risulta necessario per riuscire ad avanzare ed avvicinarsi di soppiatto ad un obiettivo ostile, finendolo poi con una truculenta quanto spettacolare instant kill. Aragami può inoltre sfruttare alcuni poteri speciali, a patto di avere un sufficiente quantitativo di mana a disposizione: tramite un comodo menu a ruota abbiamo potuto dare un'occhiata ad alcuni dei talenti disponibili, apprezzando la buona varietà delle idee proposte, a fronte di un'originalità non sempre spiccata, e di un bilanciamento da rivedere. Oltre al teletrasporto "oscuro", il protagonista può lanciare alcuni letali pugnali d'ombra, uccidendo la vittima prescelta all'istante, ma rischiando anche di attirare l'attenzione dei compagni, insospettiti dal cadavere che giace al suolo. É poi possibile divenire invisibili per alcuni secondi, così da recuperare una posizione di vantaggio una volta rilevati, rifugiandosi nel primo antro buio disponibile, oppure lanciare alcune "granate oscure" con cui creare nuove zone d'ombra, così da ottenere punti di vantaggio originariamente assenti sul terreno di gioco. Anche perché il nostro Aragami, per quanto addestrato e feroce, non è in grado di combattere viso a viso con il nemico, dal momento che non possiede alcuna arma da taglio adatta. Gli aguzzini di Yamiko infatti utilizzano spade di luce, quasi si aspettassero l'arrivo del nostro signore oscuro; un'eventualità che ci impedisce quindi di recuperare strumenti di offesa dai cadaveri.

D'altronde i ragazzi di Lince Works hanno voluto chiaramente enfatizzare la componente stealth del titolo, concentrando su di essa il focus di tutta l'azione di gioco per creare un titolo dai ritmi lenti e ragionati: nessun combat system di stampo prettamente action quindi, per una produzione che, pur non raggiungendo la complessità delle meccaniche di un Metal Gear Solid o di Splinter Cell, fa del muoversi con circospezione e senza mai farsi vedere la sua autentica ragione d'essere. L'anima ludica di Aragami viene inoltre sostenuta da un sistema di assegnazione punti, grazie al quale ad ogni nostra azione (o errore) verrà affidato un determinato score, in attesa della valutazione di fine livello grazie alla quale sbloccare utili power up, assenti però nella build a nostra disposizione. Ecco che superare intere aree senza farsi scoprire, oppure assorbire i corpi delle guardie dopo averle eliminate, o magari addirittura bandire per sempre una delle nostre vittime nel regno delle ombre evocando un famelico demone, ci consentirà di accumulare punti preziosi: un aspetto che enfatizza ulteriormente la componente arcade del titolo, aggiungendo il brivido di una competizione che dovrebbe trovare piena espressione nelle leaderboard online. Il tutto accompagnato da un profilo tecnico che soddisfa ma non sconvolge, compensato però da una direzione artistica affascinante e ricca di spunti positivi: la modellazione poligonale di personaggi ed ambientazioni abbandona il realismo sfrenato, preferendo un tratto super deformed che ci ha ricordato il mai sufficientemente lodato The Mark of Kri. Il particolare cell shading implementato poi trasforma l'azione a schermo in un vero e proprio comic americano, affrescato da tinte sempre in forte contrasto tra loro, così da sottolineare anche sul piano visivo l'infinita opposizione tra luce ed oscurità.

Certo è che il lavoro da fare per il team spagnolo è ancora tanto: alcune animazioni ci son parse un tantino legnose, mentre il frame rate non riesce ad assicurare allo stato attuale i 30 FPS stabili, nonostante una mole di poligoni a schermo molto contenuta ed un comparto effettistico piuttosto essenziale. Qualche perplessità anche sul level design: lo stage da noi provato cercava disperatamente di offrire una discreta varietà di approcci al giocatore, giocando anche sulla verticalità degli edifici presenti. Eppure nascondersi di ombra in ombra ci è comunque sembrata la soluzione più efficace, complice anche un bilanciamento delle abilità da ritoccare, con l'invisibilità a farla da scomoda padrona.

Aragami Aragami si lascia provare all'E3 2016, confermandosi come un progetto potenzialmente molto interessante. La filosofia alla base del titolo è quella di uno stealth game duro e puro, in cui non v'è spazio per combattimenti all'arma bianca all'ultimo sangue, combo frenetiche e quick time event. Bisognerà piuttosto studiare il terreno di scontro e calcolare i nostri spostamenti mossa dopo mossa, con grande cautela e affidandosi al tenebroso abbraccio delle ombre: solo così potremo rispondere alla chiamata d'aiuto della dolce Yamiko, superando le pericolose armate del misterioso esercito nemico. La buona varietà di poteri e una direzione artistica matura e affascinante dovranno però necessariamente essere affiancate da un livello di sfida consono, da un'I.A nemica convincente, e sopratutto da un level design ben studiato, che permetta al giocatore di interpretare il ruolo di Aragami come meglio preferisce. Continuate a seguirci per futuri aggiornamenti.

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