Provato Call of Duty Infinite Warfare - Zombie

Al COD XP 2016 abbiamo provato anche la modalità Zombie di Call of Duty Infinite Warfare, denominata Zombies in Spaceland: ecco le nostre impressioni.

provato Call of Duty Infinite Warfare - Zombie
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Tre sono i "pilastri" che sorreggono l'esperienza di gioco di ogni Call of Duty, ed il nuovo capitolo sviluppato da Infinity Ward non fa eccezione. Anche Infinite Warfare sarà infatti un gioco "tripartito": da una parte la campagna single player, spettacolare e guidata; dall'altra il mutiplayer, rapidissimo e schizzato; e nel mezzo ovviamente la modalità Zombie, dedicata a chi preferisce il gioco cooperativo. Lanciata inizialmente da Treyarch in World at War, la modalità Zombie rappresenta un'intelligente variazione su tema della classica orda, in cui gli utenti possono interagire con l'ambientazione per sbloccare nuove aree, attivare trappole e avere accesso ad una cospicua serie di armi devastanti. Ormai considerata marchio di fabbrica del franchise, questa modalità è sicuramente la più eclettica del pacchetto: di capitolo in capitolo si spinge ad esplorare nuovi contesti ed ambientazioni, divertendosi a giocare con gli immaginari più diversi. Dopo la versione "grandguignolesca" dello scorso capitolo, in Infinite Warfare ci aspetta una variazione ben più colorata, tamarra ed esagerata: Zombies in Spaceland, infatti, ci porta nel bel mezzo di un horror movie in stile anni '80, ambientato in un parco divertimenti che sembra uscito direttamente dalle ultime scene di Zombieland. Pronti per un giro sulle montagne russe?

Venghino, signori!

Willard Wyler è un affermato registra, che ha conquistato il pubblico grazie a due horror di grande successo. Dopo Disco Devil e Nightmare Summer, tuttavia, il talentuoso cineasta è sparito dalle scene, abbandonando il suo pubblico. All'improvviso, però, il suo nome torna sotto le luci dei riflettori: quattro attori ricevono una misteriosa convocazione per un provino, e senza indugi si recano sul posto per quella che potrebbe essere l'occasione della loro vita. O della loro morte: i quattro finiscono infatti direttamente dentro al nuovo film di Wyler, inconsapevoli protagonisti della sua nuova, macabra fantasia.Il quartetto di eroi, che ricalca gli stereotipi classici degli anni '80, verrà quindi indirizzato dai suggerimenti di un eccentrico DJ, doppiato nella versione originale dal mitico David Hasselhoff. Anche i protagonisti, in verità, hanno le voci di attori più o meno famosi (da Seth Green a Ike Barinholtz), che ovviamente si perderanno nella versione italiana. A strapparci un sorriso, tuttavia, ci penserà il loro look: Zombies in Spaceland rivisita tutti gli stereotipi del decennio più esagerato di sempre, mettendoci al controllo di nerd occhialuti e rapper sboccati, morbide cheerleader e bulli da liceo. Tutto il comparto stilistico, dalla colonna sonora al look delle ambientazioni, è un'accorata celebrazione delle stravaganze tipiche degli eighties, e rappresenta uno degli elementi più ispirati di questa coloratissima versione della modalità Zombie. Anche sul fronte del gameplay c'è qualche novità, sebbene la struttura resti la stessa. Anche in questo caso l'obiettivo è quello di resistere a diverse ondate di nemici: si comincia con gli zombie classici, che strappano le fortificazioni e poi ciondolano per la mappa, arrivando fino a clown forsennati che corrono come pazzi ed hanno il brutto vizio di farsi esplodere. Accumulando una kill dopo l'altra si mette da parte il solito gruzzolo di denaro, che ci permette di acquistare armi più potenti, ricaricarne le munizioni, ma anche aprire nuove aree del livello e attivare trappole mortali. Complessivamente, ci è sembrato che l'esperienza di gioco sia più leggera e accessibile rispetto alle vecchie versioni: ci si sente meno oppressi, non si avverte la faticosa urgenza di sopravvivere, ed il sapore di Zombies in Spaceland è generalmente più arcade rispetto al passato. Una scelta che riteniamo indovinata: le partite sono generalmente più lunghe, distese e divertenti, e anche senza un team affiatato è possibile divertirsi a massacrare impunemente decine di non-morti. Nel corso della nostra prova abbiamo anche avuto modo di scoprire qualche nuova meccanica. Di tanto in tanto, sul campo di battaglia, è possibile recuperare anche dei "Ticket", da utilizzare per acquistare armi più potenti, come mine criogeniche in grado di congelare un bel gruppetto di zombie. In giro per la mappa c'è anche un piccolo robot che può assegnarci dei compiti specifici, ricompensandoci proprio con qualche ticket nel caso in cui si riesca a portarli a termine.

Gli zombie possono lasciano cadere anche dei biglietti persino più rari, chiamati Souvenir Token: se il team riesce a portarne tre presso un chiosco specifico, viene ricompensato con un'arma speciale, dalle funzionalità decisamente sopra le righe. Congiuntamente a questo sistema, c'è la possibilità di caricare una barra speciale e attivare, al suo completamento, l'effetto di alcune carte che ci portavamo dietro dall'inizio del match. Non sappiamo ancora come potremo guadagnarle, ma immaginiamo in un sistema di sblocchi e forse nella possibilità di acquistare pacchetti. Tutti questi elementi, raccontati nero su bianco in un articolo con le nostre prime impressioni, potrebbero far pensare ad una modalità un po' troppo caotica, ma in verità orientarsi non è difficile, e capire quello che bisogna fare con gli oggetti e le armi speciali è questione di pochi minuti in partita. Il team di sviluppo sembra aver puntato tutto sulla varietà di situazioni, per un'azione di gioco sempre ben tenuta e trascinante. Nel corso del match si può anche decidere di fare un giro su qualche giostra, magari infilandosi sull'ottovolante per partecipare ad una breve sezione di tiro al bersaglio che può regalarci punti aggiuntivi. Infinity Ward ha citato anche un'opzione chiamata Afterlife Arcade, che tuttavia non abbiamo avuto modo di provare: nel caso in cui uno dei quattro sventurati protagonisti dovesse morire prematuramente, non si ritroverebbe escluso dai giochi, bensì spedito in uno strano Limbo. Questa dimensione fra la vita e la morte avrà la forma di una sala giochi d'altri tempi, in cui il poveretto sarà in grado di cimentarsi in varie attività, tra cabinati, flipper e giochi da fiera. Nel caso in cui le sue prestazioni siano soddisfacenti, il giocatore potrà addirittura tornare in azione: un'idea carina, che speriamo sia bilanciata a dovere per evitare che la difficoltà complessiva si abbassi ulteriormente.

Call of Duty Infinite Warfare Zombies in Spaceland è una variazione più leggera, divertita, scanzonata e accessibile della classica modalità zombie. Dopo la rapidissima prova al COD XP, ci sembra questo approccio possa risultare vincente, ma a preoccuparci è come sempre la quantità di contenuti. Se la filosofia resterà immutata, ci ritroveremo ancora con una singola mappa, uno stage bonus legato al pre-order, e poi altre quattro location infilate nei vari DLC. Con questo modello di distribuzione Zombies resterà sempre una modalità accessoria e contingente, invece che un sincero incentivo all'acquisto. Questa volta più di altre, sarebbe un vero peccato.

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