Provato Battleborn - Story Mode

Dopo la prova della modalità PVP, torniamo a parlare dell'Hero Shooter di Gearbox e 2K, questa volta concentrandoci sulle nove missioni cooperative per cinque giocatori che compongono lo Story Mode.

Battleborn

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Battleborn
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

A qualche giorno dal nostro precedente provato dedicato alla modalità competitiva a squadre di Battleborn, torniamo a parlare dell'Hero Shooter di Gearbox, concentrandoci questa volta sulla componente cooperativa, o Story Mode, che mette una squadra da cinque giocatori contro l'intelligenza artificiale lungo una serie di missioni. Il tutto scaturisce da una prova diretta tenutasi qualche settimana fa a Londra, che tramite diverse ore di hands on ci ha permesso di farsi un'idea più precisa sull'offerta ludica. Quanto al modello commerciale, questo ormai è stato definitivamente confermato, e vede il gioco venduto a prezzo pieno, con 25 eroi disponibili al lancio, e un piano già confermato di aggiornamenti gratuiti, affiancati a un Season Pass da cinque DLC a pagamento (del prezzo di circa 5 euro ciascuno, contenenti ognuno una nuova missione per lo Story Mode e diversi oggetti aggiuntivi). Se per farci un'idea della validità di quest'offerta è ancora molto presto, quantomeno abbiamo potuto familiarizzare maggiormente sulle meccaniche di gioco.

Lavoro di squadra

Se la modalità competitiva a squadre di cui vi abbiamo parlato negli scorsi giorni ha rivelato una forte ibridazione con meccaniche tipiche dei MOBA, nel caso della cooperativa ci si trova di fronte ad un gameplay più tradizionale, e legato anche da una trama, che vede diverse civiltà aliene collidere nel tentativo di salvare l'ultima stella rimasta nel firmamento, in procinto di collassare. Durante la presentazione che ha preceduto l'hands on abbiamo avuto modo di visionare la sequenza filmata introduttiva del gioco realizzata in stile anime, che tradisce una apparente buona cura per l'aspetto narrativo. Le missioni disponibili al lancio saranno nove, e per quanto abbiamo potuto vedere presentano una durata di tutto rispetto: quella da noi provata durante l'evento ci ha portato via più di un'ora, considerando anche qualche reload dovuto alla difficoltà non proibitiva ma nondimeno impegnativa. La cosa interessante di queste missioni è che non serviranno per forza dei compagni in carne ed ossa per affrontarle: il sistema supporta da uno a cinque giocatori, e regola automaticamente il numero di nemici di conseguenza. Durante le nostre prove abbiamo giocato a Normale, ma ci sarà anche un livello di difficoltà Avanzato. A questo si affianca il modificatore Hardcore, che può essere abbinato a qualunque livello di difficoltà, e azzera i respawn a disposizione della squadra, elevando nettamente l'asticella della sfida. Così come nella modalità competitiva, sono disponibili i 25 Eroi che caratterizzano il gioco, e invariato rimane anche il sistema di leveling, che si resetta ad ogni nuovo match, permettendo ogni volta di "cucirsi addosso" le caratteristiche del personaggio più adatte al nostro stile di gioco. Permanente è invece il loot, che potrà essere rinvenuto solamente in questa modalità cooperativa basata su missioni. Ecco dunque che giocare la storia diventa fondamentale anche per accumulare equipaggiamento che poi potrà essere portato sul campo di battaglia anche in modalità competitiva online. Dato il limitato tempo a nostra disposizione, non abbiamo avuto modo di approfondire più di tanto la questione equipaggiamento, ma appare evidente come il sistema derivi in parte dall'esperienza accumulata con Borderlands. I pezzi di armatura dotati di modificatori saranno quindi moltissimi, e andranno selezionati con cura, equipaggiandoli in maniera coerente con la build di abilità e con le esigenze del gruppo in cui ci si trova.

Approfittando della presenza degli sviluppatori sul posto, abbiamo anche chiesto loro come pensano di bilanciare la questione dell'equipaggiamento a livello di matchmaking: pensandoci infatti, il rischio è quello di scontrarsi con giocatori allo stesso "livello" di abilità ma equipaggiati molto meglio. I ragazzi di Gearbox ci hanno assicurato di aver implementato un sistema di aggregazione dei giocatori che terrà in conto di un gran numero di fattori, e garantiscono partite bilanciate, un qualcosa che potremo verificare solo in fase di recensione. Peraltro, va detto che l'equipaggiamento ottenuto può essere effettivamente utilizzato solo una volta raggiunto un certo livello del proprio profilo, e questo già dovrebbe garantire una prima scrematura a livello di bilanciamento complessivo.

Senza quartiere

La missione da noi provata presentava una struttura interessante: lo scopo era quello di raggiungere ed assaltare una base nemica, attraversando una vasta ambientazione seguendo un percorso lineare, naturalmente costellato di incontri con i nemici. La continua alternanza di strutture al chiuso e spazi all'aperto ci ha dato una buona impressione relativamente al design dei livelli, e la massiccia presenza nemica si è rivelata ben differenziata, contribuendo alla natura tattica del gameplay. Non solo i numeri soverchianti con cui gli avversari si presentano, ma anche la buona differenziazione tra unità rende davvero necessario il lavoro di squadra. Tra nemici dotati di scudi, altri molto deboli ma pronti ad esplodere in mezzo al gruppo, fanteria di base e mini boss, non c'è davvero tempo per tirare il fiato, e la concentrazione del team viene messa costantemente a dura prova. Anche in questo caso, così come nella modalità competitiva, il bilanciamento della squadra è fondamentale: trovarsi senza tank o supporto in certe situazioni può rivelarsi davvero problematico, e, lo ricordiamo, Battleborn non permette il cambio di personaggio a partita iniziata, rendendo davvero necessario fare bene i conti prima ancora di cominciare. La missione da noi provata presentava inoltre diversi momenti ibridati con meccaniche da Tower Defense, dove ci si trova ad acquistare torrette e droni a difesa di un luogo ben preciso, e ci si appresta a fronteggiare diverse ondate progressive di nemici, e magari di un boss in chiusura. Gli avversari tenteranno di attaccare un punto sensibile, dotato di una resistenza limitata, e dunque occorrerà organizzarsi bene per difendere opportunamente e sopravvivere alla prova.

Proprio in questi momenti la natura tattica di Battleborn emerge pienamente e soddisfa. Quanto ai personaggi che ci è stato possibile provare, abbiamo speso diverso tempo con Montana, un enorme tank dotato di gatling gun, di un dash in grado di danneggiare e stordire i nemici, e di speciali munizioni in grado di rallentare l'avanzamento avversario. Siamo poi passati a Thorn, arciere femmina non certo facile da usare data la precisione richiesta, che può contare su un tiro multiplo e su una pozza avvelenata con cui sbarrare la strada ai nemici. Abbiamo chiuso con Caldarius, forse il più divertente dei tre da utilizzare, dotato della capacità di effetuare un doppio salto, lanciarsi sui nemici dall'alto e sparare una flashbang. Nel complesso, la prova di questi tre eroi ci fa ben sperare per il roster definitivo, che pare già sin d'ora ben variegato. Qualche deja vu da Overwatch sicuramente c'è, ma si notano anche diversi esponenti originali, e ben caratterizzati anche dal punto di vista del design.

Battleborn La prova della modalità cooperativa di Battleborn ci ha convinto, anche più della controparte competitiva, a tratti eccessivamente confusa. Qui, scontrandosi con una buona intelligenza artificiale e con ondate nemiche ben assortite, la necessità del lavoro di squadra emerge senza mezze misure, e le fasi condite con elementi Tower Defense si sono rivelate tanto impegnative quanto divertenti. Proprio qui, tra l'altro, il gioco riesce a differenziarsi a dovere dalla concorrenza. Le nove missioni ripetibili, i livelli di difficoltà e la prospettiva di accumulare loot da portare in PVP potrebbero dare a Battleborn un carattere tutto suo, e vale la pena aspettare con interesse l'ormai prossima recensione.

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