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Provato Call of Duty Black Ops 3

Invitati a Milano da Activision, abbiamo avuto nuovamente modo di incontrare i ragazzi di Treyarch, provare un breve estratto della campagna e scoprire qualche novità sulla modalità Zombie.

provato Call of Duty Black Ops 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Come ogni anno, l'ormai imminente nuovo capitolo della saga di sparatutto più venduta e celebre al mondo si è svelato al pubblico un tassello alla volta. Ormai, di Call of Duty: Black Ops 3 abbiamo imparato a conoscere un comparto online competitivo volto a rinnovare anche radicalmente alcune meccaniche della serie, introducendo con gli Operatori equilibri inediti rispetto al passato. A rimanere invece in disparte è stata la campagna singolo giocatore, che finalmente abbiamo potuto provare a Milano durante un evento organizzato da Activision. Jason Blundell, director della modalità storia e dello Zombie Mode, ci ha guidato alla scoperta di una trama ormai completamente proiettata nella guerra del futuro.

Ubersoldat

Terminati i lavori su Black Ops 2, il team di Treyarch dedicato alla modalità singolo giocatore ha cominciato immediatamente a pianificare la storia del successivo capitolo, chiedendosi quali potessero essere le naturali evoluzione di quel preciso scenario geopolitico. Avvalendosi delle conoscenze di diversi esperti in materia, Jason e il suo team hanno immaginato un prossimo futuro dove le bioingegnerie diventeranno fondamentali per l'evoluzione umana (un qualcosa che ha certamente delle solide radici nella nostra realtà quotidiana). Dai classici impianti cibernetici sino a integrazioni ancora più complesse dell'elemento artificiale all'interno dell'ospite umano, il tutto finisce per porre grandi dilemmi morali. Un atleta dotato di gambe artificiali potenziate può vincere le Olimpiadi? La tematica naturalmente scatena accesi dibattiti globali, mentre gli anni passano e le multinazionali sfornano prodotti sempre più raffinati, economici, alla portata di (quasi) tutti. Ma c'è anche un'altra ricerca in corso: lontano dagli occhi dell'opinione pubblica, le multinazionali produttrici di impianti mettono le loro tecnologie al servizio non solo degli eserciti di maggiori paesi mondiali, ma anche di ben più losche aziende fornitrici di mercenari. Qualche leak di informazioni trapela grazie allo Snowden di turno, ma ormai è troppo tardi. La storia di Call of Duty: Black Ops 3 si ambienta poco prima dell'anno 2100, partendo dalle premesse fin qui esposte, e metterà il giocatore nei panni di un militare dotato di impianti e relative abilità di combattimento aumentate. Naturalmente, anche i nemici che ci troveremo ad affrontare godranno del medesimo trattamento, e nemmeno saranno tutti umani: tra droni, robot bipedi e torrette automatiche, le minacce artificiali certo non mancheranno. L'accesso ai poteri speciali sarà possibile in tempo reale grazie ad un menu circolare, così da mantenere sempre alto il ritmo di gameplay tipico della serie. Per quanto ci è stato possibile vedere, le skill a disposizione del giocatore rappresentano una classico mix di soluzioni ampiamente già viste in altre produzioni, da un'onda d'urto in grado di sbilanciare gli avversari, sino alla possibilità di far detonare i robot nemici, oppure asservirli per qualche secondo. E' chiaro che un comparto tanto esteso di abilità speciali sia stato pensato sia per aggiungere qualcosa di diverso al consueto run & gun proposto dalla saga, sia come culmine di un percorso cominciato con Advanced Warfare, il capostipite del filone "guerra del futuro". D'altra parte, ad una trama apparentemente articolata si affianca la possibilità di affrontare da subito tutte le missioni, senza dover seguire un naturale ordine cronologico: solo in fase di recensione potremo valutare gli effetti di questa scelta inaspettata.

Purtroppo, la brevità dell'hands on al quale abbiamo potuto partecipare non ci ha permesso di farci un'idea approfondita sull'impatto delle novità apportate: la brevissima sequenza provata in cooperativa a due giocatori poteva essere tranquillamente completata senza mai aprire il menu delle abilità, ma semplicemente correndo e sparando come da tradizione, dunque attendiamo la versione definitiva del gioco per un parere completo in tal senso. Anche l'idea di proporre la campagna singolo giocatore in un formato che si adatti ad una cooperazione online fino a quattro giocatori rappresenta, sulla carta, uno dei punti di forza di questo Call of Duty, ma andranno valutati gli effetti a livello di level design e gameplay quando la medesima esperienza verrà affrontata in solitaria, oltre alla capacità della trama di adattarsi alla presenza di più di un giocatore. Per quanto abbiamo potuto vedere, i livelli sembrano presentare dimensioni decisamente maggiori rispetto a quanto visto nei precedenti capitoli della saga, ma sono tutte considerazioni che andranno confermate in fase di prova finale. A livello invece di struttura, durante la presentazione ci è stato mostrato il livello che farà da hub tra una missione e l'altra, una sorta di accampamento militare diviso in stanze dove sarà possibile gestire attivamente il proprio equipaggiamento, ammirare le medaglie sbloccate e selezionare la successiva missione da intraprendere. Quando altri giocatori si uniranno in cooperativa, potranno anche loro aggirarsi liberamente nella Safe House dell'ospite, una soluzione che sicuramente andrà ad aumentare l'immersività delle sessioni online. Inoltre, la scelta dell'equipaggiamento e delle augemntation da portare in campo giocherà un ruolo strategico determinante a livello di gameplay, dato che vi saranno tre diverse build disponibili (dette Cybercore), una dedicata al controllo dei nemici robotici, una offensiva, e una destinata a migliorare la propria mobilità. Dal punto di vista tattico, l'idea è interessante, e andranno valutate le effettive ripercussioni sul gameplay.


Swing & Zombies

Come anticipato, Jason Blundell è a capo del team che si è occupato anche della nuova modalità Zombie, questa volta nota come "Shadows of Evil". In qualità di ideatori dell'intero concept ai tempi di World at War, i ragazzi di Treyarch si sentono particolarmente responsabili della buona riuscita, e per Call of Duty: Black Ops 3 hanno deciso di fare le cose ancora più in grande. Il cast di quattro personaggi questa volta sarà legato da una storia (naturalmente assurda) ambientata negli anni cinquanta, tra musiche swing e un tocco di noir. Un investigatore privato in pieno stile hard boiled, una ballerina presso locali poco raccomandabili, un illusionista fallito (Jeff Goldblum) e un pugile ridotto più o meno come il Butch di Pulp Fiction (Ron Perlman): questi sono i quattro personaggi i cui destini ormai sul baratro verranno cambiati dall'incontro con lo Shadow Man, un misterioso personaggio che darà loro un'ultima chance di redenzione. Ovviamente, ma questo lo sapevamo già, la via verso il perdono comprenderà il massacro di orde di zombie. Per quanto le nuove meccaniche di gioco non ci siano ancora del tutto chiare, guardando alcuni dei video mostrati durante la presentazione abbiamo notato alcune particolarità, come la costante presenza nei livelli di un distributore di cicche (naturalmente in stile dell'epoca): ad ogni gomma colorata corrisponderà uno speciale perk che per qualche secondo andrà a potenziare gli attacchi, aggiungendovi effetti decisamente pirotecnici. Non avendo potuto effettuare prove dirette sulla modalità Shadows of Evil, tralasciamo per il momento qualunque considerazione sul gameplay, limitandoci a notare con Treyarch abbia fatto apparentemente un buon lavoro per caratterizzare al meglio la trama nonsense e l'ambientazione. Da notare inoltre come Call of Duty: Black Ops 3 comprenderà anche una seconda campagna dedicata ai non morti: "The Giant" andrà a recuperare i personaggi originali visti in Black Ops 2, proseguendo la narrazione degli eventi visti nella mappa Origin.

Call of Duty Black Ops 3 Call of Duty: Black Ops 3 appare come il naturale proseguimento del percorso imboccato con Advanced Warfare e successivamente ereditato da Ghosts: lasciati i campi di battaglia contemporanei, la serie ha ormai abbracciato senza remore i contesti futuristici, modificando di conseguenza il suo gameplay. La frenetica formula sparatutto classica e pura dei capitoli precedenti cede il passo a una struttura contaminata dall'introduzione degli Specialisti e della cooperativa online, i quali portano ad un allargamento dei livelli e a un gameplay dove le armi da fuoco non rappresentano più l'unico strumento di confronto con gli altri giocatori e l'intelligenza artificiale. Al momento, anche considerata la natura tutto sommato espositiva di questo evento milanese, comprendere quanto a fondo questa linea evolutiva impatterà sul prodotto finito è ancora difficile. Ottime impressioni per quanto riguarda la modalità Zombie: ben conscia del successo riscosso nel corso degli anni, sembra che Treyarch abbia deciso di investire ancora più risorse in questo ambito, con effetti promettenti. L'uscita di Black Ops 3 è fissata al prossimo 6 novembre, al verdetto finale non manca poi molto, rimanete con noi.