Provato Battlezone

Invitati negli uffici romani di Sony, abbiamo avuto modo di provare Battlezone, titolo che uscirà in esclusiva temporale su PlayStation VR al lancio del visore, in arrivo il prossimo mese di ottobre.

provato Battlezone
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  • Pc
  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Se davvero vogliamo pensare che nel corso del 2016 possa arrivare una spinta utile a ravvivare il mercato della Realtà Virtuale, a darla non potrà essere che PlayStation VR. Dopo averlo provato a Roma, negli uffici di Sony Italia, vi abbiamo già spiegato cosa pensiamo riguardo al rapporto qualità/prezzo del caschetto di Ps4. Ma il punto chiave della questione è un altro, e riguarda la capillarità della distribuzione. Oculus VR e HTC hanno deciso di non affidarsi ai rivenditori classici, e spediscono in autonomia il loro costosissimo prodotto, raccogliendo ordini esclusivamente sui propri siti ufficiali. Probabilmente il motivo è legato al fatto che il guadagno netto sulla singola unità è così ridotto che è davvero difficile mettere in conto una produzione in massa per rifornire i punti vendita sul suolo americano. Indipendentemente dal motivo, comunque, è chiarissimo il risultato: la diffusione della VR, in questi suoi primi mesi di vita, è tutt'altro che estesa, tanto che gli analisti hanno ridotto drasticamente le stime di vendita per l'anno in corso. Se nel 2015 si ipotizzava che la Realtà Virtuale avrebbe generato introiti per 5.1 miliardi di dollari, adesso siamo già scesi quasi alla metà. I sondaggi di Superdata confermano che meno di un terzo degli americani ha sentito parlare della VR, e che il 26% di questi ritiene il prezzo delle periferiche sia troppo elevato. Oltreoceano, insomma, la VR sembra già nei pasticci, e qui in Europa le cose vanno anche peggio, se consideriamo che gli acquirenti del vecchio continente devono pagare tasse doganali e spese di spedizione. Arrivando direttamente nei negozi di tutto il mondo, Sony potrebbe alla fine vincere le resistenze dei curiosi, e PlayStation VR potrebbe trasformarsi in un regalo natalizio più accessibile (in tutti i sensi) rispetto a Vive o Rift. I dubbi, come vi abbiamo detto nell'articolo dedicato a Until Dawn: Rush of Blood, restano quelli relativi alla Line-Up. Per il momento mancano prodotti veramente interessanti, e perlopiù i team di sviluppo sembrano ancora nella fase della pura sperimentazione. Ce ne dà una conferma ulteriore anche Battle Zone,frenetico sparatutto sviluppato da Rebellion, e seconda demo del tris di prodotti su cui abbiamo messo le mani.

Zone di guerra

Saranno in pochi a ricordarsi il Battlezone originale, un arcade prodotto da Atari che ebbe un discreto successo nei primi anni '80. Un po' più famoso è il gioco omonimo targato Activision e pubblicato nel 1998, che integrava elementi di strategia in tempo reale alla necessità di pilotare in prima persona i vari mezzi a disposizione. Se siete fra i nostalgici che ricordano questo titolo, sarete felici di sapere che sta per tornare in un'edizione rimasterizzata, sarà presto disponibile su Steam e curata proprio da Rebellion. Il team che ha dato i natali a Sniper Elite e Zombie Army Trilogy, infatti, ha acquistato la licenza tre anni fa, e si prepara adesso a far tornare il brand sul mercato: non solo con l'appena citato Battlezone 98 Redux, ma anche con un videogame pensato per la realtà virtuale made in Sony. Battlezone (il team dice che potrebbero aggiungersi dei sottotitoli, per evitare confusione) sarà un'esclusiva temporale per PlayStation VR, e debutterà come titolo di lancio per il visore. In buona sostanza quello che ci troveremo di fronte sarà uno shooter in prima persona in cui dovremo sbaragliare ondate di avversari a bordo del Cobra, letale carro armato che rappresenta l'ultima speranza dell'umanità. La spietata corporazione Rotberg ha infatti ridotto gli uomini sull'orlo dell'estinzione, schiavi al servizio delle intelligenze sintetiche. Nel ruolo di un pilota battagliero starà al giocatore salvare la situazione. La demo inizia con una lunga sequenza in cui veniamo posti nella cabina di pilotaggio del carro, che viene preparato e testato prima della battaglia. Abbassando lo sguardo vediamo la plancia di comando (interamente statica), mentre sbirciando all'esterno possiamo dare un'occhiata all'estetica clinica e geometrica che Battlezone ha scelto. Le atmosfere assomigliano a quelle virtuali di Tron, anche se i cromatismi sono nettamente più sgargianti: i colori al neon e le forme regolari e spigolose ricordano quasi una versione tridimensionale di Geometry Wars. La costruzione poligonale, comunque, è semplice ed essenziale, ed è difficile provare un vero senso di meraviglia che vada oltre a quello per l'immersione che la Realtà Virtuale è in grado di garantire. A Battlezone si gioca in ogni caso stringendo un pad nelle mani, e controllando attraverso stick e grilletti i movimenti del carro. Il Cobra si dimostra un mezzo molto scattante, in grado quasi di "scivolare" sul terreno: il turbo, in combinazione con le rapide virate dello stick, permette di esibirsi nel più classico degli "strafe", indispensabile per schivare i proiettili e girare attorno ai carri nemici che tentano di eliminarci. A disposizione, almeno in questa prima beta, abbiamo due armi: una mitragliatrice in grado di falciare nemici leggeri e mobili (come i droni che spesso compaiono in aria), ed un cannone pensato per sfondare la corazza dei Tank avversari. L'azione di gioco si fa discretamente intensa e piacevole, con quel suo sapore spiccatamente arcade ed un fascino quasi "da sala" che mette Battlezone in diretta connessione con il capostipite della saga.

C'è però qualcosa di strano: non si mira, infatti, inclinando la testa, bensì muovendo il cannone con lo stick analogico destro. La visuale ed il mirino sono quindi indipendenti, e sulle prime è facile restare spiazzati. Si capirà ben presto che il modo migliore per giocare a Battlezone, considerato pure l'incedere abbastanza sostenuto, è quello di mantenere la visuale ferma in avanti e spostare solo il reticolo di mira. In questo senso, il valore aggiunto che la virtualità riesce ad offrire è praticamente nullo. Quando non è integrata con le meccaniche di gameplay, ed anzi addirittura rifugge la "fisicità" garantita dall'Head Tracking, la tecnologia del PlayStation VR perde molto del suo fascino e della sua ragion d'essere. Dopo una partita a Battlezone, insomma, resta più che altro qualche istante di smarrimento quando la velocità del mezzo aumenta, che per i più delicati potrebbe trasformarsi facilmente in fastidi concreti. Complessivamente l'esperienza non ci è dispiaciuta, ma sarebbe interessante provarla senza visore per capire quale sia il reale apporto delle Realtà Virtuale, che abbiamo trovato troppo marginalizzata. Tanti dubbi sorgono anche riguardo alla solidità dell'esperienza di gioco. Senza sapere quante modalità ci saranno, come sarà strutturata l'avventura ed insomma quali saranno i contenuti con cui Rebellion vorrà presentarci al lancio, è difficile capire se Battlezone potrà rappresentare quel titolo solido e sostanzioso che tutti i possibili Early Adopters cercano disperatamente. Il team promette novità in tempo per l'E3: staremo a vedere!

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