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Giochiamo in diretta con questa avventura dalle tinte oscure

Provato Brigador

Un arcade che si ispira a Desert Strike, riprendendone la formula a mettendo il giocatore nei panni di un pilota di mech, all'assalto di ambientazioni cyberpunk che sembrano uscite da Syndicate.

provato Brigador
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  • Pc
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

La sezione dedicata ai titoli in Early Access su Steam continua ad arricchirsi di nuove produzioni. Inizia però ad essere complicato discernere tra prodotti effettivamente incompleti, che necessitano del feedback dei fan per evolvere la loro formula nel migliore dei modi, e altri che tentano semplicemente una strada verso il successo meno accidentata di altre, almeno in termini di visibilità. Brigador fa sicuramente parte del primo gruppo: il suo stato di lavorazione è ancora parziale e il team di sviluppo ha annunciato la pubblicazione di un aggiornamento ogni venerdì, in modo che la comunità possa provare a fondo nuove feature e contenuti tutti i fine settimana. Una premessa doverosa, per un titolo acerbo ma che si poggia già su basi molto solide.

Blast from the past

La fonte di ispirazione primaria di Brigador è sicuramente Desert Strike, arcade di Electronic Arts dell'era 16 bit e che ha dato la luce a numerosi seguiti. Tra questi ce n'è uno in particolare che a tutti gli effetti fa parte della serie, ma non ha un titolo che lo colloca in quel filone: Future Cop LAPD. Brigador prende il meglio di entrambe le produzioni, proponendosi con un feeling spiccatamente arcade, nel quale proiettili ed esplosioni dominano lo schermo. Da Desert Strike proviene la visuale e gran parte del gameplay, mentre Future Cop LAPD è stato preso come fonte di ispirazione per l'atmosfera e per la presenza di un mech, mezzo che il giocatore avrà l'opportunità di guidare per portare a compimento missioni apparentemente impossibili. Attualmente tali missioni vengono generate dal motore di gioco, scegliendo una delle tre ambientazioni disponibili, tutte in notturna e con un feeling che sembra provenire dal primo, storico Syndicate. Le notti di Brigador sono infatti scure ma illuminate da luci al neon, che squarciano le tenebre tra costruzioni futuristiche di chiaro stampo Cyberpunk. Scelta la tipologia del proprio mezzo, le due armi in dotazione e una sorta di dispositivo aggiuntivo che può garantire una temporanea invisibilità, si viene immediatamente trasportati sul campo di battaglia. Come in Desert Strike, la visuale è isometrica e permette di inquadrare gli ambienti da una prospettiva leggermente rialzata, fattore che permette di pianificare le proprie mosse con una certa strategia, sfruttando elementi quali palazzi, caseggiati ed oleodotti come scudo contro il fuoco nemico. Ogni scenario ha obiettivi multipli e può essere completato in vari modi: il più semplice consiste nel raggiungere ed abbattere tre postazioni di fuoco fisse, talmente grandi da venire utilizzate per sparare direttamente nello spazio. La posizione di tali armi è sempre indicata sull'interfaccia e basta seguire le icone poste al bordo della schermata per raggiungerle e tentare di distruggerle. In alternativa è possibile cercare di bloccare le forze nemiche distruggendo i mezzi di tre differenti generali che presidiano le mappe delle missioni. Anche in questo caso l'interfaccia di gioco viene in aiuto, ponendo un'icona specifica che segnala la presenza di un generale su un mezzo nemico, in modo da sottolinearne l'importanza nell'ecosistema di uno scontro a fuoco. Un'altra icona specifica è invece dedicata alle unità sentinelle: quelle che, se non distrutte in maniera molto rapida, possono far scattare l'allarme, attirando quindi altre unità che inevitabilmente renderanno parecchio difficile la sopravvivenza del giocatore.
Il sistema di controllo prevede una gestione indipendente delle gambe e del torso del proprio mezzo: la tecnica base di combattimento consiste quindi nel muoversi in una direzione facendo fuoco in un'altra, in modo da compiere traiettorie il più complesse possibili.

Le gambe si controllano da tastiera, con il classico WASD che permette gli spostamenti tipici da carro armato, come se i due arti inferiori fossero dei veri e propri cingoli. La rotazione del busto segue invece il puntatore del mouse, permettendo quindi di far fuoco sfruttando il tasto sinistro e destro, con l'arma speciale collegata ad un click della rotellina di scorrimento. Inizialmente non è semplice abituarsi alle movenze del mech ma dopo poche missioni si riesce a dominarne i controlli, lanciandosi quindi in attacchi a testa bassa, alternati ad ritirate utili a cercare una copertura, soprattutto quando le armi più potenti come i lanciamissili o quelle ad energia sono nella delicata fase di ricarica. Le coperture rappresentano quindi un elemento importante, ma bisogna usarle con attenzione: ogni elemento dello scenario, dalla più piccola auto parcheggiata ad un imponente complesso residenziale, possono essere rasi al suolo. Ovviamente la resistenza dei vari elementi è differente e per cercare di aprirsi una varco è possibile sfruttare un piede del mech, che può produrre una sorta di onda d'urto al contatto col suolo. Girare intorno ad un grattacielo, utilizzandolo per assorbire il fuoco di copertura di un carro armato nemico, per poi balzare fuori e freddarlo con un missile, è quindi una manovra all'ordine del giorno, da imparare ad eseguire con rapidità e precisione. L'unico problema legato ai controlli è di natura grafica: poiché il gioco si svolge perennemente in notturna, l'unico modo per capire a colpo d'occhio l'orientamento del mezzo è dando un'occhiata alle luci che sono montate sulla parte frontale. Le gambe illuminano infatti la porzione di terreno verso la quale ci si sta dirigendo, mentre con il torso è più semplice, in quanto sono presenti due linee che mostrano la traiettoria di fuoco, arcuata per le armi da lancio. Il problema risiede quindi nel direzionamento delle gambe, in quanto la luce è comunque poco visibile.

Probabilmente sarebbe utile avere un indicatore aggiuntivo a livello di interfaccia, in quanto spesso non si riesce a percepire in maniera istintiva in che direzione il mezzo è rivolto, fattore che può fare la differenze tra la vita e la morte in momenti particolarmente concitati. Considerando che il team è al lavoro sul progetto, però, molto probabilmente una richiesta simile verrà presa in esame è accontentata in un prossimo update.

Brigador Brigador è immediato, divertente, quasi ignorante in quanto ad esplosioni, adrenalina e mancanza di trama. È molto vicino ad un arcade vecchio stampo, se non fosse per la necessità di dover pianificare le proprie mosse per poter sopravvivere, ragionando rapidamente e mettendo in pratica strategie vincenti in pochi istanti. Stupisce quindi che una versione console non sia stata ancora annunciata, in quanto il gameplay sarebbe adatto anche e soprattutto ad un'utenza abituata ad un minor tasso di profondità, a fronte di maggior spettacolarità.

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