Battleborn - Provata la beta su console

Abbiamo provato l'open-beta dell'hero shooter firmato Gearbox e 2K; facciamo il punto della situazione in vista della pubblicazione fissata per il prossimo 3 maggio su PC, PlayStation 4 e Xbox One.

provato Battleborn - Beta
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

Torniamo a parlare di Battleborn, l'autonominato "Hero Shooter" targato Gearbox e 2K, che si è finalmente mostrato al pubblico nell'open beta durata circa 10 giorni. Nonostante avessimo a disposizione una versione early access su PC, questa beta è stata l'occasione giusta per vedere il titolo su console, testarne l'impianto cooperativo/competitivo e verificare l'efficacia del matchmaking - che lasciava qualche perplessità sulla questione bilanciamento partite. Il risultato, possiamo già anticiparvelo, è buono: a dispetto di qualche incertezza sul gameplay, e di un look generale che, nonostante rischi di rimanere un po' anonimo, Battleborn ha qualche asso nella manica.

The Last Star

La trama la conosciamo: è rimasta solamente una stella nell'intero firmamento, e sarà compito nostro evitarne il collasso, scontrandoci con diverse razze aliene desiderose per un motivo o per l'altro di controllare il corpo celeste. Se dal punto narrativo Battleborn non offre spunti così originali, sotto l'aspetto ludico invece ci è sembrato subito interessante: avendo a disposizione un roster di 25 eroi - alcuni disponibili immediatemente, altri sbloccabili con l'avanzare del nostro livello - lo scopo dei giocatori sarà creare squadre di 5 giocatori, in grado di affrontare al meglio le sfide che le missioni dello story mode ci metterà di fronte. Ci siamo così tuffati nelle missioni PvE, scoprendo con piacere che riescono a far emegergere il lato cooperativo della produzione, nonostante la struttura e la durata finiscano per farle risultare discretamente tediose e monotone. Lo svolgimento, del resto, sarà quasi sempre il seguente: avanzare per le mappe - dal design tra l'altro non troppo ispirato - uccidendo orde di nemici, fino ad arrivare in particolari zone che richiederanno la difesa di un luogo ben preciso o l'uccisione di un determinato boss. In queste aree, a volte, sembra quasi che Battleborn voglia recuperare qualche meccanica dai Tower Defence, spingendovi a costruire torrette e robot a difesa della vostra zona. Battleborn, insomma, mostra apertamente i suoi punti di forza e le sue debolezze. L'impianto ruolistico in-game convince: il potenziamento dal livello 0 al livello 10, che si resetta ad ogni partita come nei MOBA, permette di cambiare tattica e approccio tutte le volte, decidendo in base alla situazione quali siano i potenziamenti più azzeccati e che sopratutto si sposino alla perfezione con i propri compagni di team.

Dove sono i 60?

Con grosso dispiacere conferiamo che la versione console di Battleborn gira a 30fps. Peccato, perché l'ottimizzazione è generalmente buona, aiutata anche da uno stile grafico che non mette particolarmente sotto stress le nostre console casalinghe. Continuiamo a sostenere che i 60fps dovrebbero essere lo standard per produzioni simili. I comandi, invece, ci sono sembrati buoni ed intuitivi. Pad alla mano il feeling è gradevole, non ci abbiamo impiegato molto tempo per abituarci alla mappatura dei tasti.

Ci si accorge però che manca un po' di vivacità: le missioni, oltre ad essere ripetitive, sono prive di quello spunto che eviterebbe di far calare l'attenzione del giocatore. Nonostante il sistema sia studiato per bilanciare il numero di nemici in base ai giocatori presenti, e la difficoltà generale metta discretamente alla prova le nostre abilità, con una squadra capace e ben costruita non si avranno problemi: i nemici cadranno come formiche, e le meccaniche da Tower Defense contribuiranno solamente a rendere il ritmo ancora più blando. Peccato, perché l'idea di base ci piace, ma serve qualcosa in più per spingere gli utenti - anche quelli più esperti - a passare ore nella componente PvE: non basta il drop o la progressione di livello del personaggio, e c'è bisogno di uno spunto che renda il tutto più adrenalinico e divertente. Il gameplay, invece, continua a portarsi dietro le incertezze evidenziate fin dai primi hands-on; nonostante i personaggi siano ben caratterizzati e le armi primarie insieme alle varie abilità siano concettualmente ispirate, si respira un'aria di "freddezza" usando i nostri fucili o le varie abilità. Non c'è feedback dei colpi, e qualsiasi arma voi decidiate di utilizzare non sentirete la differenza; un dettaglio non trascurabile visto che l'unicità dei personaggi - non solo a livello estetico, ma anche e soprattutto di gameplay - dovrebbe essere il punto di forza di produzioni simili. Considerando che il titolo sarà disponibile fra poche settimane, non pensiamo ci sia il tempo materiale per modificare questo aspetto, che potrebbe compromettere il successo della produzione, ridurre il carisma dei personaggi, e più in generale tarpare le ali al gameplay.

Fusion!

Siamo tornati nella modlità PvP competitiva di Battleborn, e oltre a giocare la modalità Incursione (di cui abbiamo parlato già il mese scorso) ci siamo lanciati anche nella nuova "Fusione": lo scopo è quello di favorire l'avanzata dei minion alleati, permettendogli di entrare nella base avversaria. Qui la vicinanza con il genere di LoL e DOTA è ancora più palese, e diventa ancor di più fondamentale il concetto di "support". Per aiutare i minion ad avanzare bisogna eliminare quelli avversari, ed ovviamente affrontare anche i champion. Costruire torrette di supporto, avvalersi dell'aiuto dei mercenari Thrall, risulterà determinatene nell'economia della partita, quindi ricordatevi di far scorta di tutte le schegge che trovate sulla mappa ( materiale utile allo costruzione di robot e torrette).

Fusione è una una modalità che, al pari di Incursione, riesce a mettere in risalto le caratteristiche vincenti di Battleborn, e che ci fa ribadire ancora una volta lo spirito competitivo della produzione. Se pensate di acquistare Battleborn solo per il PvE, potreste rimanere delusi sulla lunga distanza. In Fusione, comunque, non potendo cambiare personaggio durante il match (come ad esempio in Overwatch), diventa fondamentale la scelta del nostro Eroe, e in particolare i potenziamenti che decideremo di adottare nel corso della partita. Cercate sempre di equilibrare il vostro team, altrimenti diventerà impresa ardua compiere azioni offensive degne di nota. Concludendo, il sistema di matchmaking ci è parso funzionare bene: non siamo capitati in match sbilanciati, contro avversari di livello nettamente superiore o inferiore che, data la lunghezza delle partite, comprometterebbero troppo la qualità della competizione.

Battleborn Battleborn è un titolo spaccato in due. La modalità PvE rischia di essere troppo monotona cosi com'è concepita, senza contare che il gunplay non proprio stellare, alla lunga, non aiuta. Il PvP invece diverte e convince di più, mettendo in risalto e alla prova le caratteristiche uniche del titolo. Rimane quindi da capire quali elementi saranno aggiustati dal team di sviluppo in queste ultime settimane, e quale tipo di supporto post-lancio hanno in mente i ragazzi di Gearbox. Una cosa è certa: maggio sarà un mese caldo per il mercato degli “Hero Shooter”. Nonostante sia più orientato al recupero di elementi tipici dei Moba, Battleborn se la vedrà testa a testa con l'Overwatch targato Blizzard. Si tratta di prodotti differenti, sia chiaro, ma che potrebbero dividere l'utenza. Staremo a vedere.

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