Provato Deadlight: Director's Cut

Nell'attesa del sempre più latitante Rime, Tequila Works si appresta a portare su PC, Playstation 4 e Xbox One una versione migliorata della sua opera.

provato Deadlight: Director's Cut
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    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Angelo De Martini Angelo De Martini è un famelico appassionato di videogiochi, dategliene uno di qualsiasi genere e ne farà un boccone in compagnia del suo fidato PC. Se potesse scapperebbe con lui in Giappone, continuando ad amare la scrittura e a videogiocare come un matto. Lo potete trovare su Facebook.

Il primo agosto del 2012, anticipando di qualche mese il suo arrivo su PC, Deadlight giunse su Xbox 360 ritagliandosi immediatamente un meritato posto al sole nell'affollatissimo panorama degli zombie-game. Dopotutto, il platform/survival sviluppato da Tequila Works (il team madrileno attualmente al lavoro sul latitante Rime per Playstation 4), fu uno dei migliori titoli a traslare in salsa videoludica le atmosfere zombie-apocalypse intraviste in produzioni televisive del calibro di "The Walking Dead" e "La Notte dei Morti Viventi": il tutto abbracciando una narrazione convincente e ricca di personaggi ben caratterizzati, asservita ad un gameplay immediato e con trovate tutto sommato interessanti. Ebbene, il 26 giugno, a poco meno di quattro anni di distanza, Deep Silver e Tequila Works sono pronti a portare su PC, Xbox One e per la prima volta anche sull'ammiraglia Sony la Deadlight: Director's Cut, una versione migliorata nei contenuti e nell'aspetto della loro prima sorprendente opera. Per l'occasione, ci siamo recati negli uffici milanesi di Koch Media dove abbiamo potuto provare per circa un'oretta il primo atto della versione Playstation 4.

Un po' platform, un po' survival.

Come detto, una delle peculiarità di Deadlight risiedeva nell'efficacia della sua narrazione, capace di trasmettere in ogni momento la profonda inquietudine di ritrovarsi sperduti in un mondo quasi completamente collassato su stesso. La causa di questa apocalisse, neanche a dirlo, è stato un virus letale che ha trasformato quasi tutta la popolazione mondiale in morti viventi assetati di sangue, lasciando davvero pochissimi superstiti come spettatori del repentino e inesorabile sopraggiungere dell'estinzione umana. Tra questi si trova il protagonista dell'avventura, Randall Wayne, che dopo essere fuggito in fretta e furia dal Canada e aver perso la moglie Shannon e la figlia Lydia lungo il tragitto, si è recato a Seattle insieme ad un gruppo di sopravvissuti in cerca di quella che, almeno a detta dei comunicati, doveva essere l'ultima "zona sicura" per trovare riparo dall'invasione zombie. Una missione che però non inizierà nel migliore dei modi, dato che già nell'incipit di gioco saremo costretti ad assistere alla brutale ma necessaria esecuzione di una compagna di viaggio di Randall, morsa da uno zombie e quindi in procinto di trasformarsi in una delle fameliche creature non-morte. Come se non bastasse, Randall dovrà -suo malgrado- separarsi quasi immediatamente dal resto del gruppo, ritrovandosi ad affrontare in totale solitudine il lungo viaggio che lo separerà dal "safe point" e dai suoi amici. Un viaggio che i ragazzi di Tequila Works hanno deciso di far poggiare su una formula di gioco non certo rivoluzionaria ma comunque estremamente efficace, che unisce meccaniche da platform-survival in due dimensioni ad una ricchissima componente puzzle. Lo scorrimento dell'azione, infatti, sarà per il 95% del tempo bidimensionale, con solamente qualche escursus in profondità per raggiungere scale ed appigli vari. Il tutto è poi supportato da una modellazione di scenari e personaggi completamente tridimensionale, che regala a schermo un effetto davvero coinvolgente. In buona sostanza ci ritroveremo ad attraversare, quadro dopo quadro, le varie sezioni della città, partendo dalle strade di periferia fino all'interno di alcuni edifici pericolanti, passando per autostrade, store abbandonati e persino per le fogne cittadine. In ognuna di queste location, oltre che doverci confrontare con l'agghiacciante degrado della "nuova civiltà", dovremo cercare di trovare rapidamente la via di fuga per raggiungere la zona successiva, evitando, ove possibile, di affrontare gli zombie (che saranno, sì, lenti, ma sempre numerosi) e risolvendo i vari puzzle ambientali che ci verranno proposti. Potremo quindi interagire con dei pulsanti per smuovere alcune piattaforme e aiutarci a superare dei baratri altrimenti insormontabili; azionare delle valvole per abbassare il livello dell'acqua nelle zone fognarie (Randall non sa nuotare!); e persino attivare dei generatori elettrici per creare delle trappole mortali in cui attirare (sfruttando un fischio o l'antifurto delle auto) i gruppi di zombie più pericolosi. Allo stesso modo potremo spingere o trascinare alcuni oggetti pesanti su cui poi arrampicarci per raggiungere i livelli più elevati, oppure potremo farli cadere dalle sporgenze per eliminare gli inseguitori sottostanti e aprirci delle vie di fughe inaspettate. Le zone, come vedremo sin dal principio, saranno strutturate in maniera da avere sempre la possibilità di posizionarsi ad un livello più alto rispetto agli infetti (sul tetto di una casa o una stazione di servizio, sopra il cofano o il tettuccio di un'auto o un camion...) ottenendo il controllo della situazione e permettendoci di attirarli e saltarli sempre grazie alla capacità fisiche dell'avatar.

Ogni sforzo atletico, che sia quello di spostare gli oggetti, correre, saltare, rotolare o arrampicarsi sulle sporgenze, andrà a consumare una barra di resistenza dedicata, che dovrà quindi essere dosata con parsimonia onde evitare di rimanerne senza nelle situazioni più critiche. Resistenza che sarà assolutamente fondamentale non appena Randall entrerà in possesso della prima arma di gioco, un'ascia da pompiere, con la quale, oltre a sferrare dei fendenti più veloci, potrà spingere indietro gli zombie ed eliminare con violenza quelli caduti a terra, consumando però un gran quantitativo di stamina. Proseguendo nell'avventura avremo anche modo di mettere le mani su alcune armi da fuoco (anche se le munizioni saranno molto limitate), che potranno essere utilizzate tramite un classico sistema da twin-stick shooter, con lo stick sinistro a muovere il personaggio e quello destro per prendere la mira. Dal punto di vista ludico, dunque, l'offerta di Deadlight si presenta molto solida e coinvolgente. Qualche sezione, bisogna ammetterlo, presenta un'esagerata successione di enigmi ambientali da risolvere in successione - tanto da portare un minimo di frustrazione al giocatore. Grazie ad una varietà di situazioni che va dallo scontro con gli zombie alla fuga a perdifiato da un elicottero da guerra, tuttavia, il titolo si risolleva completamente, mostrandosi piacevole ed interessante per tutta la sua durata.

Prima era bello, ora di più.

Venendo all'aspetto grafico, Deadlight ci aveva già convinti nella sua versione originale, grazie ad una modellazione piuttosto curata, una texturizzazione ben implementata, ma soprattutto uno stile artistico davvero particolare, mutuato in maniera meravigliosa dai fumetti di Robert Kirkman. I momenti salienti della narrazione ci verranno infatti veicolati attraverso delle cutscene fumettistiche dai toni graffianti e che trasudano disperazione. Allo stesso modo, la ricostruzione digitale di Seattle mostra una realizzazione davvero impeccabile, con tantissimi elementi in movimento ed un'ottima caratterizzazione post-apocalittica. Ci capiterà di spostarci per ambientazioni ove il cielo grigio si estenderà a perdita d'occhio, con i raggi del sole che faticheranno a penetrare le coltri di fumo addensatesi all'orizzonte. Ma avremo anche modo di attraversare autostrade disseminate di carcasse d'auto arrugginite, oppure di ritrovarci in mezzo a qualche tempesta, con il vento a scuotere i cavi dell alta tensione e i rivoli d'acqua che scrosceranno lungo le pareti degli edifici.

I più evidenti miglioramenti apportati da questa Director's Cut, oltre a controlli migliorati, a nuove animazioni e ad una risoluzione in 1080p per tutte e tre le piattaforme, sono riscontrabili soprattutto nell'illuminazione e nel post-processing, mentre è rimasta fortunatamente intonsa la scelta di mostrare spesso la figura del protagonista in ombra -alla Limbo- rispetto agli scenari, sui quali l'occhio cadrà inevitabilmente. Ogni elemento grafico, insomma, concorrerà brillantemente nell'incorniciare la pressante sensazione di una vita costantemente appesa ad un filo, pericolante come quelle stesse piattaforme a cui ci affideremo per tutta l'avventura, insieme alle speranze del protagonista.

Deadlight: Director's Cut Dove sia finito Rime, non ci è dato saperlo. Ma nel frattempo Tequila Works, in cerca forse di qualche fondo in più per supportare il suo progetto dedicato a Playstation 4, è pronta a tornare sul mercato con la versione Director's Cut di Deadlight, l'opera con la quale, appena quattro anni fa, aveva raggiunto le luci della ribalta. Il titolo è rimasto sostanzialmente immutato per quanto concerne la narrativa e il gameplay (tranne l'inserimento di una modalità chiamata "Survival Arena", che però non abbiamo potuto testare), riservando invece al comparto tecnico le tipiche migliorie che vengono solitamente apportate dalle versioni rimasterizzate. Certamente siamo al cospetto di una versione che farà probabilmente più gola ai possessori dell'ammiraglia Sony, i quali, a suo tempo, non hanno avuto modo di godersi questo ottimo zombie-game indie. Concludiamo dicendovi che la Deadlight: Director's Cut arriverà il 24 giugno su PC, Playstation 4 e Xbox One al prezzo di 19,99€ in forma fisica e digitale, senza purtroppo nessuna agevolazione per chi già possiede la versione originale.

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