Battlefield 1: la prova della campagna single player

In Battlefield 1 non troveremo una singola campagna, ma sei diverse War Stories che ci metteranno nei panni di diversi soldati.

provato Battlefield 1: la prova della campagna single player
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Oltre alla nuova modalità Operations, la versione ad Accesso Anticipato di Battlefield 1 (disponibile per tutti gli abbonati al servizio EA Access) permette di farsi una prima idea sulla struttura e sulle tematiche della campagna Single Player. Il team di sviluppo ha deciso di percorrere una strada un po' diversa rispetto a quella tradizionale, presentandoci una progressione "frammentata", che si concentra di volta in volta sulle gesta di cinque diversi protagonisti. Non troveremo insomma una singola campagna, ma sei "War Stories" che ci metteranno nei panni di diversi soldati, impegnati sui principali fronti della Prima Guerra Mondiale.
Si è trattato, stando alle parole di DICE, di una scelta sostanzialmente obbligata, dovuta principalmente a questioni di realismo storico. La figura di un singolo soldato che potesse prender parte alla campagna d'Arabia così come alle schermaglie sul versante austriaco sarebbe stata poco verosimile, e poco rispettosa del reale andamento del conflitto. C'è da dire, per contro, che i racconti scritti dagli sceneggiatori di DICE ci sono sembrati molto "romanzati", a partire dalla selezione dei protagonisti. È strano, ad esempio, trovare una donna fra le fila dei ribelli al soldo di Lawrence d'Arabia: considerando il periodo storico di riferimento, ci è sembrata più che altro una scelta "politically correct", operata forse per disinnescare sul nascere obiezioni sulla diversità dei personaggi principali dei videogiochi, che in questo caso sarebbero però sembrate davvero fuori luogo. Basta dare inoltre un'occhiata ai trailer delle varie campagne per scoprire ad esempio che in "Avanti Savoia!", la missione ambientata sul fronte italiano, le fragilissime e ingombranti Corazze Farina, sperimentate davvero nel corso della Grande Guerra, si sono trasformate in armature protettive capaci di resistere a decine di colpi a segno.
Cerchiamo insomma di chiarirlo una volta per tutte: Battlefield 1, al di là di qualche sibillina dichiarazione del team di sviluppo, non va alla ricerca di un accurato realismo storico. I riferimenti al periodo della Prima Guerra Mondiale si sprecano e molte delle armi a disposizione sono quelle realmente utilizzate, ma d'altro canto alcune tecnologie che in realtà erano poco diffuse o ancora sperimentali vengono qui sfruttate troppo convintamente, con l'obiettivo di diversificare il gameplay. A nostro modo di vedere non è un male: Battlefield 1 resta uno sparatutto accessibile, divertente e con una buona varietà di approcci e situazioni. Forse, tuttavia, DICE avrebbe potuto puntare meno sul fattore della verosimiglianza storica in fase di marketing e promozione.

Sangue e fango

Prima di poter selezionare le cinque "War Stories" principali, i giocatori di Battlefield 1 dovranno completare un breve prologo, pensato per calare l'utente nella giusta atmosfera. Questo incipit cerca quindi di trasmettere l'idea di una guerra logorante e disumana, in cui le probabilità di sopravvivenza delle unità di fanteria era veramente ridotta ai minimi termini. Nel corso della missione introduttiva, quindi, si muore spesso e volentieri. Su schermo compare in quel caso la data di morte del soldato di cui vestivamo i panni: il suo nome sarà destinato a sparire insieme a tanti altri, spazzato via da una delle più tristi pagine della storia globale. In questa prima missione non c'è però Game Over: il gioco ci mette subito al controllo di un altro soldato, un altro patriota sacrificabile. Sbattuti in un inferno di proiettili e macerie svuotiamo meccanicamente i caricatori, testimoni dello scontro futile e brutale tra due forze affaticate.La fase introduttiva è insomma molto evocativa, per certi versi persino toccante, e ci sarebbe piaciuto se l'idea fosse stata recuperata anche durante le missioni principali. Queste, invece, sono molto più tradizionali nello svolgimento. Come abbiamo detto ce ne saranno cinque in totale, che ci permetteranno di interpretare vari ruoli. Abbiamo un soldato italiano di stanza sulle Dolomiti, una ribelle fra le distese desertiche dell'Arabia, un pilota Americano, un portaordini australiano che si troverà sullo stretto dei Dardanelli, e un carrista inglese, strappato alla sua carriera da pilota per finire nella pancia metallica di un imponente Mark V.
La missione disponibile nel Play First Trial è proprio quella giocata nei panni del carrista. Si tratta di una breve avventura della durata di circa un'ora, che per tematiche e situazioni ricorda da vicino Fury, l'apprezzato lungometraggio a tema bellico interpretato da Brad Pitt. Ovviamente non tutta la missione si svolge a bordo del carro: spesso e volentieri, anzi, il protagonista deve scendere, avanzare di soppiatto negli accampamenti nemici alla ricerca di parti di ricambio, evitando di allertare le sentinelle. Oltre a queste fasi "stealth" ci sono momenti in cui l'azione si fa più sostenuta, obbligandoci a neutralizzare le postazioni anticarro degli avversari per far avanzare il nostro mezzo.
La missione si conclude con una intensa e prolungata battaglia contro un interminabile convoglio, epica ma molto faticosa. A distinguersi, più che la varietà delle situazioni, è comunque l'intensità delle scene d'intermezzo, ben recitate e d'atmosfera.

Complessivamente, in ogni caso, la scelta di DICE ci è sembrata azzeccata. Le War Stories sono un ottimo sistema per raccontare episodi di guerra globalmente più coerenti, valorizzando la grande diversità di ambientazioni che Battlefield 1 ha riprodotto, ma anche cercando di esibire la diversità del gameplay, senza "costringere" un solo soldato a passare dalla fanteria appiedata alla guida di un bombardiere. La prova ci ha comunque lasciato qualche dubbio relativamente alla longevità della campagna. Considerando che la prima missione dura circa un'ora, e che si tratta di una delle Storie più lunghe e articolate, ci sembra difficile che la campagna possa superare le cinque ore di gioco complessive. Il Single Player di Battlefield 1, insomma, non sarà certo il pilastro portante dell'esperienza di gioco. Ma del resto è sempre stato così: la saga DICE vuole distinguersi grazie al multigiocatore, quest'anno più entusiasmante che mai.