Provato Black The Fall

Un'avventura in silhouette che ci porta alla scoperta di un regime spietato

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Domenico Musicò Domenico Musicò ha un motto: "È più facile spegnere la luce dentro se stessi che disperdere le tenebre tutt'intorno". Col tempo ha capito di avere ragione, ma è disponibile a cambiare ancora idea. Chiedetegli consigli sulla musica prog, l'horror e tutto ciò che vi passa per la testa su Facebook e Google Plus.

Black The Fall è un titolo che ci porta alla scoperta di un mondo industrializzato e perduto, che vive all’ombra di uno stato totalitario,dove ognuno è visto come un potenziale nemico, una spia o un criminale. Nella mezza dozzina di livelli messi a disposizione dall’early access, l’avventura bidimensionale di Sand Sailor Studio fa capire esattamente quanto la sua atmosfera distintiva abbia un ruolo fondamentale all’interno di un sistema di gioco basato sui blandi ritmi di un atipico shooter a scorrimento, a cui vengono mescolati elementi stealth e puzzle ambientali.

Pitch Black

Senza memoria e inconsapevole delle circostanze che lo hanno confinato in quel luogo avvizzito e caduco, il protagonista senza nome di Black The Fall si ritrova improvvisamente libero dalla sua prigionia, fuori da quella grossa gabbia per animali che si dischiude innanzi a terreni abbandonati e antiche macchine di origini e funzionalità ignote. Per sopravvivere, bisogna uccidere spietatamente o essere coraggiosi abbastanza da capire quando è il momento di nascondersi dietro a un giaciglio per far passare oltre il nemico. L’incedere del gioco è lento e controllato; ben presto, oltre a un tubo di acciaio con cui avete accoppato i primi avversari, entrerete in possesso di armi infallibili come una precisa pistola e un fucile dalla gittata più limitata. Tramite il movimento del mouse è possibile direzionare le bocche da fuoco, mentre gli spostamenti, i salti e lo sprint del protagonista sono azioni eseguibili attraverso la classica configurazione da tastiera. Va però segnalata una certa farraginosità nel sistema di controllo e una risposta ai comandi un po’ pigra, assieme ad alcuni clamorosi bug che devono essere risolti prima dell’arrivo della versione finale. Si tratta principalmente di ragdoll impazzite, morti istantanee toccando un nemico che avete appena eliminato e hitbox poco raffinate: tutti problemi poco sopportabili e davvero brutti da vedere, che danno vita a situazioni talvolta comiche e imbarazzanti.

Considerando che il prototipo giocabile è stato messo a punto in otto mesi, e che il tempo che separa Black The Fall dall’uscita è ancora un’incognita, è chiaro come tutte queste sviste possano essere corrette senza troppi grattacapi. L’ossatura di gioco è ben sviluppata e lo stile grafico è identico a quello già idolatrato in Limbo, con note un po’ più cupe che fanno emergere tutta la disperazione di un popolo diventato ormai inumano e animalesco. Come dichiarato dagli sviluppatori, l’aspetto sociale del comunismo ha ispirato la natura comportamentale dei nativi: sembrano umani esattamente come il protagonista, ma differiscono da lui perché sono animati dal sospetto, dalla paura e dall’incertezza. E questo, avanzando lungo i livelli, è chiaramente evidente: spesso attaccano solo per evitare di essere uccisi; altre volte, invece, fuggono via urlando o rimangono ai margini della schermata in silenzio, immobili. Quasi senza respirare.

Sotto controllo

Alla fine di ogni livello vi verrà mostrato un diagramma circolare con tre ampiezze angolari variabili, a dimostrazione del fatto che il gioco tiene in considerazione il vostro modus operandi, che prevede un approccio spregiudicato armi alla mano, una completa dedizione allo stealth, o una soluzione mista. In questo accesso anticipato non esistevano conseguenze derivate dal comportamento in game, pertanto non è ancora chiaro se la valutazione sia un aspetto puramente statistico o se andrà a condizionare gli avvenimenti (o i finali) di Black The Fall. Quello che possiamo dirvi con certezza, è che tra un approccio e l’altro l’unica discriminante è rappresentata dai tempi di attesa, che si dilatano quando sosterete al coperto nei punti interattivi dello scenario. Gli enigmi ambientali, almeno in questi primi livelli, sono sembrati piuttosto elementari e incapaci di impensierire: si tratta perlopiù di elementi di sbarramento facilmente superabili tramite l’attivazione di qualche leva, o prestando attenzione alla pressione di pedane fisse. Gli sviluppatori promettono però più complessità, spiegando che la risoluzione di un problema può talvolta farne nascere un altro, o che l’operatività con gli elementi dello scenario non sarà sempre immediata.

Forte è la presenza di strani macchinari che si configurano talvolta come terribili trappole, altre volte come strumenti di controllo che fluttuano, osservano e si dileguano. Sembrano spiare i vivi e le loro azioni, come a volersi rassicurare delle loro misere condizioni; e sebbene i nativi li temano, pare quasi che il mondo di Black The Fall esista proprio grazie alla loro simbiosi. Il titolo spinge poi l’utente a esplorare i livelli in lungo e in largo, affinché possa trovare i numerosi segreti che coincidono molto spesso con parti di armi in grado di migliorare l'efficacia delle bocche da fuoco. Non parliamo esattamente di un sistema di crafting, ma più che altro della possibilità di potenziare gli oggetti. Un’altra caratteristica su cui Sand Sailor Studio sta lavorando è un sistema meteo in grado di variare ulteriormente il comportamento dei nemici. La presenza delle nuvole provoca una strana vibrazione al mondo di gioco, e i nativi cominceranno a essere influenzati dalla furia della natura. È così che alcuni resteranno in attesa, mentre altri diventeranno ferali quando un poderoso tuono illuminerà a giorno il cupo grigiore del cielo.

Black The Fall L’accesso anticipato di Black The Fall è poco più di una demo dimostrativa che dà una panoramica sugli aspetti basilari del titolo. È difficile farsi un’idea ben precisa del titolo, ed è difficile anche capire come le novità illustrate dagli sviluppatori verranno implementate. Tuttavia, nonostante a livello di gameplay non sia nulla di eccezionale, sotto il profilo artistico c’è sicuramente qualcosa di buono, e serpeggiano lungo l’avventura diversi sottotesti di protesta sociale che non possono essere presi sottogamba. Bisogna solo capire se il team rumeno riuscirà a coniugare al meglio tutti questi aspetti senza cadere nel banale e gettare così alle ortiche una buona intuizione.

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