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Call of Duty Infinite Warfare: provata la beta per PS4

Abbiamo provato la beta multiplayer di Call Of Duty Infinite Warfare per PlayStation 4: ecco le nostre impressioni sul comparto multigiocatore.

provato Call of Duty Infinite Warfare: provata la beta per PS4
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    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

Sarà un autunno di fuoco, quello che infiammerà le case e le console di milioni di giocatori in tutto il mondo: il mercato degli FPS sta per vivere uno dei suoi momenti più importanti, preparandosi ad accogliere tre titoli decisamente agguerriti. Stiamo parlando ovviamente di Battlefield 1, TitanFall 2 e Call Of Duty: Infinite Warfare. In questi mesi abbiamo già avuto modo di raccontarvi quali sono state le nostre impressioni approcciandoci ad ognuno di essi, ma adesso si inizia a fare sul serio: in poco meno di un mese infatti li troveremo sugli scaffali dei negozi e negli store digitali, e di conseguenza iniziano anche le prove effettive, quelle che vi aiuteranno a scegliere su quale dei tre puntare. In questo senso la beta di Infinite Warfare è una manna del cielo, che dopo mesi di annunci, trailer e video gameplay permette finalmente agli appassionati di mettere concretamente le mani sul gioco e farsi un'idea più o meno precisa di quello che si troveranno di fronte il prossimo 4 Novembre. Addentriamoci dunque senza indugi nell'analisi del nuovo capitolo del brand firmato Infinity Ward, team di sviluppo molto conservativo e poco incline all'innovazione, che anche quest'anno non ha voluto smentirsi.

Un triste futuro

Prima di iniziare a parlare del gameplay e di tutte le opzioni di personalizzazione che costituiscono l'offerta ludica di questo nuovo COD, è bene soffermarsi a discutere per un attimo dell'ambientazione e del contesto all'interno del quale Infinity Ward ha voluto posizionare il suo shooter. Sappiamo tutti che si tratta di un setting futuristico, anzi, estremamente futuristico, sebbene non si conoscano ancora i lineamenti del plot.

Quello che abbiamo visto in questa beta però ci permette già di dare un primo giudizio: in un periodo storico pieno zeppo di FPS a stampo futuristico, Call Of Duty dimostra una certa carenza del punto di vista creativo, che ora rischia di diventare davvero un problema serio. Il mondo di Infinite Warfare è infatti fiacco, grigio, asettico. Insomma poco caratterizzato e per certi versi freddo: non riesce davvero a strappare un minimo di entusiasmo dal punto di vista artistico, nonostante il level design delle mappe sia efficace dal punto di vista strutturale. Se pensavate dunque che l'ambientazione futuristica fosse in qualche modo accompagnata da un'interpretazione creativa perlomeno originale, resterete delusi. Il futuro di Infinite Warfare rientra nella lista di quelli che non vorremmo mai diventassero realtà, e non per i tratti distopici che lo contraddistinguono, ma perchè risulta davvero anonimo, triste e impersonale.

Rapido e indolore

Eccoci dunque a parlare dell'anima di COD, quel gameplay frenetico e iperaccelerato che da sempre però caratterizza la serie, e che nonostante le aspre critiche di molti utenti continua a far vendere al brand milioni di copie, anno dopo anno. Formula vincente non si cambia, e i team di sviluppo dietro al franchise distribuito da Activision abbracciano integralmente questa filosofia: sordi alle richieste dei meno conservatori, proseguono imperterriti sul percorso che già ben conoscono.

Anche quest'anno non fa eccezione: Infinity Ward sembra aver ripreso la buonissima base di Black Ops 3 per migliorarla, rileggendola secondo i propri crismi. Il risultato è un ritmo incredibilmente veloce e frenetico, scandito dal classico time to kill tendente allo zero, che certe volte vi sembrerà per certi versi esagerato. Dobbiamo però essere onesti, e dire che al netto del proprio gusto personale, l'anima ludica di COD ha alcune caratteristiche vincenti, seppure sia sempre la stessa da anni.
In questo caso il ritmo è leggermente più fluido, aiutato da animazioni di ricarica, iron sight e rinculo molto convincenti, che contribuiscono a rendere tutto molto più gradevole e meno frustrante. Anche il level desing aiuta, e all'interno delle quattro mappe che abbiamo provato (Frontier, Frost, Throwback, Recinct) ci siamo divertiti: aono ambienti votati allo scontro ravvicinato, stimolano ed incoraggiano la ricerca sfrenata della kill. Certo, potrà non piacervi, ma rimane il fatto che il level design di quest'anno sembra uno dei più azzeccati in tempi recenti, anche se le mappe che abbiamo potuto provare sono effettivamente poche. Il wallrun non è una tecnica invadente e dominante, anzi, alcuni scenari sembrano scoraggiare le iniziative acrobatiche, o perlomeno provare a lasciarle come una specialità riservata a pochi.
I contenuti di questa beta non erano molti, ma ci hanno permesso di dare un'occhiata più da vicino ai vari RIGS (Su Everyeye.it trovate la descrizione completa di ognuno dei sei disponibili), potenti tute meccaniche di combattimento che andranno a personalizzare la nostra esperienza di gioco. Abbiamo sperimentato più combinazioni possibili, e tutto sommato l'esperienza è stata convincente; la paura però è che come al solito dopo qualche tempo i loadout della maggior parte dei giocatori tendano a standardizzarsi, complice anche un bilanciamento non sempre impeccabile. D'altro canto questa tendenza potrebbe essere anche smussata, quest'anno, dal momento che le opzioni di personalizzazione sono molto, e che le armi sembrano davvero tutte davvero molto performanti, rese ancor di più precise e letali dalle modifiche che è possibile installare su ognuna di esse. Insomma l'offerta di questo Call Of Duty è quanto di più classico visto in precedenza per la serie, con alcune piccole aggiunte al ventaglio di opzioni di customizzazione, che faranno sicuramente felici i giocatori più avvezzi alla sperimentazione.

Da questo punto di vista anche i RIG sono molto efficaci: danno infatti la possibilità di personalizzare le dotazioni attive e passive, cercando di garantire una buona varietà di approcci. Come da alcuni anni, inoltre, COD strizza l'occhio al mondo degli eSport, e gli appassionati di questo campo troveranno una piccola chicca: sotto la classica minimappa in alto a sinistra verrà visualizzato il nome dell'ambiente all'interno del quali ci troviamo, così da facilitare la comunicazione tra i membri dei team e favorire l'uso dei "callout", ovvero dei termini comuni per identificare una determinata zona della mappa.

Call of Duty Infinite Warfare Mancano ormai poche settimane all'uscita di Infinite Warfare, e questa beta ci ha dato solo un piccolo assaggio dei contenuti che troveremo nel pacchetto finale. Di una cosa siamo sicuri: COD continua imperterrito sulla sua strada, senza volersi minimamente spostare di un centimetro. Propone il suo ormai iconico gameplay, consapevole di parlare ad una fanbase smisurata. Per quanto questa strategia sia vincente in termini commerciali, si sente davvero la necessità di una svecchiata. Se non altro sul fronte stilistico: il futuro di questo Call of Duty rappresenta una grande delusione, risultando troppo asettico e totalmente privo spunti originali.