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GamesCom 2016

Provato BioShock The Collection

Alla Gamescom di Colonia abbiamo potuto toccare con mano le riedizioni di BioShock, BioShock 2 e BioShock Infinite incluse in BioShock The Collection.

provato BioShock The Collection
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Giuseppe Arace Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d’avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

Al momento della sua release, nel 2007, il primo Bioshock venne salutato come il "nuovo Half-Life". Il motivo che avvicinava questo sparatutto al capolavoro Valve consisteva nella grandissima importanza riposta nel setting di gioco e nella sua imponente cornice narrativa, che in alcun modo sottraeva però mordente alla sostanza ludica. L'incredibile qualità della proprietà intellettuale di Irrational Games trasformò ben presto Bioshock in un titolo di culto, primo tassello di una bellissima trilogia, che comprende un discreto secondo capitolo (anello debole del trittico, guarda caso realizzato senza il supporto del creator director Kevin Levine) ed il meraviglioso Infinite. Nonostante la serie sia stata acclamata a furor di popolo e di critica, Irrational Games è stata costretta a chiudere i battenti: la sua eredità non merita però di essere dimenticata, ed è per questo che 2K ha deciso di proporre agli utenti Pc e console di corrente generazione una Collection che include le versioni riviste e corrette dei tre capitoli della saga. Alla Gamescom di Colonia ci sono stati dunque concessi solo pochi minuti per testare l'effettiva bontà del lavoro di restauro, prima dell'arrivo della versione completa, attesa su Pc, Xbox One e Ps4 il 16 settembre.

No Gods or Kings. Only Textures.

Rivedere la leggendaria sequenza introduttiva di Bioshock ha subito pizzicato le corde della nostalgia. Poco dopo essere precipitati in mare con il nostro aereo, dinanzi all'iconico faro che contraddistingue la serie, ci siamo guardati intorno per comprendere se tutto è rimasto esattamente come ce lo ricordavamo. E abbiamo immediatamente notato fiamme più vive, che divampavano dal relitto affondato, riflessi dell'acqua più scintillanti e un manto di texture parecchio più rifinito. Una volta entrati nel faro, poi, abbiamo con piacere salutato di nuovo anche la gargantuesca immagine di Andrew Ryan, che ci sovrasta e ci annichilisce, con l'ormai indimenticabile motto "Niente dei o padroni. Solo l'uomo". La possente statua non sembra soffrire troppo il peso del tempo, ed anzi pare levigata da un buon lavoro di riadattamento, che ne ha smussato alcune spigolature troppo accentuate e le ha restituito un colorito ancor più sgargiante rispetto al passato. La nostra discesa negli abissi dell'utopia di Ryan è stata poi coronata da una sensazionale panoramica di Rapture: la città subacquea ora è bella come non mai, i suoi palazzi svettano nei fondali con una pulizia ragguardevole, nobilitati inoltre da un intelligente uso dell'occlusione ambientale, che dona profondità alle ombre e ai riflessi del sole, filtrati dalla spessa coltre marina. Se il primo impatto con la metropoli sulla lunga distanza ci regala scorci da cartolina, una volta posato il piede sulla superficie il colpo d'occhio si è inevitabilmente affievolito. Rapture è figlia di un'architettura grafica vecchia di quasi dieci anni, e per quanto gli sviluppatori abbiano lavorato sodo per rimasterizzare interamente i codici del primo e del secondo Bioshock, permane ancora una leggera sensazione di vetusto e di stantio, soprattutto quando lo sguardo si sofferma sui contorni e sui bordi, per nulla ammorbiditi, ancora spigolosi e puntuti. Le geometrie di Rapture non hanno, prevedibilmente, subito lo stesso grado di perfezionamento del tappeto di texture: i poligoni mantengono quindi una certa rigidezza, e l'aliasing di tanto in tanto fa ancora capolino in qualche angolo della mobilia. Fortuna che almeno le facciate esterne dei palazzi e l'arredamento interno hanno ricevuto una buona rinfrescata, con pareti che presentano dettagli prima sommersi dalla polvere, valorizzati al meglio dalla nuova gestione degli effetti e delle fonti di luce. È la qualità del Full HD a fare davvero la differenza, a rendere più chiari i particolari degli ambienti e delle fogge dei vestiti, delle venature delle mani e delle inquietanti maschere degli psicopatici che vogliono rubarci l'ADAM.

I modelli poligonali, a loro volta, pur non avendo ricevuto un sostanziale incremento quantitativo, dispongono ora di animazioni più numerose e più fluide, nella gloria dei 60fps. Imbracciate le armi, inoltre, la rinnovata velocità di gioco ci ha permesso di apprezzare fasi shooting assolutamente reattive ed entusiasmanti, segno inequivocabile di come le meccaniche di gameplay del primo, grande Bioshock si mantengano ancora attuali. In sostanza, quindi, le differenze tra questa Collection e le versioni PS3 e Xbox 360 dei primi due capitoli della saga, sebbene non sembrino così evidenti di primo acchito, riescono comunque a migliorare notevolmente non solo il corredo visivo ma anche quello ludico. Poiché, durante la prova, il tempo stava inesorabilmente volando via, abbiamo poi deciso di abbandonare l'umidiccia atmosfera di Rapture e fare una rapida capatina nell'assolata Columbia, la città sulle nuvole. Diversamente dai primi due episodi, Infinite non è stato coinvolto nel processo di rimasterizzazione, questo perché, considerata la relativa giovinezza del titolo, il team ha preferito traslare la versione Pc su console, per un risultato, purtroppo, non proprio dignitoso. L'Unreal Engine 3 che architetta le strepitose costruzioni di Columbia non è stato ottimizzato a dovere e a risentirne in particolar modo è il frame rate. I cali, per quanto saltuari, ci sono parsi fin troppo presenti, specialmente durante gli scontri corpo a corpo e nei momenti di transizione tra un'area e l'altra. Inspiegabile poi il motivo per cui persistano imperterriti alcuni fastidiosi microscatti che paralizzano il gioco per una (percettibile) frazione di secondo quando si attiva il salvataggio automatico. Sul versante scenico, Infinite rimane sempre irraggiungibile, con scorci da mozzare il fiato e un'art design di soffocante maestosità, eppure avremmo gradito un alleggerimento delle scalettature quantomeno sui monumenti dello sfondo.

Resta indubbiamente da verificare a lungo andare la frequenza dei rallentamenti, nonché il loro impatto sul gameplay e sulla resa visiva generale. Rimandiamo pertanto il giudizio complessivo al momento in cui potremo visitare di nuovo Columbia, per più tempo, nella sua interezza.

BioShock The Collection A breve si riapriranno le porte di due tra le città più belle della storia del gaming: Rapture e Columbia. La Collection sviluppata dai ragazzi del team Blind Squirrel offre in versione budget un tour completo della trilogia di Bioshock, con in aggiunta il supporto a tutti i contenuti rilasciati fino a questo momento (tra cui i dlc Minerva's Den e Burial at Sea) più qualche gradito, inedito extra, come il “director's commentary” di Kevin Levine in persona. Il pacchetto è ricco ed invitante, sicuramente appetibile anche per chi possiede già le versioni base. Gli acquirenti Pc della prima ora, inoltre, riceveranno un update gratuito con le edizioni rimasterizzate degli episodi già presenti nelle loro librerie digitali. La nostra prima, fugace visita nella rinnovata Rapture ha messo in luce un buon potenziamento sul fronte della qualità grafica e del rendering, con un frame rate apparentemente stabile a 60fps e una risoluzione in 1080p. Varcate le soglie di Columbia, invece, abbiamo ritrovato una città dalla direzione artistica sempre magnifica, ma più sporca e singhiozzante dal punto di vista tecnico. Il prezzo ridotto del biglietto d'ingresso, però, ci invita già a fare le valigie, a riempirle di sogni e a prepararci ad un nuovo viaggio, per tornare il 16 settembre in queste straordinarie metropoli videoludiche, culla e cimitero delle utopie.

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