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Provato Crawl

Guardati dai nemici, soprattutto se sono tuoi amici!

provato Crawl
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

L’aumento vertiginoso dei titoli pubblicati settimanalmente su Steam iniziato quest’anno ha messo in difficoltà tanto i publisher di fascia media quanto gli sviluppatori indipendenti, obbligati a lottare con tutte le loro forze per ottenere la visibilità necessaria a garantire un buon numero di vendite. Tra porting di titoli semisconosciuti ed early access selvaggi, spesso davvero troppo incompleti per essere proposti al grande pubblico, si corre il rischio di perdersi perle come Crawl, hack and slash dedicato al multiplayer locale prodotto dal duo australiano che fa capo al team Powerhoof. Barney e Lloyd sono infatti due veterani dell’industria nel loro paese, con alle spalle svariate esperienze, l’ultima delle quali presso Firemonkeys nella produzione di titoli come Real Racing e Mass Effect Infiltrator.
Per entrambi, però, il futuro è indie, e una volta abbandonata la compagnia hanno dato vita a Crawl.

Tra competizione e cooperazione

Lo sbarco di Crawl su Steam è molto recente, anche se è da più di un anno che il duo si dà da fare per poterlo pubblicare. Come ormai da consuetudine, Crawl non è però un prodotto finito e rientra nella categoria Early Access per due motivi fondamentali: la quantità pura di contenuti, per ora limitata, e un bilanciamento non troppo semplice da ottenere, a causa dell’inusuale gameplay asimmetrico che il gioco offre. Da due a quattro giocatori possono infatti partecipare ad una partita scontrandosi però sullo stesso schermo, in quanto non è disponile alcun supporto all’online. Appena entrati in gioco, basterà scegliere un colore e un nome per il proprio avventuriero, con le lettere limitate a tre come da tradizione per i classici arcade da sala giochi di vecchia data. Selezionata infine una razza per i mostri che si vogliono controllare, il scontro avrà inizio, grazie ad un sorteggio casuale per la scelta dell’eroe.
In Crawl, infatti, ogni giocatore può essere un avventuriero o un fantasma, in un susseguirsi di cambi di fronte basati sull’uccisione dell’unico eroe presente in ogni momento in gioco. Scopo di quest’ultimo è raccogliere punti esperienza in modo da raggiungere il decimo livello, attivando così un portale per scontrarsi infine con il boss del dungeon. I rimanenti giocatori dovranno a tutti i costi contrastarlo, facendo leva su alcune abilità che il loro status di ectoplasmi offre.
I fantasmi possono infatti accumulare Blood, nel tentativo di riempire una barra che permetterà di far apparire nella stanza corrente un mob dotato di una blanda intelligenza artificiale propria. Il Blood compare al bordo dello schermo man mano che il tempo passa e può venire liberato anche dall’avventuriero, mentre distrugge gli elementi dello scenario in cerca di tesori o non riesce a controllare i propri attacchi nel caos di una battaglia. Gli scontri si svolgono infatti in sezioni chiuse del dungeon, le cui porte vengono sbloccate solo quando l’eroe sconfigge tutti i mostri presenti su schermo. In alternativa alle creature autonome, i fantasmi potranno quindi sfruttare dei pentacoli presenti in determinate aree sul pavimento, in modo da manifestare la loro furia incarnandosi in creature vere e proprie, sotto il diretto controllo dei giocatori. Ogni stanza si trasforma quindi rapidamente in una carneficina tra l’eroe di turno e i suoi amici antagonisti, alcuni impegnati a far comparire creature che si potrebbero definire di disturbo, mentre altri si lanciano in battaglia in maniera frontale, utilizzando la creatura che hanno scelto all’inizio della partita.
Se uno degli avversari riuscirà ad uccidere l’eroe, ne prenderà subito il posto, tramutando il corpo del caduto in un fantasma.
Le alleanze durano quindi il tempo di un combattimento e i fantasmi puntano a massacrare il malcapitato umano con ogni mezzo, per poi sostituirlo ed accumulare punti esperienza e livelli che danno accesso alla battaglia finale.
Proprio il boss rappresenta una buona variazione sul tema, in quanto lo scontro avviene in una caverna specifica, con i fantasmi che possono sfruttarne le abilità mentre l’eroe cerca di evitarne gli affondi, indebolendolo fino all’eventuale stoccata finale.

Gameplay immediato

Crawl è davvero un titolo adatto a tutti, in quanto offre un sistema di controllo ridotto all’osso: la croce direzionale per muovere il proprio personaggio, eroe o fantasma che sia, e due pulsanti, uno per l’attacco base e l’altro per quello speciale, specifico per la razza scelta e potenziabile da parte dell’avventurieri spendendo il tanto sudato oro nel negozio disseminato tra le stanze del dungeon. Malgrado la semplicità dei controlli è però altamente consigliato l’uso di un gamepad, come il pad standard di Xbox 360, con l’onere però di averne a disposizione uno per ogni giocatore, in quando affrontando una partita utilizzando la tastiera si ha un netto svantaggio sugli avversari.
Inizialmente le meccaniche di gioco risulteranno oscure ma si apprenderà rapidamente lo scopo di ogni giocatore, benché in rapida evoluzione o mutamento, anche grazie a dei cartelli tutorial che spiegano in maniera concisa ma efficace i dettagli principali. Stanza dopo stanza ci si ritroverà quindi a valutare ogni opportunità per ferire l’eroe, sfruttando mob, pentacoli ed eventualmente trappole letali nel tentativo di ucciderlo e prenderne il posto.
Tutti gli elementi concorrono nel creare un’alchimia eccezionale, che soffre tuttavia in termini di bilanciamento: purtroppo Crawl perde gran parte del suo fascino se affrontato in due, in quanto un giocatore sarà sempre l’eroe e avrà ogni volta a che fare con un solo fantasma, fattore che di fatto rompe una delle meccaniche di base, quella che prevede la creazione di alleanze temporanee tra i giocatori. In quattro, invece, l’avventuriero verrà costantemente massacrato e sarà davvero difficile raggiungere la caverna finale per sconfiggere il boss e aggiudicarsi la partita.
Il numero perfetto è quindi tre, ma anche con un eroe e due fantasmi inizialmente si avrà la sensazione che gli ectoplasmi abbiano davvero troppo poco da fare per mettere i bastoni tra le ruote all’amico, con match che iniziano ad entrare nel vivo solamente dopo parecchi minuti.

Animazioni preziose

Una delle caratteristiche che sicuramente hanno favorito la popolarità di Crawl è l’aspetto grafico. I ragazzi di Powerhoof hanno infatti optato per una pixel art estrema, ispirata al gran classico che risponde al nome di Sword & Sworcery, ma aggiungendo comunque una propria impronta personale. Stile visivo a parte, sono le animazioni a colpire davvero: fluidissime, rifinite, teatrali, danno all’intera produzione un tocco che ne eleva la qualità, facendolo svettare malgrado il recente ritorno in pompa magna nella pixel art su larga scala.
L’unico difetto in un comparto grafico così sontuoso risiede nella scarsissima leggibilità dell’interfaccia utente, fattore che incide in parte anche sul gameplay, in quanto difficilmente si riesce a verificare a colpo d’occhio la propria scorta di Blood, in modo da capire se e quanto sferrare un proprio attacco. Crawl è comunque un titolo frenetico, nel quale il button mashing non è sconsigliato, a fronte di un caos generalizzato che aumenta con il numero dei giocatori, creando situazioni di concitazione tali che difficilmente permettono di pensare prima di agire. Oltretutto l’occhio sarà comunque sempre attirato da pregevolissimi dettagli che inizialmente sfuggivano, come il sanguinamento di un eroe prossimo alla morte o le animazioni del gigantesco boss, con i suoi tentacoli in movimento e l’occhio in grado di sparare una sorta di pericolosissimo laser.

Crawl Crawl va sicuramente annoverato tra i migliori esponenti di un genere che sta nuovamente imponendosi, quello dei titoli nati per radunare quattro amici sullo stesso divano, con birra, pop corn e tanta voglia di divertirsi, urlando, sgomitando e arrivando fino all’insulto per prevaricare gli avversari. I contenuti sono per ora limitati e il team deve lavorare ancora per raggiungere un livello di bilanciamento adeguato, indipendente dal numero di partecipanti. Solo in questo modo il tasso di divertimento rimarrà sempre alto e permetterà a Crawl di raggiungere sua maestà TowerFall nell’olimpo dei titoli multiplayer in locale migliori degli ultimi anni.

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