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Provato Codename: S.T.E.A.M.

Uno strategico a turni per rimpolpare la line-up del 3DS

provato Codename: S.T.E.A.M.
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  • 3DS
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Esistono due categorie ben distinte di fan storici di Nintendo: quelli più oltranzisti, che anche nei periodi di magra hanno continuano a sostenere l’azienda nipponica a spada tratta, e quelli che invece hanno da sempre richiesto un numero più consistente di uscite, spesso invocando un maggior coraggio da parte di Iwata e Miyamoto.
Quest'ultima categoria ha sempre richiesto alla casa di Kyoto un maggior numero di nuove IP, che spiccassero in mezzo alla moltitudine di seguiti delle serie storiche, ma negli ultimi anni non molti "inediti" sono giunti effettivamente sul mercato. Codename S.T.E.A.M. è a tutti gli effetti una proposta completamente nuova, slegata da ogni personaggio classico di Nintendo, per di più dedicata alla console portatile la cui revisione hardware è ormai imminente.

Steampunk inusuale

Se il Cyberpunk prende nuovamente quota, con progetti come Satellite Reign e Dex, attualmente entrambi in Early Accesso su Steam, lo Steampunk sembrava destinato ad una prematura scomparsa.
Come si evince facilmente dal titolo, Codename S.T.E.A.M. riprende invece i canoni classici del genere, riproponendoli e rielaborandoli con uno stile personale, sebbene non del tutto riuscito.
Gli ingredienti ci sono tutti: una Londra vittoriana alternativa, nel quale le tecnologie hanno fatto un grande balzo in avanti grazie al vapore, le versioni caricaturali di grandi figure storiche quali Abraham Lincoln (alla guida del team che avremo il piacere di condurre in battaglia), e una trama dall’incipit molto diretto ma che lascia spazio e sviluppi inaspettati.
L’ultima Londra avvolta dal vapore che ci ricordiamo fa capo a Steamboy, lungometraggio d’animazione che risale a circa dieci anni fa. La città immaginata da Katsuhiro Otomo, però, era realistica, quasi credibile, mentre la capitale britannica presente in Codename S.T.E.A.M. è molto più cartoon, con i cieli oscurati da decine e decine di dirigibili e i monumenti e palazzi più noti riproposti in modo sensazionale, festoso, senza troppo rispetto per la realtà ma con un taglio molto simile a quello offerto da Level-5 nei vari capitoli di Professor Layton.
Quando la capitale britannica verrà invasa da temibili alieni, sarà compito del giocatore gestire un team composto da impavidi combattenti, ognuno dei quali armati con dispositivi alimentati a vapore.

Il gameplay, decisamente tattico, si svolge all’interno di mappe strutturate a caselle, nella più classica tradizione degli strategici d’annata ma con una fluidità dei movimenti delle proprie truppe che strizza l’occhio a Valkyria Chronicles e ad altre produzioni nipponiche degli ultimi anni.
Ogni personaggio, a partire dal capitano Henry Fleming, ha a disposizione una determinata quantità di vapore, rappresentata da delle piccole nuvolette poste nella parte bassa dello schermo superiore della console. Un movimento costa un’unità di vapore per casella, mentre fare fuoco o utilizzare le abilità speciali ha un consumo più alto. In maniera simile ai primi capitoli di XCOM è poi possibile mantenere un po’ di vapore da parte anche per la fase passiva, nella quale gli alieni potranno effettuare le loro mosse. Nel caso una truppa nemica entri in contatto visivo con un proprio alleato che ha ancora del vapore residuo, quest’ultimo potrà agire in autonomia, facendo fuoco e puntando ad annientare la minaccia interrompendone il turno.
La fase di pianificazione riveste quindi grande importanza, anche se è possibile tornare sui propri passi prima di confermare ogni mossa, fattore che rende il gameplay più accessibile rispetto agli strategici puri per PC di stampo classico, rendendo il gioco appetibile anche all'utenza 3DS.
Con lo schermo superiore completamente dedicato all’azione, l’inferiore serve a muovere la visuale, grazie ad una sorta di dispositivo molto Steampunk formato da anelli concentrici mobili posti al centro della visuale, da toccare utilizzando il pennino. In alternativa dovrebbe essere garantita la compatibilità con lo stick analogico che verrà incluso nel New Nintendo 3DS, anche se la conferma finale arriverà solo con il lancio della console e della versione finale del gioco. Sempre sullo schermo inferiore è inoltre è disponibile una manetta utile per gestire la gittata delle armi da fuoco, nonché i pulsanti per cambiare l’unità della propria squadra e passare il turno.

Code Name: S.T.E.A.M. Il gameplay di Code Name S.T.E.A.M. convince sin dalle prime battaglie e rende l’ultima produzione di Intelligent Systems un titolo da tenere d’occhio per chi ha sempre apprezzato i vari capitoli di Advance Wars e Fire Emblem. Gli unici dubbi sono relativi ad un ritmo non troppo sostenuto, in parte inficiato dalla lentezza con la quale si susseguono i turni. Purtroppo quelli dei nemici durano molti secondi, durante i quali non è possibile far altro che attendere. Lo stile visivo non convince del tutto: non tanto per il setting, non troppo originale ma molto curato, ma per lo stile dei personaggi, a causa di un tratto cartoon caratterizzato da un outline marcatissimo su tutti i contorni, che appesantisce il look dei personaggi. Gli alieni sono inoltre abbastanza anonimi e senza troppo carisma, almeno in questa versione preliminare che ne mette in mostra solo due varianti. Molto potrà fare una storia per ora interessante ma che sulla lunga distanza è tutta da verificare, mentre il multiplayer online, attualmente assente, potrebbe garantire quel tasso di varietà utile a mantenere la cartuccia inserita nella console per parecchio tempo. Stupisce quindi scoprire che l’uscita sui territori americani è tra circa un mese, mentre noi europei dovremo attendere ancora a lungo, per l’esattezza fino a Maggio inoltrato.

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