Provato Call of Duty Infinite Warfare - Jackal Assault

Al COD XP 2016, Activision ha portato anche Call of Duty Infinite Warfare: Jackal Assault, esperienza in realtà virtuale per PlayStation VR.

provato Call of Duty Infinite Warfare - Jackal Assault
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    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Cominciano ad essere molti, i titoli che arriveranno su PS4 con qualche funzionalità esclusiva dedicata alla Realtà Virtuale. PlayStation VR, insomma, è una periferica a cui tanti publisher guardano con interesse, e la voglia di sperimentare in questo campo ha giocato a favore dell'headset. Tante software house hanno infatti provato a sviluppare piccole tech demo, sperimentando qualche trovata per adattare i propri brand alla VR, e alcune di queste condensate esperienze di gioco si sono trasformate in contenuti aggiuntivi che questo autunno accompagneranno le "portate principali". È il caso ad esempio della X-Wing VR Mission, che DICE distribuirà gratuitamente a tutti i possessori di Star Wars Battlefront. Come se volesse rispondere direttamente all'iniziativa dello Shooter rivale, anche Activision ha presentato un'esperienza in Realtà Virtuale ambientata nell'universo di Call of Duty Infinite Warfare. Si chiama Jackal Assault, ed anche in questo caso siamo dalle parti del dogfighting spaziale. Un altro emulo di EVE Valkyrie, insomma, che il publisher ha presentato in forma giocabile al COD XP, annunciando nel corso della conferenza di apertura che pure Jackal Assault sarà concesso gratuitamente a chi acquisterà la versione Ps4 dello sparatutto di Infinity Ward. Indossato il caschetto griffato Sony ci siamo quindi infilati in cabina di pilotaggio, per un breve assaggio del combattimento spaziale secondo Call of Duty.

Il giorno dello sciacallo

Nell'universo finzionale di Call of Duty, il Jackal è un velivolo da combattimento in grado di operare all'interno dell'atmosfera terrestre così come nello spazio, sviluppato nell'ambito del programma di ricerca aerospaziale indiano. Lungo 19 metri e capace di raggiungere, grazie ai postbruciatori, una velocità di circa 80.000Km/h, il Jackal è dotato di ali a geometria variabile, che possono estendersi o ritrarsi per adattarsi ai vari contesti in cui il pilota si trova ad operare. Per quanto sia affascinante l'impegno che il team di sviluppo ha speso per caratterizzare l'ambientazione futuristica di Infinite Warfare, quando ci si siede nel cockpit dello "sciacallo" è difficile venire travolti dallo stesso entusiasmo con cui invece ci siamo approcciati all'iconico X-Wing. Anche senza scomodare Star Wars, la science-fiction di Call of Duty ci sembra un po' spenta, attenta ad esaltare soprattutto la dimensione bellica e poco originale a livello stilistico. Nonostante questo, la cabina di pilotaggio del nostro jet è ricreata con cura, piena di dettagli e capace di stimolare quel senso di meraviglia che ancora proviamo indossando il caschetto ed esplorando con lo sguardo un ambiente tridimensionale. La versione di prova di Jackal Assault è in ogni caso piuttosto sbrigativa, e non si perde in frivolezze: il velivolo accelera, corre attraverso gli spazi angusti della piattaforma di lancio, e subito ci troviamo nello spazio. La prima parte della demo si configura come un breve tutorial necessario a metabolizzare il sistema di controllo. Mentre ci muoviamo per distruggere alcuni detriti che disturbano le comunicazioni, scopriamo quindi che Jackal Assault utilizza lo stesso schema di controlli delle astronavi di Battlefront: con uno stick analogico si controlla la velocità, aumentandola o diminuendola, mentre con l'altro si effettuano le virate. I due grilletti servono per far fuoco con le mitragliatrici o con i missili. Sfruttando un sistema balistico modulare collegato direttamente all'apparato retinico del pilota, le gatling sparano nel punto esatto in cui guardiamo; e sempre con lo sguardo possiamo "agganciare" un bersaglio, su cui scaricare tutta la furia dei missili a ricerca. Dopo aver preso confidenza con il mezzo, la voce del nostro capitano (che in lingua originale è quella di Michelle Rodriguez) ci ha indirizzato verso la zona di battaglia, ordinandoci di far fuori il maggior numero di nemici. Ed è qui che le cose hanno iniziati a farsi intriganti: nonostante gli skybox siano sicuramente meno evocativi rispetto a quelli di EVE Valkyrie e la demo si sia rivelata abbastanza permissiva in quanto a difficoltà, anche Jackal Assault riesce a replicare con molta efficacia le sensazioni estreme degli scontri spaziali.

Sebbene la percezione della spazialità non sia proprio perfetta (anche a causa di qualche problema sulle collisioni) il ritmo è davvero quello giusto: le battaglie a gravità zero si fanno subito rapide, intense e furiose. Alternando l'utilizzo delle mitragliatrici a quello dei missili si riesce a compiere un più che soddisfacente massacro. È vero che gli avversari non fanno moltissimo per metterci alla prova, ma riuscire a mettersi in coda ad un jet nemico, puntarlo con lo sguardo quel tanto che basta per attivare il lock-on, e poi sollevare il dito dal grilletto per far partire una letale salva di missili, è un'operazione che richiede una buona dose di abilità e che regala ben più di una soddisfazione.

Call of Duty Infinite Warfare Per quanto fosse distante, insomma, dal gameplay classico di Call of Duty, questa breve esperienza ha saputo incuriosirci, trovando la giusta chiave per sfruttare i punti di forza della Realtà Virtuale. La nostra prova si è conclusa con l'arrivo, nell'area di battaglia, di una massiccia fregata nemica che ha cominciato a sparare all'impazzata, suggerendo che le fasi avanzate di Jackal Assault possano essere ancora più movimentante e spettacolari. Se il team di sviluppo, oltre a strutturare una missione elaborata e piacevole, riuscirà a smussare gli spigoli di cui si diceva, questa breve esperienza VR potrebbe essere un gradevole valore aggiunto per gli acquirenti di Call of Duty che hanno intenzione di armarsi anche di un caschetto Sony. La speranza, ovviamente, è che in futuro Activision (così come EA) voglia calcare altre strade, cercando nuovi modi per avvicinare il brand alla Realtà Virtuale, invece che pensare ad un “semplice” dogfight spaziale. Per il momento ci accontentiamo comunque di questo primo approccio, uscendo dal container in cui si è svolta la prova con una discreta kill count: 32 sono infatti i jet che sono caduti sotto in nostri colpi. Non vediamo l'ora di provare a superare questo record.