Provato Batman Arkham Knight

Abbiamo passato un po' di tempo tra le strade di Gotham ed alla guida della Batmobile. A poco meno di un mese dal lancio, ecco le nostre impressioni sull'ultimo titolo targato Rocksteady.

provato Batman Arkham Knight
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    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

C'è grande attesa per il ritorno videoludico del pipistrello, che il 23 giugno picchierà duro su console di nuova generazione e PC. Con Batman Arkham Knight, del resto, lo sviluppo torna nelle sapienti mani di Rocksteady, team che ha dato i natali alla serie e l'ha condotta alla gloria. Persino i ragazzi dello studio inglese, con un evidente moto di orgoglio, considerano l'esperienza di Origins come una parentesi del tutto indipendente, sottintendendo che l'unica, vera "trilogia" di Arkham è quella cominciata tra i corridoi dell'omonimo manicomio e finita per le strade di Gotham.
Letteralmente titaniche sono insomma le aspettative dei fan di lungo corso, che in questo nuovo episodio sperano di trovare miglioramenti sostanziali alla formula di gioco, una trama potente in grado di superare quella del secondo capitolo, e soprattutto quel look caratteristico che così bene è riuscito a tradurre in "linguaggio videoludico" le atmosfere legate ad uno dei più apprezzati personaggi DC Comics.
Dopo aver provato per una buona mezz'ora una versione praticamente definitiva di Arkham Knight, possiamo affermare con discreta certezza che gli elementi per la buona riuscita dell'impresa ci sono tutti. Il gioco ci è sembrato solido e ambizioso, potenzialmente vastissimo, traboccante di attività e ben sviluppato. Anche se certi aspetti del titolo sono rimasti in ombra (non abbiamo ad esempio potuto provare le sequenze stealth), il lavoro di Rocksteady è apparso competente e ispirato, tanto da farci desiderare qualche ora extra da passare nella città di Batman.

In auto

Mettiamo subito in chiaro le cose: con Batman Arkham Knight la svolta open world della saga può dirsi ormai completa e sostanziale. Sappiamo che una certa parte dei giocatori avrebbe preferito un'esperienza più simile per concezione a quella del primo episodio: non del tutto lineare ma comunque inquadrata, vivacizzata da un po' di backtracking ma senza mai risultare dispersiva.
Invece la Gotham City di questo terzo capitolo si apre smisurata di fronte agli occhi del giocatore, immensa distesa di palazzi, di guglie e di strade, metropoli cupa e tentacolare alla mercé dei criminali più spietati.
Rispetto ad Arkham City (che sconsolata se ne sta, distrutta, ai margini inferiori della mappa, inaccessibile ma presente come connessione fra questo e lo scorso titolo) l'area di gioco diventa cinque volte più grande, suddivisa in tre distretti. Più di altre volte, l'impressione che abbiamo avuto sorvegliando dall'alto la città, è che questa vada annoverata a pieno titolo fra veri i protagonisti dell'avventura. Il design delle varie zone di Gotham ci è sembrato dannatamente ispirato: un meraviglioso lavoro di design che riesce a far convivere stili diversissimi, "parificandoli" grazie ad un'atmosfera di piena desolazione morale, un tono notturno e umbratile che come un miasma si diffonde tra le strade. Tra le luci al neon di Chinatown, il gusto gotico di certi palazzoni, le soprelevate che adombrano i vicoli sozzi e strozzati, davanti agli occhi del giocatore si apre uno spettacolo di rara bellezza. L'aspetto che più ci ha colpito della nuova Gotham è la sua poderosa verticalità: oltre che in estensione, la città si allunga in altezza, cresce coi grattacieli e i cantieri: si tratta del resto dell'unico modo per evitare che l'azione si "appiattisca" sulle strade, monopolizzata dalla rombante Batmobile.
L'introduzione della personalissima auto dell'Uomo-Pipistrello è una delle novità più chiacchierate di Arkham Knight, e sulle prime aveva destato anche in noi un bel po' di perplessità. La paura era quella che il titolo Rocksteady si trasformasse in un free-roaming un po' troppo tradizionale, alternando sequenze d'azione e fasi di guida, all'apparenza un po' meno convincenti rispetto agli spostamenti aerei effettuati con mantello e rampino.
Questo timore non è stato del tutto scacciato dalla nostra prova, troppo contenuta e talmente colma di attività da non lasciarci il tempo di girellare liberamente nei distretti della metropoli. E tuttavia ci pare di capire che la summenzionata verticalità, assieme alla disposizione di oggetti e incarichi, possa tenere il nostro supereroe nei luoghi che più gli appartengono, appostato sui tetti della città come un predatore minaccioso.
La buona riuscita di Arkham Knight dipenderà molto dal bilanciamento di questo aspetto, e dalla capacità di Rocksteady di non concentrarsi esclusivamente sulla Batmobile. Fortuna che le attività previste a bordo del mezzo ci sono sembrate ben ponderate. Tra un sfida dell'enigmista in cui combinare velocità e riflessi e l'entusiasmante inseguimento di Firefly (rapido e tenutissimo), ci siamo dedicati anche ad un combattimento armato contro dei droni piuttosto aggressivi.
Attivata la modalità Tank (con il dorsale sinistro) bisogna esibirsi in colpi precisi e spostamenti laterali, in scontri che si rivelano serrati e impegnativi. Lodevole è insomma il tentativo del team di sviluppo di rendere piene e ludicamente significative anche le fasi a bordo del veicolo, per evitare che si senta il peso di quella generica inconsistenza che troppo spesso ammorba i free-roaming urbani.
L'augurio è però sempre lo stesso: non vorremmo che Arkham Knight si trasformi in un gioco troppo concentrato sul veicolo, e lasci invece ampio spazio di manovra al pipistrello. La demo approntata per l'occasione non ha potuto rassicurarci, dal momento che non c'erano praticamente sequenze giocate in interni né missioni della trama principale. Su questo fronte, insomma, dobbiamo rimandare il giudizio e incrociare le dita.

Citiamo, prima di passare ad altro, il fatto che il sistema di controllo abbia - almeno sulle prime - qualche spigolo, risultando non semplicissimo da padroneggiare proprio per l'uso abbastanza particolare dei tasti dorsali. Grossi passi in avanti, invece, sul fronte dell'ottimizzazione: al contrario delle scorse versioni l'esperienza di gioco si è rivelata molto fluida, anche se ci è sembrato che durante le fasi di guida si presenti un notevole aliasing. Questo dettaglio potrebbe essere dipendere da un ridimensionamento dei filtri di post-processing (spenti quando il carico computazionale tende a farsi più pesante), ma anche da una risoluzione ancora non definitiva. Visto che il team, incalzato sull'argomento, preferisce glissare, ci tratteniamo dal fare altri commenti tecnici, che arriveranno con la recensione. Citiamo solo che l'assenza di caricamenti al passaggio fra le varie zone è impressionante, mentre i "loading time" successivi al Game Over sono, classicamente, abbastanza estesi.

...e a piedi!

La Centrale

Nel distretto principale di Gotham si trova la centrale di polizia, luogo da cui il Commissario Gordon dirige le operazioni di salvaguardia della città. In ogni momento è possibile entrarci e dare un'occhiata in giro, e magari chiacchierare coi supercriminali spediti dietro le sbarre e tenuti in custodia. La Centrale si trasforma ben presto in un Hub che permette di dare un'occhiata allo "stato dei lavori", spulciando gli oggetti raccolti nella Sala Prove o le celle traboccanti di membri delle gang. Si tratta di un modo intelligente per veicolare il senso di progressione, molto meno asettico rispetto ai classici menù con la percentuale di completamento.

Per quanto non sia stato possibile testare le doti di predatore implacabile di Batman, non ci siamo fatti sfuggire l'occasione di menare le mani. Il free flow combat torna nella sua forma classica, apparentemente senza stravolgimenti. Nelle affollate risse per le strade di Gotham compaiono nuove tipologie di avversari, come quelli che ci caricano dalla distanza e che vanno schivati con il giusto tempismo. Al di là di questo, e della possibilità di raccattare da terra mazze e spranghe, per aumentare l'efficacia degli attacchi, il gameplay della fasi action è rimasto pressoché invariato rispetto al passato. E' vero che le animazioni risultano molto più fluide, e complessivamente l'azione scorre liscia e piacevole. Non si scappa però dai problemi classici: qualche guaio con la telecamera, e alcune pose un po' innaturali, unite ad una rilevazione delle collisioni che ha qualche falla.
Intendiamoci: complessivamente le cose funzionano alla grande, vivacizzate come sempre dalla possibilità di utilizzare gadget e attacchi speciali, sbloccati attraverso uno skill tree molto più denso che in passato (del resto include anche i potenziamenti per la Batmobile).
Se vi aspettate delle innovazioni sostanziali in questo campo, tuttavia, resterete generalmente delusi. Neppure il Dual Play, ovvero al possibilità di combattere a fianco di un alleato, prenderne liberamente il controllo e magari esibirsi in spettacolari KO di coppia, è sufficiente a mutare nella sostanza il sistema di combattimento. Che resta molto valido e piacevole, ma ormai anche un po' svalutato, visto l'utilizzo sproporzionato e sovrabbondante che il mercato videoludico ne ha fatto (da Sleeping Dogs a Shadow of Mordor, buona parte degli action degli ultimi anni si possono considerare figli più o meno legittimi della serie Arkham).

Citiamo, visto l'alone di curiosità che la feature del Dual Play ha scatenato in rete, che Batman non potrà contare sempre e comunque sull'aiuto di un alleato. Solamente in certe missioni sarà supportato da un "sidekick", che siano parte dell'avventura principale oppure quest secondarie specificatamente pensate per approfondire il rapporto con i personaggi di supporto, da Nightwing a Batgirl.
In ultimo ci preme sottolineare che, in Arkham Knight, Batman conserva anche le sue doti di detective. Ci saranno sequenze "investigative" in cui dovremo analizzare la scena del crimine alla ricerca di indizi. Particolarmente apprezzabile è stata una missione in cui, per identificare la vittima di un crimine, abbiamo dovuto cercare dei segni particolari andando addirittura "sotto pelle": la visuale detective permette di esaminare i vari strati di organi e tessuti, alla ricerca di dettagli specifici. Si tratta di un'operazione sempre pilotata, ma utilissima ad amplificare il coinvolgimento e la sensazione di trovarsi nei panni del cavaliere oscuro.

Batman Arkham Knight Batman: Arkham Knight sarà senza ombra di dubbio un titolo solidissimo e straripante. La prima prova diretta ci ha rassicurato non poco sulla qualità delle diverse esperienze che vivremo nei panni del pipistrello: gli inseguimenti a bordo della Batmobile sono tesi, nervosi e rapidissimi, e pure il combattimento coi mezzi presenta trovate efficaci e interessanti. D'altro canto tornano le risse a suon di contrattacchi e mosse speciali, più fluide che mai, e le sequenze investigative che avevano giocato un ruolo importante soprattutto nell'originale Arkham Asylum. Ancora è presto, tuttavia, per capire se l'ultimo nato in casa Rocksteady sarà “solo” un traboccante free-roaming oppure quel capolavoro sognato dai fan del Pipistrello, che una volta per tutte trascinerà nel Valhalla videoludico (Shiny and Chrome!) la formula inventata dal team inglese. Molto dipenderà dal bilanciamento delle varie attività e dalla solidità della quest principale. Sarà indispensabile valutare le qualità delle sequenze stealth, e sopratutto capire in che modo le singole componenti dell'avventura si integreranno fra loro. Al momento siamo rimasti abbastanza ammaliati dall'atmosfera di una Gotham City più cupa e ammaliante che mai, metropoli pervasa da una follia criminale e da un capillare eclettismo urbanistico: perfetta manifestazione virtuale di quel “tono” oscuro che dovrebbe considerarsi ineliminabile quando si parla di Batman. Fra meno di un mese vi faremo sapere come se la cava il cavaliere di Gotham.

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