Provato Crypt of the NecroDancer

Si può mescolare Rhythm Game e Dungeon Crawler?

provato Crypt of the NecroDancer
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
  • Pc
  • PS4
Enrico Spadavecchia Enrico Spadavecchia è un avido collezionista ed esagitato videogiocatore dai tempi del Commodore 64 e delle sue righe colorate. Ex giocatore accanito di Counter Strike, in giovane età ha compiuto la stupidissima impresa di completare Quake II a livello hard senza scendere mai sotto i 100 punti ferita. Ostinato retrogamer e sostenitore delle produzioni indipendenti, non disdegna le offerte del mercato attuale, soprattutto FPS e avventure grafiche. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Uno dei più affollati stand del Penny Arcade Expo dello scorso anno ospitava il developer canadese Brace Yourself Games (aka Ryan Clarke) con una versione dimostrativa del bizzarro roguelike/rythm game Crypt of the Necrodancer. Sebbene nome giustifichi da solo i già numerosi riconoscimenti e premi conseguiti, abbiamo ritenuto opportuno lasciarci trascinare dal groove e provare di persona il tanto atteso indie game.
La breve sequenza introduttiva mostra la bella Cadence mettersi nei guai e cadere vittima dei malefici piani di un negromante col pallino per la discomusic. Privata del proprio cuore ancora pulsante, Cadence decide di farsi strada a ritmo di danza per i tortuosi cunicoli del dungeon, con l’intento di confrontarsi con l’insolito villain.
Le sessioni di prova hanno mostrato un sistema di gioco molto semplice ed efficace, che prevede il solo utilizzo delle frecce direzionali (o i 4 pulsanti del gamepad). Muovendo Cadence a ritmo di musica per mappe generate casualmente, ci imbatteremo in nemici che seguono specifici schemi di movimento, da imparare per sferrare gli attacchi con il giusto tempismo. Più a lungo si riesce a tenere il ritmo e ad evitare danni e collisioni con le pareti, più alto è il moltiplicatore delle monete guadagnate per ogni uccisione, e, cosa nettamente più importante, più probabilità ci sono di innescare la “disco mode”, con tanto di pavimento a scacchiera in stile anni ‘70.

Cuando sei Maria Dolores

Per quanto l’idea di mescolare le meccaniche tipiche del dungeon crawler con quelle di un rythm game possa sollevare i sopraccigli dei più scettici, abbiamo trovato Crypt of the Necromancer davvero divertente e in grado di creare alti livelli di dipendenza, anche in chi ha il senso del ritmo di un tostapane. Il lavoro del developer canadese ha avuto modo di mostrare anche un livello di difficoltà non indifferente, soprattutto nei livelli più avanzati e nelle indomabili modalità hardcore, che non mancheranno di entusiasmare speedrunners ed altre personalità estreme della già nutrita fanbase.

La versione alpha di Crypt of the Necrodancer in nostro possesso, oltre ad un gameplay fresco ed innovativo, può già vantare una ricchezza di contenuti non indifferente: 13 armi diverse (con una vasta gamma di varianti), 4 differenti aree di gioco ben caratterizzate, 4 diverse modalità di gioco, compresa l’obbligatoria co-op locale e un’infinità di incantesimi e upgrade sbloccabili.
Ben 10 saranno i personaggi giocabili nella versione definitiva, ma allo stato attuale dello sviluppo è stato possibile provarne solo un paio. La scelta di alcuni di essi può stravolgere integralmente l’esperienza di gioco: è il caso di Bard, che possiamo muovere per i dungeon senza seguire il beat della traccia audio, prendendoci tutto il tempo necessario per ogni mossa, trasformando Crypt of the Necrodancer in un insolito RPG/Strategico a turni.
Se la varia e ben studiata colonna sonora composta da Danny Baranowsky (The Binding of Isaac, Super Meat Boy) non dovesse bastare, è possibile, anche se con un meccanismo non proprio immediato, giocare il rythm game selezionando tracce audio personalizzate (i cari vecchi Daft Punk si prestano particolarmente bene).

La qualità della versione alpha si attesta già su livelli più che soddisfacenti, tanto da giustificare, almeno per gli amanti del genere, l’acquisto in early access, disponibile a partire da oggi.

Crypt of the NecroDancer Crypt of the Necrodancer e la sua improbabile idea di base funzionano alla grande. In una delle versioni alpha meno grezze e buggate che ci sia capitata sotto mano, non è stato difficile individuare tutte le potenzialità che potrebbero fare del lavoro di Ryan Clarke la rivelazione indie dell’anno. Che sia arrivato il momento di rispolverare il vecchio dance mat e coprirsi di ridicolo dopo aver bevuto qualche drink di troppo?