Heavy Rain Oggi alle ore 17:00

Alessandro Bruni si cimenta in una speciale Suicide Run!

Provato Brut@l

Brut@l colpisce per lo stile particolare con cui è realizzata la grafica del gioco: i personaggi, le armi e gli oggetti disseminati all'interno degli scenari sono infatti composti interamente con caratteri ASCII.

provato Brut@l
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Presentato ufficialmente nel corso dell'ultima PlayStation Experience, Brut@l colpisce anzitutto per lo stile abbastanza particolare con cui è realizzata la grafica di gioco. I personaggi, le armi e gli oggetti disseminati all'interno degli scenari sono infatti composti interamente con caratteri ASCII. Evitiamo fraintendimenti: Brut@l è un action con grafica tridimensionale (non aspettatevi quindi un gioco come l'assuefacente Candy Box), ma tutti i modelli sono assemblati con stanghette di lettere maiuscole, la pancia tonda dei caratteri minuscoli, il vortice preciso della @ o gli intrecci spericolati dell'ampersand. Il team di sviluppo, l'esordiente StormCloud Games, gioca in maniera elaborata e intelligente con l'essenza diremmo "tipografica" della produzione, quando ad esempio - alla pressione del touchpad - la mappa di gioco si manifesta come un intreccio fitto fitto di linee e caratteruzzi, in cui una "Z" indica la posizione degli zombie ed una "F" rappresenta invece la fiamma di una torcia o di un focolare. Sostenuto da questa creativa "ossessione" per il littering, Brut@l si presenta in buona sostanza come un semplice action roguelike, molto meno incattivito rispetto ad altri fautori del permadeath, e più concentrato invece sul crafting e sul sistema di progressione del personaggio.

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L'obiettivo di ogni partita a Brut@l sarà quello di esplorare i 26 piani di un insidioso labirinto (ce n'è uno per ogni carattere dell'alfabeto inglese), ed affrontare il faccia a faccia il boss che si nasconde nelle profondità del dungeon. Ad ogni game over si riparte dal principio ma, per quel che abbiamo avuto modo di vedere, il il gioco preferisce non mettervi i bastoni fra le ruote con una difficoltà proibitiva: arrivare alla fine è un'impresa molto meno punitiva di quanto non lo sia in Rogue Legacy o Faster Than Light. A tenere impegnato il giocatore sarà più che altro la conformazione intricata dei piani e la necessità di esplorarli con metodo; il replay value sarà invece garantito dalla generazione completamente procedurale del dungeon. In fatto di gameplay, Brut@l è un action abbastanza classico, con un ritmo non eccessivamente spedito. Per avere la meglio dei nemici bisogna alternare parate, semplici combo eseguite con la pressione ripetuta di un tasto e attacchi speciali, che cambiano a seconda della classe selezionata. Le quattro da cui è possibili scegliere sono le stesse del dungeon crawler più famoso di sempre (Gauntlet, ovviamente): amazzone, ladro, guerriero e mago hanno quindi caratteristiche e skill specifiche. Dimostrandosi una guerriera capace di adattarsi a varie situazioni, l'amazzone che abbiamo impersonato nel corso della nostra prova poteva imbracciare armi di ogni tipo, e aveva a disposizione uno scudo da lanciare contro gli avversari nel caso in cui fosse preferibile un approccio dalla distanza. Scendendo di piano in piano sarà possibile salire di livello e potenziare le abilità del nostro personaggio, magari scegliendo quelle che meglio si sposano con la dotazione del nostro compagno (la cooperativa -esclusivamente locale- per due giocatori sembra la modalità in cui Brut@l può dare il meglio di sé). Un altro elemento discretamente importante è il crafting, anche lui influenzato dalla passione tipografica del team di sviluppo. Le materie prime con cui potremo costruire nuove armi, e glifi per incantarle, saranno proprio i caratteri ASCII che recupereremo in giro per lo scenario.

Così la stanga di una I si trasformerà nell'elsa di una spada, mentre una M illuminata da una fluorescenza bluastra sarà perfetta come runa magica per infondere nell'arma il potere del fulmine. Ci sarà anche una schermata per preparare strane pozioni dagli effetti misteriosi, ma non abbiamo ancora avuto modo di approfondire. La nostra breve prova ci ha mostrato una buona varietà di situazioni: fra trappole da evitare, labirinti in cui perdersi, sequenze platform e pattugliamenti metodici alla ricerca di una chiave, assediati da zombi che possono essere uccisi solo con il fuoco, arcieri e guerrieri armati di scudo, i piani che abbiamo affrontato si sono rivelati molto divertenti. Brut@l, in ogni caso, presenterà un editor che permetterà agli utenti più creativi di costruire i propri livelli e condividerli online, approntando così labirinti mefistofelici con cui tormentare altri avventurieri.

Brut@l Per i ragazzi di Stormcloud Games l'importanza tributata ai caratteri ASCII non è solo una scelta stilistica, ma una precisa dichiarazione d'intenti: Brut@l è infatti definito come “una versione moderna dei primi, ancestrali dungeon crawler”. Con un'estetica che ricorda quella di Tron ed una level design che, pur essendo procedurale e generativo, non ci è sembrato troppo triviale, il titolo potrebbe rappresentare un acquisto interessante soprattutto per chi cerca un'esperienza vecchio stile da giocare in compagnia di un amico. Le meccaniche da GDR che fanno da sfondo alla progressione, piene di tocchi di classe come quello delle lettere che fungono da materie prime, rappresentano un buon incentivo ad esplorare i 26 piani del dungeon. Ovviamente il pericolo che sulla lunga distanza Brut@l possa risultare monotono è dietro l'angolo: a tal proposito, aspettiamo di dare un'occhiata all'editor e ai livelli costruiti dai giocatori.

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