Destiny 2: Cala La Notte Adesso online

Affrontiamo in diretta il nuovo evento Cala La Notte!

Provato Destiny - Il Casato dei Lupi

Con questo secondo DLC Destiny conferma di essere un prodotto sulla via della maturazione, arrivando a lavorare sulla sua stessa iconografia e dimostrando di aver creato un forte rapporto con la community.

provato Destiny - Il Casato dei Lupi
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    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Con una puntualità disarmante e senza troppi problemi sui server di gioco, alle sette del pomeriggio del 19 maggio la Regina degli Insonni ha aperto le porte dell'Atollo, il nuovo social space di Destiny. Si è avviata così l'esperienza di gioco con Il Casato dei Lupi, seconda espansione di quello che è stato ormai ribattezzato "l'anno uno" dello sparatutto Bungie. Dopo un percorso di avvicinamento durato una settimana (che ha visto milioni di Guardiani gettarsi alla caccia dei ricercati intergalattici e poi correre come forsennati per aprire le casse alla ricerca delle Chiavi del Tesoro), è arrivato finalmente il momento di scoprire i nuovi vendor, l'equipaggiamento inedito e le nuovi missioni della trama che sbloccano le Prigioni degli Anziani, nuova modalità a ondate che sostituisce il Raid come perno dell'esperienza PvE del DLC. È solo l'inizio del nostro (speriamo idilliaco) rapporto con Il Casato dei Lupi: in attese che le Prove di Osiride si rendano disponibili nel fine settimana, e curiosi di capire quale possa essere la tenuta delle novità introdotte da Bungie, cominciamo appena a soppesare la bontà del contenuto aggiuntivo, che modifica in maniera abbastanza radicale il sistema di progressione ed il rapporto con l'armamentario, e che punta a surclassare in fatto di densità e qualità la vecchia espansione.

Benvenuti sull'Atollo

Approdati sull'Atollo si comincia a fare la conoscenza delle personalità che lo popolano. Ci sono killer Insonni che ci affidano nuove taglie, spedendoci alla caccia di odiosi ricercati in diverse zone di Venere e della Luna, reietti Caduti che ci parlano di misteriosi nuclei armati e corazzati, e fanatici integralisti che ci apriranno la via al torneo PvP del fine settimana. Il nuovo social space è molto contenuto nelle dimensioni ma ben caratterizzato, e dopo averlo esplorato per bene alla ricerca degli Spettri Morti ci si sente già a proprio agio. Senza indugi accettiamo però le imprese di Petra Venj e ci lanciamo alla caccia dei traditori de Il Casato dei Lupi, in una serie di cinque missioni che fungono in buona sostanza da introduzione alle attività del DLC. La formula, in questo caso, è sempre la stessa: le varie "quest" sono ambientate in aree già esplorate nel corso dell'avventura principale o di altre attività, percorse magari al contrario come succede proprio nella prima missione, che si svolge nella zona di Venere in cui abbiamo combattuto il Prelato Arconte.
Bungie ci aveva promesso una questline scritta con maggiore attenzione e più interessante a livello di sceneggiatura. In effetti i dialoghi sono composti con più cura, e chi vorrà seguire gli eventi scoprirà le losche macchinazioni dei Caduti traditori, prima alla ricerca di Casati alleati, e poi costretti a ripiegare su un piano d'emergenza manomettendo addirittura la rete dei Vex. Purtroppo i passi avanti in termini di coinvolgimento sono però molto moderati: senza nessuna cut-scene e costretti ancora a spulciare il grimorio per approfondire praticamente ogni questione, si finisce per ritenere completamente secondarie le questioni narrative. Siamo ancora convinti che si tratti di uno spreco difficile da giustificare.

"Nell'ottica del team di sviluppo la "resistenza" di questo nuovo DLC dipende tutta dalle Prigioni degli Anziani, modalità ad ondate che include degli elementi di proceduralità, nuove boss fight, e garantisce l'accesso a nuovi oggetti ed equipaggiamenti"

Per fortuna in termini di qualità delle quest il team di sviluppo non delude. Eccezion fatta per una rapida visita di pattuglia su Venere, brevissimo riempitivo, le missioni sono epiche e trottanti. Incalzati da una colonna sonora veramente eccezionale, che aggiunge un paio di brani davvero maestosi, si finisce per scoprire un paio di nuove aree ispiratissime a livello scenico, "coccolati" da qualche trovata che ha il sapore dolce del fan service. Con questa seconda espansione, Destiny ha cominciato ufficialmente a "giocare" con la sua stessa mitologia, sfruttando luoghi che hanno un forte valore "affettivo" per la community e facendo leva sull'orizzonte d'attesa dei suoi utenti. È proprio grazie a questo approccio che la questline del Casato dei Lupi, per quanto ancora molto condensata (si finisce in poco meno di tre ore), può dirsi sicuramente più efficace rispetto a quella dell'Oscurità dal Profondo. Come sempre non è questo il perno dell'esperienza complessiva, come non lo è il nuovo assalto "Il Ladro di Ombre". Provato in modalità Cala la Notte quest'ultimo si è rivelato sicuramente più bilanciato e divertente rispetto alla Volontà di Omnigul (patchato di recente), ma come avevamo già scritto qualche settimana fa, dopo la visita esclusiva agli studi di Bungie, è ormai chiaro che gli "Strike" non possono rappresentare un contenuto endgame significativo. Ne è la riprova la facilità disarmante con cui si affronta la nuova playlist di livello 28, il "Drago dell'Avanguardia".

Le mie prigioni

Nell'ottica del team di sviluppo la "resistenza" di questo nuovo DLC dipende tutta dalle Prigioni degli Anziani, modalità ad ondate che include degli elementi di proceduralità, nuove boss fight, e garantisce l'accesso a nuovi oggetti ed equipaggiamenti. Nel corso della nostra prima (lunga) notte con Il Casato dei Lupi abbiamo avuto modo di avvicinarci alle prove di livello 28, 32 e 34, scoprendo che al momento le ondate sono identiche per tutti i giocatori. Probabilmente la composizione varierà di settimana in settimana, ed è presto quindi per capire quanto diversificata potrà essere la sfida. Affrontare le ondate e - soprattutto- i boss delle Prigioni è comunque un lavoro per team ben equipaggiati e affiatatissimi: serve intesa, gioco di squadra, preparazione e capacità di adattamento. La battaglia con il tremendo Cabal Valus Trau'ug ci ha tenuti impegnati per una mezz'ora abbondante, alla ricerca di una strategia funzionale e sempre sull'attenti. In attesa di arrivare al nuovo level cap (fissato a 34) per provare la sfida più impegnativa, le Prigioni ci sono sembrate ansiogene, frenetiche, cattive. Confermiamo per il momento le impressioni positive avute nel corso delle prime prove, anche se c'è bisogno di capire meglio il sistema di loot legato alle Chiavi del Tesoro (che non sempre vengono "droppate" dai boss) e la generazione casuale delle ondate. Resta vero che in termini di varietà complessiva, considerando gli "obiettivi sensibili" che fino ad oggi ci si sono presentati davanti, le Prigioni degli Anziani potrebbero non essere così travolgenti, restando sicuramente meno brillanti rispetto alla modalità da cui chiaramente prendono ispirazione (visto il team di sviluppo, ci riferiamo alla Firefight di Halo: ODST). Il DLC ha evidenziato anche un altro "problema". Con il nuovo sistema di potenziamento di armi ed equipaggiamenti, raggiungere il nuovo Level Cap fissato a 34 è davvero questione di poco. I più fortunati posso addirittura farlo in una serata, potenziando un pezzo di armatura Esotico e sperando di agguantare un paio di Luci Eteree. Mentre apprezziamo moltissimo la revisione integrale dello sviluppo delle armi, che adesso sbloccano i perk con molta facilità e possono essere portate allo stesso livello di danno, evitando quindi le assurde "discriminazioni" che ci avevano fatto abbandonare Visione di Confluenza e che già minacciavano Sorte Fatale, il sistema di sviluppo delle armature un po' più lento e "partecipato" ci sembrava più adatto alla struttura ruolistica di Destiny.
E' chiaro a tutti, insomma, che ad un anno dall'uscita Bungie sta ancora sperimentando, utilizzando patch e DLC per modificare le strutture interne del suo prodotto e trovare una formula efficace e definitiva. L'abbandono degli encomi, la riduzione dell'importanza dei materiali, la revisione della funzione dei frammenti esotici: Destiny è un titolo che ancora si muove malsicuro in certi territori, ribadendo in maniera lampante che il team di Seattle è alla prima esperienza con una progressione da GDR. Il cammino verso una forma definitiva è ancora lungo: ma è bello che Bungie abbia deciso di farlo assieme ai giocatori.

Destiny Il primo impatto con Il Casato dei Lupi può dirsi positivo. Rimangono alcune problematiche ormai storiche del titolo Bungie, come la tendenza al riuso di aree e ambientazioni e la difficoltà nel creare un racconto coinvolgente e "visibile". Ma con questo secondo DLC Destiny conferma di essere un prodotto sulla via della maturazione, arrivando a lavorare sulla sua stessa iconografia e dimostrando insomma di aver creato un fortissimo rapporto con la community. Nonostante si segnali la presenza di vari oggetti che possono rendere più spedita la progressione verso il level cap anche ai neofiti, Il Casato dei Lupi è evidentemente un prodotto pensato per i fan di lungo corso (ad attirare nuove leve ci penseranno forse i contenuti dell'anno due). A loro sarà chiaro quale sia l'importanza di certe modifiche strutturali al sistema di sviluppo dei personaggi, e quale collocazione abbiamo le Prigioni degli Anziani nell'economia dell'endgame. Visto "dall'esterno", oppure giudicato sulla base del numero di ore necessarie a completare la questline principale, Il Casato dei Lupi rischia di essere nuovamente "frainteso" da quelle fasce di pubblico che lo paragonano agli add-on di uno sparatutto classico. E che Destiny non lo sia, ormai, dovrebbe essere chiaro anche a chi l'ha abbandonato da tempo. Per formulare un giudizio circostanziato, quindi, bisogna attendere ancora un po', testare non solo le Prove di Osiride, ma anche trovare i primi esotici, capire le novità si ripercuotono sull'endgame, e valutare insomma l'impatto sulle attività della community. Il fatto che nella prima nottata di pubblicazione i giocatori siano tornati in massa a popolare i server dello shooter di Bungie, comunque, potrebbe già essere un segnale importante.

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