Provato Call of Duty Black Ops 3 - Multiplayer

Da sempre fulcro portante dell'esperienza di gioco di ogni Call of Duty, il Multiplayer di Black Ops 3 si lascia giocare, inaspettatamente, il giorno del reveal e su Ps4. Corse sui muri, Jetpack, armi speciali: scopri tutte le novità.

provato Call of Duty Black Ops 3 - Multiplayer
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Quando Activision ci ha invitati a Santa Monica per dare un'occhiata al nuovo Call of Duty, pochi giorni dopo aver rivelato che il capitolo affidato a Treyarch sarebbe stato Black Ops 3, non ci saremmo mai aspettati di poter mettere direttamente le mani sul multiplayer competitivo.
Non succede quasi mai che al momento del reveal un Call of Duty sia disponibile in forma giocabile, e spesso ci tocca tornare a casa giusto con le prime informazioni rimandando la prova a data da destinarsi (quasi sempre se ne parla alla Gamescom).
Stavolta, però, lasciarci giocare con Black Ops 3 era davvero l'unico modo per convincerci che, nonostante tutte le novità introdotte, le cose funzionano ancora.
Mentre il team ci raccontava di aver aggiunto la possibilità di correre sui muri (che sembra uscita da Titanfall) ed un sistema di selezione di personaggi e abilità speciali (che ricorda quello di Overwatch), avevamo davvero paura che il tutto potesse trasformarsi in un miscuglio poco omogeneo e parecchio confusionario. E invece no: pad alla mano Black Ops 3 ha saputo incuriosirci, confermando l'amore per i ritmi esagitati ma anche le buone qualità di multiplayer stimolante e ben calcolato. Ferma restando l'incompatibilità di fondo con chi apprezza ritmi più tattici e ragionati, Black Ops 3 arriverà questo autunno con qualcosa di nuovo da dire.

Largo agli specialisti

La premessa è d'obbligo: senza avere a disposizione tutte le armi, e senza il tempo per testare a fondo le varie combinazioni di Perk e Gadget nel sistema Pick 10 (di ritorno direttamente da Black Ops 2), non è possibile parlare oggi di bilanciamento, di time to kill, e capire insomma se il titolo Treyarch riuscirà ad evitare il rischio, sempre presente, di trasformarsi nella “fiera dell'one-shot” (qualcuno ha detto Ghosts?).
Fatto sta che, tra i due team storici che si sono alternati allo sviluppo di CoD, lo studio di Santa Monica è quello che regolarmente ha posto più attenzione a questi aspetti, sfornando prima l'originale Black Ops (il capitolo più riuscito dopo il primo Modern Warfare?) e poi il discreto sequel, più calcolato dei due episodi che l'hanno rispettivamente seguito e preceduto.
Nonostante il compito di far coesistere tutte le novità di Black Ops 3 sia difficile, quindi, Treyarch si merita un po' di fiducia in questa “fase di studio”. Anche perché, stavolta, gli utenti potranno provare il multiplayer anzitempo, grazie ad una beta a cui avrà accesso chi preordina il gioco (la data è ancora da confermare, ma punteremmo sulla fine di giugno).
Il primo elemento inedito di Black Ops 3 è il sistema di movimento completamente riscritto. Sprint infinito, un jetpack per allungare le traiettorie dei salti (che per fortuna non assomigliano agli scatti delle Exo Suit), una “wallrun” molto simile a quella di Titanfall e persino una scivolata più lunga del solito, durante la quale è possibile persino mirare lateralmente. Non vi basta? Al tutto si aggiunge la possibilità di nuotare, tuffandosi negli specchi d'acqua che potrebbero essere presenti in alcune mappe.
Non è facilissimo digerire sul colpo tutte queste novità, e i più maligni non esiteranno a dire che Treyarch abbia scopiazzato in giro. In verità una volta in azione si scopre che i ritmi di gioco sono molto simili a quelli a cui siamo abituati. La corsa sui muri è un'opzione che non monopolizza le attenzioni dell'utente, coordinandosi con il level design in maniera molto diversa rispetto a quanto non facesse nello sparatutto targato EA. Resta una possibilità in più, da sfruttare in specifiche aree delle mappe e solo quando siamo sicuri di non essere sotto tiro, ma non diventa mai prioritaria o sovrasfruttata. La scivolata sostituisce in maniera più che degna il tuffo in salto, rappresentando per gli utenti più abili uno strumento efficace per fregare ­qualche avversario, mentre il jetpack è utile per muoversi con poche costrizioni, ma in maniera meno scattosa rispetto ai salti degli esoscheletri EXO.

Complice anche una dimensione abbastanza contenuta delle mappe di gioco, l'azione è incalzante, e raggiungere i “punti caldi” della mappa è sempre questione di pochi secondi. Per il momento gli scontri sono stimolanti, rapidi ma -diremmo- non fulminei. Da Black Ops 2 torna non solo il già citato Pick 10 (e pure il numero di perk è paragonabile a quello del vecchio capitolo, senza troppe esagerazioni), ma anche il sistema di scorestreak, qui rivisitate in salsa futuristica. Oltre ai classici UAV ci sono robot alleati che possono difendere una posizione, sfere meccaniche che inseguono gli avversari prima di esplodere in una nuvola di frammenti, e l'immancabile Gunship che sorvola la mappa e bersaglia tutti i nemici a tiro.
Le Scorestreak coesistono però con una novità molto importante nell'economia di gioco: il sistema di Specialisti. Stavolta l'utente non seleziona un soldato qualsiasi, ma un personaggio con un suo background ed un look caratteristici. Nel gioco finale ce ne saranno nove, e noi abbiamo visto i primi quattro. Ogni specialista ha a disposizione un'arma e un'abilità speciali, fra cui bisognerà scegliere al momento di entrare in campo: potremo portarci dietro l'una o l'altra, e non sarà possibile cambiare durante il match.
La barra da caricare per utilizzare armi e abilità inedite degli specialisti si riempie (molto lentamente) con il tempo, ma il processo può essere velocizzato accumulando punti. Un po' come avviene con le scorestreak appena citate, anche se i progressi non si resettano ad ogni morte.
Quello che succede, in pratica, è che nel corso di una partita ogni giocatore può “sfogarsi” almeno una volta lanciando la sua abilità o attivando l'arma specifica del suo Specialista.
Al momento le possibilità prevedono archi con frecce esplosive, attacchi ad area che possono uccidere piccoli gruppi di nemici, pistole dai proiettili perforanti, ma anche un breve teletrasporto che ci riporta in una posizione precedente ed una scarica di adrenalina che risulta in qualche secondo di supervelocità. Vi rimandiamo al nostro articolo per una disamina più attenta delle caratteristiche degli specialisti, dicendovi in questa sede che le abilità sembrano amalgamarsi in maniera efficace con l'impianto di gioco, intrecciandosi con gli altri sistemi in maniera tutto sommato naturale.
Anche in questo caso bisognerà valutare il bilanciamento sulla lunga distanza, scoprire gli altri specialisti, e capire come le abilità si interfacceranno con le varie modalità di gioco, dal momento che alcune risultano più efficaci di altre in determinati game mode.
E' un po' presto per capire l'impatto che questa novità avrà sul fronte del gameplay, ma si tratta di un'idea che non scardina completamente le caratteristiche tipiche di Call of Duty, e che può vivacizzare le cose senza determinare troppi scompensi. Sicuramente meglio dell'affollamento insensato di killstreak e power-up che ha in parte rovinato Modern Warfare 3 ed il più recente Ghosts.

Call of Duty Black Ops 3 Ogni tanto ci viene nostalgia di un Call of Duty classico. Ambientato, se non ai tempi della seconda guerra mondiale, almeno in uno scenario moderno ma credibile, senza esagerazioni né elementi futuristici. Forse sarà perché da tre anni a questa parte la serie ha deciso di seguire una deriva da “science fiction”, che non tutti riescono a digerire. Black Ops 3 insiste una volta di più sull'elemento “fantastico”, spostando il setting nel futuro, e addirittura infilando nel multiplayer una serie di personaggi dal design molto caratteristico: robot dell'intelligenza avanzatissima, cyborg armati di lame gravitazionali, spietati assassini orientali. Non fosse per l'attenzione quasi morbosa ai modelli delle armi ed alla loro personalizzazione, potrebbe quasi sembrare che Treyarch abbia rinunciato al militarismo incalzante per veicolare suggestioni un po' diverse, più leggere e “stilizzate”. Basterebbe questo, probabilmente, per rendere Black Ops 3 un titolo che dividerà il pubblico: lo sappiamo che tanti giocatori sono stanchi di contesti del genere, e che non si lasceranno convincere da jetpack, corse supersoniche e robot senzienti. Analizzato dal punto di vista del gameplay, tuttavia, Black Ops 3 fa una bella figura. Le novità si integrano efficacemente con l'impianto di gioco classico, senza riscriverne i ritmi ma concedendo all'utente qualche strumento in più. Le abilità degli specialisti funzionano di fatto come killstreak più permissive, tanto che pure i giocatori meno abili potranno utilizzarle con regolarità. Gli esperti, invece, troveranno il modo di combinarle con i meccanismi già rodati. Il sistema di movimento si coordina con un map design che, ad oggi, sembra dispersivo rispetto a quello di altri capitoli: i match restano quindi molto tesi, ma il time to kill -per fortuna- non è schizofrenico, e uscire vincitori da un “duello” riempie di soddisfazione. Fermo restando questo nostro desiderio per la “decrescita”, ovvero la speranza che uno dei team al lavoro su CoD voglia tornare alle origini della saga, invece di rilanciare ogni volta con meccaniche più stratificate e complesse, Black Ops 3 ha dalla sua diverse idee interessanti. Treyarch è un team attento ai dettagli, e lo dimostra presentandoci un impianto di gioco già piuttosto divertente a molti mesi dall'uscita. C'è solo da vedere come se la caverà sulla lunga distanza.