GamesCom 2016
GamesCom 2016 Dal 17/08/2016 al 21/08/2016

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Battlefield 1 - Multiplayer

Alla Gamescom di Colonia abbiamo provato il comparto multigiocatore di Battlefield 1, giocando in modalità Conquista nella mappa Sinai Desert.

Battlefield 1 - Modalità Conquista

Videoanteprima
Battlefield 1 - Modalità Conquista
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Tommaso Tommaso "Todd" Montagnoli è un maniaco e devoto videogiocatore da più di vent'anni, feroce appassionato di RPG, strategici e tutto il resto. Le poche ore che non spende giocando le passa fra fumetti, cinema, brit rock e snowboard. Lo trovate su Facebook, Twitter e su MORLU TOTAL GAMING.

Di tutte le cose che ho sempre apprezzato nella saga di Battlefield, ve ne è una che amo in particolar modo; qualcosa che mi spingeva ad acquistare compulsivamente ogni dlc disponibile, facendomi attendere con impazienza ognuna delle nuove mappe costruite dai miei cari amici di DICE. Sembrerà strano ma non si tratta né dei veicoli, né della lunga lista di armi e mod che da sempre rappresentano il simbolo del brand, piuttosto mi riferisco a quel peculiare senso di avventura che si prova giocando in modalità conquista, mentre ti perdi per quelle location sconfinate e imprevedibili. Ogni match di Battlefield l'ho sempre vissuto così: come un viaggio, dove i passi che compi sotto i fischi delle bombe hanno lo stesso peso dei proiettili che escono dalla bocca del tuo fucile. Da questo punto di vista, Il terzo (e glorioso) capitolo ha fatto davvero scuola, ma poi, forse per via di un level-design meno ispirato, questa caratteristica è andata un po' svanendo in Battlefield 4, e con Hardline è definitivamente passata in secondo piano, facendo notevolmente calare il mio interesse per la serie. Questo lungo e nostalgico preambolo ha però un lieto fine, perché qui alla Gamescom 2016 ho invece ritrovato quella sensazione di cui vi parlavo poco fa, ed -ovviamente- il merito è tutto del nuovo Battlefield 1. È una sensazione per nulla facile da spiegare, di quelle che senti "a pelle", fatto sta che, scivolando fra le dune del Deserto del Sinai, accompagnato dal mio fedele amico equino, ho vissuto di nuovo quell'avventura e credetemi: il mio hype per il nuovo sparatutto targato EA adesso non ha più limiti.

In the desert no one remembers your name

Come avrete già capito, l'attrazione principale della nuova demo di Battlefield 1 di questa Gamescom 2016 è ovviamente la nuova mappa conquista, denominata "Sinai Desert". Niente single player, dunque, eppure vi assicuriamo che anche questa volta si è trattato di un hands on con i fiocchi, che ci ha lasciati decisamente soddisfatti. Dopo una breve presentazione, dove ci è stato mostrato un trailer con nulla di nuovo, i ragazzi del dev-team ci hanno accompagnato infine alle nostre postazioni: ben 64 PC, di quelli top di gamma, ognuno accoppiato ad un monitor ASUS appartenente alla costosa serie MG, che ci ha permesso di provare il tutto -finalmente- in 1440p. Framerate impeccabile e grafica spaccamascella, ma questo lo sapevate già, quello che invece non potete sapere sono i dettagli sulla nuova mappa. Cominciamo col dire che si tratta di una location vastissima, sconfinata, dal setting desertico, ma costellata di piccoli centri abitati e qualche canyon in stile Gole di Todra (per intenderci, quelle di Indiana Jones e l'Ultima Crociata), dove si affrontano l'esercito Britannico e l'impero Ottomano. Una volta divisi in due squadre da 32 giocatori, ci siamo buttati alla conquista dei sei punti disseminati lungo la mappa, ed è subito cominciato il massacro: logisticamente parlando, il posizionamento delle bandiere appare simile a quello visto in Battlefield 4, ovvero con quattro dei sei punti molto vicini fra loro, più un paio ben distanti dal caos e dunque idealmente raggiungibili solo con i mezzi. Il deserto sabbioso occupa gran parte del territorio esplorabile, e quindi non mancano quei momenti dove ci si ritrova, magari per uno spawn andato male, a correre soli in mezzo al nulla. In questo caso, però, i punti di interesse quali villaggi, accampamenti e ferrovie, ci sono sembrati meglio disposti rispetto a quanto visto negli ultimi capitoli, e questo ci ha fatto assai piacere. In più, i mezzi utilizzabili (jeep, autoblindi e carri armati) sembrano ben distribuiti sul territorio, e la morfologia irregolare del terreno aiuta non poco a creare ripari naturali, utilissimi per chi predilige il gioco di fanteria. Il ritmo della battaglia ci è sembrato subito buono, soprattutto nelle zone dei villaggi e nei canyon di cui vi parlavamo poc'anzi, dove si verificano spesso scontri tenutissimi ed incalzanti, e dove non bisogna tanto aver paura di un colpo d'obice, quanto di una bayonetta alle spalle.

Grande protagonista della nostra prova è stato sicuramente il già accennato cavallo da guerra; tipico dei Ottomani, ma comunque disponibile anche per l'esercito alleato. Volendo descrivere il mezzo quadrupede, potremmo dirvi che si tratta di una interessante e divertentissima via di mezzo fra lo spostamento a piedi e quello su macchina, soprattutto in termini di velocità. Una volta montati in sella, la telecamera passa in terza persona (anche se l'inquadratura è piuttosto stretta), ed i comandi diventano subito più lenti e pesanti, ma comunque ben gestibili sugli spazi medio-grandi. L'arma primaria diventa un moschetto a cinque colpi e a ricarica lenta, che permette scontri 1v1 dal grande carisma, quasi come fosse una giostra medievale. Le animazioni sono -neanche a dirlo- eccellenti e il feeling della cavalcata molto soddisfacente.

Resta però da comprovare la reale utilità del mezzo, anche perché, visto il lento rateo di fuoco, si rischia di diventare facili prede anche contro due sole unità di fanteria, per non parlare poi dei mezzi blindati che, in un sol colpo, possono farci sparire fra la sabbia. A questo punto citiamo anche la presenza di un convoglio corazzato: un treno militare sferragliante che attraversa e taglia in due l'intera mappa, che in pratica sostituisce in tutto e per tutto le dinamiche già viste con lo Zeppelin. Si tratta infatti di una postazione mobile, con almeno sei posti a bordo e altrettanti cannoni, che può essere spostata ed avvicinata ai singoli punti di controllo per garantire un notevole vantaggio tattico. Ovviamente, il treno può essere distrutto parzialmente o integralmente, e se pensate sia troppo difficile catturarlo, allora chiedete ai nostri avversari: la storia insegna che, per quanto invincibile, non c'è treno che non possa essere assaltato. Per ultimo, ci sembra doveroso parlarvi anche dei cambiamenti climatici, ovvero l'altra grande novità di questo Battlefield 1. Il nostro match è cominciato con il sole alto nel cielo, ma in pochi minuti è scesa una fitta coltre di nebbia, che ha ridotto non di poco la visibilità per noi giocatori. Il cambiamento costringe le squadre a giocare più caute, e ciò si traduce in un dinamismo davvero interessante per l'economia del gameplay.

Battlefield 1 Insomma, man mano che ci si avvicina alla data del lancio (prevista per il prossimo 21 ottobre), nuovi e succosi dettagli fanno capolino e così i punti a favore di Battlefield 1 si moltiplicano a vista d’occhio. Questa nostra ultima prova ci ha lasciato davvero soddisfatti e se la qualità generale resterà in linea con quanto già visto, il nuovo sparatutto targato DICE diventerà di certo una pietra miliare del genere: che siate amanti “dell’avventura”, o solo dei soldati in cerca di una kill, dunque, il prossimo ottobre ci sarà da divertirsi...