Provato Arslan: the Warriors of Legend

Tecmo Koei porta in occidente un tie-in che fonde sapientemente l’esplosività action tipica dei Dynasty Warriors con l’interessante background narrativo offerto dall’opera di Yoshiri Tanaka.

provato Arslan: the Warriors of Legend
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Angelo De Martini Angelo De Martini è un famelico appassionato di videogiochi, dategliene uno di qualsiasi genere e ne farà un boccone in compagnia del suo fidato PC. Se potesse scapperebbe con lui in Giappone, continuando ad amare la scrittura e a videogiocare come un matto. Lo potete trovare su Facebook.

Che il mercato videoludico Occidentale, anche grazie alla crescente base installata di console, sia tornato ad essere una platea appetitosa per le opere provenienti dal Sol Levante non è certo un segreto: i "Tales of", Sword Art Online e Yo-kai Watch sono solo alcune delle serie di culto nipponiche già approdate, o in procinto di approdare, sui nostri scaffali, ognuna impreziosita da un'invidiabile capacità di ramificare il brand in più settori mediatici e commerciali, passando dai manga e dagli anime, fino al merchandising ufficiale. A questo stesso filone appartiene, o perlomeno vorrebbe appartenere, anche Arslan: The Warriors of Legend, adattamento videoludico ad opera di Koei Tecmo e Omega Force (già insieme al timone del celebre franchise di Dynasty Warriors, e al momento al lavoro su Attack on Titan) di The Heroic Legend of Arslan, una celebre serie di light novel giapponesi ideata dallo scrittore Yoshiri Tanaka nel lontano 1986, ma che da noi, salvo alcune VHS distribuite da Granata Press e un manga (la cui edizione italiana è in pubblicazione solamente dal mese scorso), nel corso degli anni non è mai riuscita a ritagliarsi uno spazio adeguato sotto i riflettori. Nonostante ciò, la nostra prova con mano presso gli uffici di Halifax a Milano ci ha permesso comunque di cogliere con chiarezza l'intento ludico del connubio tra Koei Tecmo e Omega Force: ovvero realizzare un titolo musou capace di fondere sapientemente l'esplosività action tipica dei Dynasty Warriors con l'interessante background narrativo offerto dall'opera di Yoshiri Tanaka. Ma scopriamo insieme quali sono gli aspetti più interessanti di Arslan: The Warriors of Legend, previsto su PS3, PS4 e Xbox One per il 12 febbraio 2016 (mentre in Giappone è disponibile già da ottobre).

No news, good news?

Il plot de "La Leggenda di Arslan" (deliberatamente ispirato alla leggenda popolare persiana di "Amir Arsalan-e Namdar") narra di un giovane principe, Arslan appunto, che all'età di appena quattordici anni si ritrova prematuramente erede di un regno, quello di Pers, ormai precipitato sotto le grinfie della nazione confinante di Lusitania, dopo che suo padre, il re Andragoras III, è caduto vittima di un complotto interno ordito da uno dei suoi uomini più fidati. Arslan è quindi costretto ad una fuga repentina accompagnato solamente da un manipolo di valorosi compagni che gli hanno giurata eterna fedeltà, tra cui il cavaliere Dayrun e il filosofo Narsus, che lo aiuteranno a formare un nuovo esercito abbastanza potente da poter liberare il regno di Pers dalla morsa spietata di "Silvermask", il potente leader nemico che cela la sua vera identità dietro una maschera argentata. Durante la nostra breve prova abbiamo avuto modo di testare unicamente la modalità Storia offerta dal titolo, trovandoci al cospetto di una struttura ludica del tutto simile a quella saggiata in altri esponenti del genere musou: l'avventura sarà infatti composta da una serie di missioni capaci di alternare le sequenze di puro gameplay ambientate sul campo di battaglia, dove, come da tradizione dei Dynasty Warriors, dovremo eliminare migliaia di soldati nemici agendo quasi da "one man army", a quelle animate realizzate ricalcando fedelmente lo stile dell'anime, e che ci permetteranno di seguire passo passo la parabola del giovane Arslan e di conoscere più a fondo la numerosa pletora di personaggi che costelleranno l'intera avventura. Sul campo di battaglia avremo principalmente modo di vestire i panni di Arslan, ma talvolta, quando la narrazione lo richiederà, potremo controllare anche alcuni dei suoi più fedeli comprimari, ognuno caratterizzato da moveset unici e ben curati nelle animazioni. Indipendentemente dal personaggio controllato potremo decidere di combattere a piedi, gettandoci a capofitto nelle folte schiere di nemici e sferrando ampie e devastanti spazzate con l'arma equipaggiata (Arslan, ad esempio, potrà alternare una spada ad una lunga lancia), oppure potremo salire in sella al nostro fido destriero, caricando il nemico dalla distanza e raggiungendo più velocemente gli obiettivi di missione sparsi per la mappa. Proprio questi ultimi ci sono sembrati forse un po' troppo ripetitivi, volti soprattutto a salvare i compagni in difficoltà sparsi sul campo di battaglia dalle grinfie dei generali nemici (per poi ottenere il loro supporto una volta liberati) o a distruggere le barricate nemiche (tramite spettacolari cariche di cavalleria) per procedere verso la fase successiva dello scontro. La nostra speranza, una volta messe le mani sulla versione completa del gioco, è quella di trovarci al cospetto di un titolo capace di donare varietà alle numerose battaglie da affrontare, senza inciampare nella tipica sensazione di "more of the same" che aleggia sempre pericolosamente sugli esponenti di questo genere.

La sensazione di ripetitività, già adesso, è leggermente mitigata dalla presenza di alcune boss fight al termine delle missioni più importanti, dove dovremo affrontare in un duello testa a testa alcuni dei nemici più temibili del gioco, ognuno caratterizzato da combinazioni d'attacco più elaborate, che ci costringeranno a ricorrere spesso alla parata o alla schivata per limitare i danni subiti. Insomma, al netto di un'intelligenza artificiale che, come da tradizione musou, si attesta su un livello di sfida particolarmente flessibile, pad alla mano Arslan: The Warriors of Legend riesce comunque a restituire un feeling nel combattimento adrenalinico e spettacolare, che ci permetterà di alternare a piacimento i fendenti più rapidi ai colpi più possenti, oppure di ricorrere ai letali attacchi speciali (dopo aver caricato la barra dedicata con una lunga serie di combo), con cui riusciremo ad eliminare anche più di cento nemici con un solo colpo. Al termine di ogni battaglia, oltre alle consuete sequenze animate che scandiranno la progressione della narrazione, i nostri eroi riceveranno delle apposite skill card equipaggiabili (fino a tre per ogni personaggio), che, insieme ai classici punti esperienza utili a salire di livello, ci permetteranno di migliorarne le varie statistiche d'attacco e di difesa.

Dal punto di vista tecnico, considerato il suo arrivo anche su Playstation 3, Arslan: The Warriors of Legend i è sembrato in grado di offrire un'esperienza visiva discreta, che rende sicuramente al meglio durante le numerosissime sequenze animate ispirate all'anime, ma che una volta sul campo di battaglia lascia purtroppo spazio ad ambientazioni per lo più spoglie e prive di particolari guizzi creativi. Vanno leggermente meglio, come accennato, le animazione legate agli attacchi dei personaggi principali, i cui attacchi speciali saranno esaltati da brevissime ma comunque efficaci sequenze animate.

Arslan: the Warriors of Legend Arslan: The Warriors of Legend è solamente l’ultimo di una lunga serie di tie-in nipponici pronti ad approdare nel mercato videoludico Occidentale. Il musou realizzato da Koei Tecmo e Omega Force è in grado di offrire una piacevole alternanza tra le interessanti sequenze animate (fedeli per stile e contenuto all’anime), che ci permetteranno di vivere nella sua interezza l’interessante avventura di Arslan, e un gameplay che si rifà con chiarezza all’immortale struttura ludica dei Dynasty Warriors, con numerose battaglie che privilegiano senz’altro la spettacolarità delle azioni a schermo piuttosto che il livello di sfida offerto. L’aspetto che, però, ci ha meno convinto durante la nostra prova (anche se per un giudizio definitivo attendiamo naturalmente di mettere le mani sulla versione completa di gioco) riguarda la diversificazione delle missioni che dovremo affrontare nel corso della modalità Storia, le quali, pur permettendoci di affrontare differenti situazioni dal punto di vista narrativo, non ci sono sembrate in grado di offrire obiettivi sufficientemente vari e originali per sopperire alla ripetitività di fondo che permea il sistema di combattimento. Non ci resta quindi che attendere trepidanti la pubblicazione del titolo, prevista in Europa il 12 febbraio 2016, per potervi restituire tutti i dettagli di un’analisi più approfondita.