Provato Assassin's Creed Syndicate

Abbiamo provato le prime ore del nuovo capitolo della storica saga di Ubisoft ambientato a Londra, scoprendo un numero di novità e aggiustamenti nettamente superiore alle aspettative.

Assassin's Creed Syndicate

Videoanteprima
Assassin's Creed Syndicate
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Già pochi minuti a ridosso dell'introduzione, Assassin's Creed Syndicate è riuscito a darci un'impressione che né Unity, né Black Flag erano riusciti a suscitare. Quest'ultimo si concentrava più sul diversivo navale che sul classico gameplay della serie, mentre il capitolo ambientato nella Parigi rivoluzionaria si è rivelato tutto sommato molto conservativo. Aggirandoci per le vie della Londra ottocentesca abbiamo invece avuto la netta sensazione che questo sia un episodio decisivo per una serie che, a fronte di incassi sempre ottimi al botteghino, si deve giocoforza avviare verso una strada di rinnovamento per mantenere la propria presa non solo sul grande pubblico, ma anche sui giocatori più appassionati e dedicati. Per quanto le radici della saga degli Assassini siano sempre solide e presenti, Syndicate si accompagna ad una spinta innovatrice molto più netta di quanto i primi video gameplay avessero suggerito: c'è un ritorno allo stealth in ambientazioni aperte, un sistema di combattimento finalmente rivisto, un free roaming più libero, che si accompagna ad una progressione serrata.

Londra, 1868

C'è molto Guy Ritchie nella Londra ottocentesca immaginata da Ubisoft Montreal, tra musiche ritmate, rivisitazione trendy dell'abbigliamento dell'epoca e continui riferimenti al fiorire dell'industria. In qualche modo, sembra che gli sceneggiatori abbiano deciso di alleggerire i toni rispetto a Unity, costellando le prime ore di gioco di dialoghi ricchi di humour e momenti molto cinematografici. L'impatto è piacevole, e ben si accompagna alla scoperta delle novità anche dal punto di vista del gameplay. Tra queste ultime segnaliamo una libera esplorazione e una progressione nelle Sequenze offerte dalla trama meno inquadrata rispetto al passato. La grande mappa di Londra (che, per dimensioni, sembra paragonabile alla Parigi di Unity) presenta costantemente un gran numero di indicatori di missione: questo perché all'interno di una Sequenza, con qualche ovvia eccezione, starà al giocatore scegliere in quale ordine procedere con i diversi incarichi. Naturalmente, completando questi ultimi si arriverà prima o poi ad uno snodo narrativo importante, che porterà avanti la trama. Citando la libera esplorazione, non si può non spendere qualche parola relativamente alla base di Jacob e Evie, dove i due fratelli organizzeranno il loro clan di ribellione ai complotti dei Templari. Quest'ultimo prende le forme di un treno a vapore costantemente in movimento attorno al cuore di Londra, dal quale si potranno gestire un gran numero di attività, come la riconquista dei quartieri della città (con la classica possibilità di rilevare attività commerciali e guadagnare denaro), la gestione del proprio inventario (che in maniera simile a Unity presenta un gran numero di armi, armature e gadget dotati di statistiche proprie) e degli incarichi ancora da completare.

Dato che non sempre sarà facile raggiungere il treno fisicamente, gli sviluppatori hanno introdotto un trasporto rapido che permetterà di salire a bordo da qualunque punto della mappa. Alle missioni principali offerte da Syndicate, con una strizzata d'occhio al predecessore, si accompagnano le "Storie di Londra", che vedono i due protagonisti interagire con diversi personaggi storici dell'epoca. Carl Marx, Charles Darwin e Charles Dickens offriranno diversi incarichi legati, naturalmente, alle loro ideologie e professioni molto particolari. Abbiamo inoltre notato un filone dedicato alla Prima Guerra Mondiale (o, più probabilmente, alle prime avvisaglie di quest'ultima), il quale purtroppo non era ancora sbloccato al momento della nostra prova diretta. Nel complesso, le prime ore spese in compagnia di Assassin's Creed Syndicate ci hanno convinto quanto a ritmo: non solo si apprezza una maggiore varietà nella scelta delle missioni, ma la scoperta dei nuovi personaggi e di una buona qualità dei dialoghi migliorano ulteriormente l'impatto positivo, facendo scorrere molto velocemente le fasi di gioco iniziali.

Assassini nella City

Legami di sangue

Non c'è dubbio sul fatto che, negli anni, la saga di Assassin's Creed abbia faticato ad offrire al pubblico personaggi davvero memorabili. Con l'unica eccezione rappresentata da Ezio Auditore, che è riuscito a confermarsi per ben due seguiti, tra Connor, Edward Kenway e Arno non si può proprio parlare di una gara di simpatia. Tra le novità che abbiamo scoperto in questo primo approccio con Syndicate c'è tuttavia la piacevole alchimia che accompagna i due fratelli Frye, i quali presentano non solo due personalità ben distinte e riconoscibili, ma danno il loro meglio quando interagiscono, bettibeccando amorevolmente sul prossimo passo da compiere. In generale, la scrittura sfoggiata da Syndicate ci è apparsa molto più a fuoco rispetto a quella dei due capitoli precedenti, sebbene ancora non disponiamo di sufficienti informazioni sull'arco narrativo per esprimere un giudizio più ampio.

Spostandoci sul fronte del gameplay, Syndicate rivede alcuni concetti base della saga, nella maggior parte dei casi con buoni risultati. Tutto comincia con la possibilità di passare ai controlli di uno dei due protagonisti in tempo reale, con immediati effetti sul gameplay. Laddove Evie rappresenta un'Assassina molto "classica" nello stile, concentrata dunque sulla furtività, Jacob rappresenta la vera novità. Per quanto possa anch'egli darsi allo stealth, la sua specialità rimangono indubbiamente i combattimenti, e nei suoi panni potrete trasformare completamente il ritmo delle missioni, gettandovi nella mischia con molta più sicurezza. Grazie al sistema di combattimento rivisto, del quale parleremo a breve, questo permette al giocatore di crearsi le proprie variazioni di ritmo nell'incedere, magari rimanendo per un certo numero di missioni nei panni di Evie e poi decidendo di ravvivare la situazione grazie alla fisicità di Jacob. L'enfasi sullo stealth, in ogni caso, è assicurata in una parte delle missioni, e giunge con una revisione del concetto di "alto e basso profilo" da sempre caratteristica del brand. In maniera molto più semplice, ora l'esplorazione furtiva si attiva e si disattiva alla pressione di un tasto, semplificando i controlli. Sarà ancora possibile, naturalmente, sfruttare la folla, la vegetazione e le coperture (alle quali è sufficiente avvicinarsi) per occultarsi al nemico, ma la navigazione dei livelli in stealth risulta ora più classica e intuitiva. Veniamo poi all'arrampicata, da sempre elemento di distinzione della serie. Utilizzandola nelle primissime fasi di gioco, abbiamo notato qualche animazione in più, e in generale un miglior collegamento tra le movenze, rispetto a Unity, ma rimane il fatto che il parkour sarà in Syndicate meno centrale rispetto a quanto visto fino ad oggi nella saga degli Assassini.

Questo grazie all'introduzione del rampino, che alla pressione del dorsale sinistro permette in pochi secondi di elevarsi puntando la destinazione con la semplice direzione dello sguardo. I puristi potrebbero non gradire, ma a nostro parere l'espediente funziona a vari livelli: in primo luogo, il suo utilizzo è facoltativo (e non sempre concesso, a seconda della conformazione degli edifici). Inoltre, il rampino apre a nuovi utilizzi creativi dal punto di vista del gameplay: la corda tesa a diversi metri da terra potrà essere utilizzata dai due protagonisti per tendere imboscate ai nemici sottostanti, creando nuovi percorsi all'interno delle ambientazioni. Quanto alla revisione del combattimento operata dagli sviluppatori, questa parte innanzitutto da basi storiche: la Londra ottocentesca non era certo popolata da guerrieri armati di fioretti e scimitarre, laddove i perfetti gentlemen preferivano, semmai, armi più comode ed occultabili, come bastoni da passeggio rinforzati, rivoltelle e tirapugni per accompagnare le scazzottate da strada. L'elemento storiografico si accompagna gradevolmente a un sistema di combattimento più preciso e pulito rispetto al passato, che basa ancora sulla contromossa la quasi totalità degli scontri, ma si rivela meno legnoso.

Comparto tecnico

Le nostre prove si sono svolte su Playstation 4, e, dal punto di vista della pura qualità del rendering, abbiamo notato qualche passo indietro rispetto a Unity, in particolare per quanto riguarda l'utilizzo dei filtri. Al fine di garantire un frame rate più stabile (qualche incertezza ancora c'è, ma generalmente l'esperienza ci è apparsa fluida) gli sviluppatori hanno ridotto la qualità dell'anti aliasing, e anche la draw distance appare più "nebbiosa" (un elemento, che, tutto sommato, può anche andare d'accordo con l'ambientazione). L'impatto grafico complessivo è comunque buono, mentre dal punto di vista dei bug non abbiamo incontrato casi clamorosi. Qualche imprecisione c'è, soprattutto nelle collisioni, e la guida delle carrozze è molto poco credibile, ma nessuno di questi elementi ha compromesso la nostra esperienza di gioco.

Oltre agli attacchi nemici da parare e deviare, occorrerà fare attenzione agli avversari in grado di bloccare le nostre offensive (la cui guardia andrà aperta alla pressione di un apposito tasto), senza dimenticare i colpi d'arma da fuoco che spesso verranno sparati da lontano nella nostra direzione, costringendoci alla pressione di un ulteriore tasto al momento giusto. In qualunque momento, inoltre, agli attacchi da corpo a corpo potremo far seguire l'utilizzo di un'arma da fuoco, magari per sfoltire le fila dei gruppi più numerosi. Il grado di complessità ci è apparso bilanciato al punto giusto (soprattutto considerando la salute non rigenerativa), e gli attacchi in arrivo da molteplici direzioni tengono sempre viva l'azione sul pad. Alcune "storture" storiche della saga, come collisioni imprecise o reazioni a volte eccessive della simulazione della fisica, tornano anche in Syndicate, ma nel complesso il combat system ha ricevuto attenzioni significative, e si rivela molto più divertente da giocare.

Assassin's Creed Syndicate Le prime ore spese in compagnia di Assassin's Creed Syndicate ci hanno impressionato positivamente. Pur non discostandosi troppo dai canoni della saga, e mantenendo sempre centrale l'intenzione di aprirsi ad un pubblico molto vasto, gli sviluppatori hanno svecchiato la libera esplorazione e il sistema di combattimento in maniera efficace, abbinandovi un sistema di crescita del personaggio apparentemente ben dosato. Alcune soluzioni, come l'introduzione del rampino e il tasto dedicato allo stealth, potrebbero apparire come semplificazioni, ma grazie ai combattimenti generalmente impegnativi dedicati a Jacob e ai livelli aperti ricchi di guardie da aggirare nei panni di Evie, l'incedere offre un discreto senso di sfida. A questo, si affianca anche una componente di libera esplorazione più moderna e libera da vincoli, e un lavoro di scrittura di dialoghi e personaggi che sembra sulla buona strada per proporci due protagonisti memorabili. Un bagaglio di novità e aggiustamenti che, sinceramente, non ci aspettavamo, e che hanno acceso un rinnovata curiosità per il prodotto finito in arrivo il prossimo 23 ottobre.

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