Electronic Entertaiment Expo 2016
Electronic Entertaiment Expo 2016 Dal 14/06/2016 al 16/06/2016

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E3 2016

Provato Bloodstained: Ritual of the Night

Con una trionfale campagna Kickstarter alle spalle, Koji Igarashi torna protagonista della scena videoludica grazie a Bloodstained, erede spirituale di Castlevania. Abbiamo potuto metter le mani su di una versione dimostrativa del gioco.

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provato Bloodstained: Ritual of the Night
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
  • Wii U
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Dario Bianchi Dario Bianchi Accanito videogiocatore dall'età di 6 anni, Dario adora le emozioni e le forti suggestioni trasmesse dal mezzo videoludico. Quando non impugna un pad si dedica alla lettura, alla birra e al rock, accompagnato dalla sua amata Fender Telecaster! Lo trovate su Facebook e Twitter.

La spasmodica attesa per Bloodstained sta pian piano volgendo al termine. Atteso in un generico 2017, l'erede spirituale di Castlevania si mostra al booth Microsoft con una demo giocabile di discreta durata, consentendoci di valutare la qualità del lavoro svolto dal team capitanato da Koji Igarashi, forte di una campagna fondi Kickstarter di incredibile successo. L'obiettivo dello storico game designer è quello di poter offrire ai tanti fan della saga dei Belmont un prodotto che ne incarni tutte le peculiarità senza scendere ad alcun compromesso, e sopratutto senza doversi preoccupare di regole di mercato che spesso sconvolgono e stravolgono progetti solo per accontentare un pubblico quanto più vasto possibile. Alla luce di quanto provato, poter formulare un giudizio definivo su Bloodstained appare decisamente prematuro; eppure siamo abbastanza sicuri che i fan storici del brand Konami ritroveranno ben presto il sorriso con un'opera confezionata espressamente per il loro gusto.

Sangue in fondo al mare

Mentre attendiamo pazienti il nostro turno per poter provare la demo presso una delle tante postazioni presenti al booth Microsoft, un uomo dai lunghi capelli e con un cappello da bovaro dell'outsider australiano si avvicina alla fila, elargendo saggi consigli ai tanti giocatori impegnati. É Igarashi-san in persona, e noi non possiamo far altro che disturbarlo per un selfie al volo e per chiedergli qualcosa di più sullo stato dello sviluppo. Confermandoci che il titolo verrà pubblicato nel corso del 2017, ancora privo al momento di una data d'uscita precisa, ringraziamo il gentile game designer giapponese; tocca infatti impugnare il pad Xbox e testare con mano un intero stage, comprensivo di scontro finale con l'immancabile boss di turno. L'ambientazione della demo ci porta su di un cadente vascello in preda alla burrasca, sperduto in chissà quale oceano. La tempesta si abbatte crudele sul legno consumato dell'imbarcazione, mentre ci facciamo strada nella scricchiolante stiva. Un breve tutorial ci mostra le azioni di base che potremo compiere nei panni di Miriam: possiamo saltare, accucciarci, sfruttare una rapida scivolata per superare ostacoli o per colpire i nemici, schivare i colpi con uno strafe all'indietro, proprio come il buon, vecchio Alucard, e ovviamente attaccare con l'equipaggiamento di base. Sin dai primi istanti di gioco, Bloodstained ricorda Castlevania in maniera quasi spudorata: il font dei caratteri dei vari menu, il logo del level up, lo stile di determinate icone ci riporta alla mente i più bei classici 2d dell'amata saga, facendoci sentire subito a casa. Pur presentando una progressione bidimensionale, ricordiamo che Bloodstained sfrutterà l'Unreal Engine 4, e la resa finale del prodotto appare decisamente buona: ottime animazioni e un gustoso stile cell-shading affiancano ambientazioni discretamente dettagliate, abitate da mostri di varia natura: enormi meduse e imponenti cavalieri demoniaci presentano pattern d'attacco peculiari, imponendo di studiarne a fondo i movimenti prima di poterli attaccare.

Alcuni specifici avversari, una volta abbattuti, hanno rilasciato alcune "Shard of blood", schegge di sangue grazie alle quali abbiamo ottenuto poteri inediti: una nube tossica perfetta per coprire le brevi distanze, così come un getto di letali fiamme, da indirizzare con la levetta analogica destra, per delle meccaniche piuttosto semplici, legate ancora al consumo di mana, ma che grazie al rinnovato sistema di mira contribuiscono a rendere il combat system un po' più fresco e dinamico. Grande spazio anche per il loot: Miriam può essere equipaggiata con bandane speciali o armi di varia natura, che influiscono sul suo move set ma anche sul suo aspetto fisico. Nella demo abbiamo affettato qualche mostro con una spada corta, da alternare poi agli stivali da combattimento, i quali ci han dotato di colpi meno rapidi ma dalla maggiore gittata. Ritorna ovviamente la classica mappa di gioco, consultabile liberamente ogni qual volta sentiamo la necessità di orientarci: recuperando a piene mani la propria estetica da quella dei tanti Castlevania, l'utilissima cartina si è rivelata ottima per scoprire un paio di passaggi segreti, i quali ci han mostrato l'implementazione di una timida interazione ambientale. Sparsi per i corridoi della nave troviamo infatti alcuni cannoni arrugginiti, da riattivare con l'utilizzo della fiamma: le potenti bocche da fuoco spareranno un proiettile, grazie al quale aprire scorciatoie o svelare stanze nascoste, nelle quali trovare forzieri pieni di pozioni o eteri da consumare all'occorrenza. Esplorata per bene la nave, non ci rimaneva altro da fare che dirigerci verso la stanza del boss: un'enorme e mostruosa signora degli oceani ci attacca, tentando di stritolarci coi suoi lunghi e velenosi tentacoli.

Enormi fauci tentano di masticare il corpo della nostra Miriam, mentre studiamo le mosse nemiche e organizziamo di conseguenza l'offensiva: il combattimento si rivela piuttosto canonico, dividendo lo scontro in tre fasi distinte, ciascuna caratterizzata da pattern specifici del boss, per una battaglia piuttosto facile da portare a casa, quasi certamente per consentire a tutti di poter terminare la demo.

Bloodstained: Ritual of the Night Conclusa la nostra prova possiamo tranquillamente affermare che chiunque bramasse un nuovo Castlevania bidimensionale rimarrà certamente soddisfatto da Bloodstained. Certo, vi sono ancora troppi elementi da dover valutare con più tempo a disposizione, quali difficoltà generale del titolo (qui tarata decisamente verso il basso), varietà di nemici e location, caratterizzazione dei personaggi e profondità del sistema di gioco. Non guasterebbe qualche miglioria anche sul versante tecnico, se non altro relativa alle texture, al momento non sempre definite come ci si potrebbe aspettare. Ma la sfida più grande per Igarashi e soci sarà quella di proporre un universo che riesca ad eguagliare il fascino gotico e mortifero della saga Konami, che, in relazione a quanto mostrato, sembra distanziare Bloodstained di qualche misura in quanto ad atmosfera e bellezza. Grazie però ad una struttura tradizionale, non contaminata da pressanti e fuorvianti esigenze di mercato, Bloodstained ha tutte le carte in regola per potersi imporre come nuovo araldo del genere, e non riusciamo ad immaginare migliore interprete di Igarashi per riuscire nell'ardua impresa. Restate con noi per tutti i futuri aggiornamenti.

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