TGS 2014

Provato Bravely Second

La rinascita degli RPG classici secondo Square-Enix: capitolo due.

provato Bravely Second
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

A parziale risarcimento delle cocenti delusioni di chi non ha proprio mandato giù la svolta action di Final Fantasy (una svolta che, bisogna metterselo in testa, continuerà anche con il quindicesimo capitolo), Square-Enix ha pubblicato un paio d'anni fa Bravely Default, RPG classico nello stile e nella struttura, capace di valorizzare in maniera ineccepibile un combat system a turni antico solo all'apparenza.
Le brillanti trovate dei game designer nipponici, assieme ad uno stile che riscopriva il piacere del fantasy tradizionale e del chara-design barocco, hanno mandato in visibilio i fan di lungo corso, che non hanno perso tempo a chiedere un seguito. L'annuncio di Bravely Second è arrivato poco dopo la pubblicazione occidentale del primo titolo, lasciandoci dunque soddisfatti per la nascita di una saga ruolistica dalle grandi promesse.
Al TGS 2014 abbiamo potuto finalmente mettere le mani su una demo dell'RPG delle meraviglie, per scoprire quale sia la strada che questo sequel ha deciso di imboccare. Abbiamo scoperto un prodotto molto conservativo, con novità soprattutto contenutistiche e miglioramenti generali sul fronte dello stile e della struttura.

Tradizionalismo d'eccezione

La demo si apre in uno dei molti villaggi che il nostro party visiterà nel corso della sua (ancor misteriosa) avventura, ambientata diversi decenni dopo gli avvenimenti del primo capitolo. Posare gli occhi sul Bravely Second fa ancora lo stesso effetto che ebbe il suo predecessore: sullo schermo del 3DS si materializza uno scorcio dai tratti leggeri, come fosse dipinto con morbide pennellate di acquarello e valorizzato in maniera eccellente da uno dei migliori effetti 3D mai visti sul portatile Nintendo. La telecamera inquadra dapprima tutta l'area, che esibisce la sua bellezza architettonica come un intricato diorama virtuale, e poi si concentra sul protagonista non appena spostiamo la leva analogica per controllarne i movimenti. Il borgo medievale sorge ai margini di una foresta, e si inerpica sul costone di un monte coi suoi muretti bianchi e le scalinate, in un gorgogliante rifiorire di dettagli che non può lasciare indifferenti.
La città è abbastanza estesa e la mappa sembra un po' più contorta rispetto a quelle del primo capitolo, e non appena mettiamo piede nell'area che circonda il villaggio, abbiamo conferma che il team di sviluppo ha lavorato molto sulla qualità del level design. Anche la mappa del dungeon, infatti, è piuttosto labirintica, con qualche bivio che ci invita ad esplorare attentamente i paraggi, conducendoci magari a qualche forziere ben nascosto. La foresta è attraversata da due sentieri posti ad altezze diverse, che si intrecciano e si incontrano a più riprese, riuscendo apparentemente a scacciare la linearità della progressione.

Il piatto forte di Bravely Second, comunque, resta sempre il sistema di combattimento, mutuato integralmente dal primo capitolo. Il titolo torna a mostrare la sua predilezione per un classicismo insistito, “rotto” però dalla presenza delle opzioni "Brave" e "Default".
Utilizzando queste due voci è possibile avere un controllo particolare sul ritmo degli scontri, decidendo ad esempio di far compiere ad uno dei nostri personaggi fino a quattro turni in uno, oppure di lasciarlo inattivo per guadagnare in sostanza dei “crediti” che potranno essere spesi nei turni successivi, per compiere più azioni alla volta.
Questo sistema è dotato di un'enorme profondità tattica, dal momento che il giocatore può letteralmente piegare a suo favore l'andamento delle battaglie.
Il gameplay di Bravely Second, comunque, sembra tale e quale a quello del suo predecessore. Per fortuna Square-Enix, nel momento in cui ha deciso di inserire nuovi “job” per i personaggi principali, ha deciso di ampliare ulteriormente le possibilità strategiche a disposizione dell'utente.
Nella demo del TGS, ad esempio, abbiamo provato la nuova classe Wizard. Rispetto ai classici Maghi, questo “Stregone” ha una maggiore libertà decisionale. Prima di eseguire un attacco, infatti, deve decidere a quale elemento legarlo (fulmine, fuoco o ghiaccio), e poi determinare che tipologia di incantesimo vuole lanciare. E' possibile selezionare il comando Burst per avere un effetto ad area e danneggiare tutti i nemici, oppure il più tattico Mist: evocando questa nebbia magica non si infliggeranno danni sul momento, ma il miasma elementale resterà sul campo di battaglia per tre turni, danneggiando gli avversari lentamente, come una nube velenosa (ovviamente tenendo conto di forze e debolezze dei nemici nei confronti dell'elemento scelto).
E' anche possibile selezionare un terzo tipo di attacco, diretto esclusivamente ad un singolo avversario, che ha la particolarità di andare a segno prima di qualsiasi altro colpo del turno in questione.
La classe “Wizard”, insomma, sembra garantire al giocatore un'enorme libertà strategica, anche se tutti gli incantesimi costano 2BP: la comodità di avere a disposizione un ampio ventaglio di tattiche si paga quindi con un personaggio che costringe a ragionare più attentamente sull'uso di Brave e Default.
Chissà se anche la nuova classe presentata, ovvero quella del “Tomahawk” (purtroppo non giocabile al TGS), proporrà delle caratteristiche simili: sulle prime sembra voler mescolare attacchi a distanza con colpi ravvicinati, grazie ad un'arma che assomiglia ad un incrocio fra una balestra ed un'ascia.

La nostra prova con Bravely Second, purtroppo, non ci ha messo di fronte a nessun'altra novità. Abbiamo però riscoperto il character design veramente riuscito, che come sempre mescola lo stile "deformed" di tanti congeneri con un gusto barocco e ricercato che sembra uscito da Vagrant Story.

Bravely Second End Layer E' chiaro fin da subito che con Bravely Second, Square-Enix vuole correre pochi rischi e presentare un titolo quanto più possibile vicino all'offerta del primo capitolo. E, per il momento, va benissimo così: dal combat system allo stile artistico, in Bravely Default tutto era al posto giusto, e non possiamo che gradire un nuovo episodio conservativo. Soprattutto se c'è qualche nuova classe legata ad opzioni strategiche discretamente interessanti ed un design dei dungeon più articolato. Speriamo che anche la struttura della main quest si spinga ad esplorare nuove soluzioni, e restiamo in attesa di scoprire come saranno implementate le caratteristiche social della produzione, importantissime nel primo episodio.