(Dis)Comfort Zone: Outlast 2 Oggi alle ore 21:00

Nuovo episodio della (dis)Comfort Zone dedicata ad Outlast 2

Provato Destiny - Il Re dei Corrotti

Siamo stati in visita negli studi di Bungie e abbiamo iniziato l'esplorazione dell'Astrocorazzata, giocando per oltre dieci alla nuova espansione di Destiny. Ecco le impressioni sul PvP.

provato Destiny - Il Re dei Corrotti
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Comincia oggi, con un corposo update che riscrive integralmente il sistema di progressione del personaggio, l'anno due di Destiny. Una nuova stagione per lo sparatutto Bungie, in cui il team di sviluppo dovrà disinnescare tutte le criticità che non solo i detrattori, ma anche i fan di lungo corso hanno imputato alla produzione. Per quanto virulento, trascinante e saldo sia l'amore degli appassionati, sempre pronti a barcamenarsi tra le Prove di Osiride e le Prigioni degli Anziani, che il gioco abbia degli spigoli è un fatto innegabile. Proprio per limitare la randomicità dell'accesso agli oggetti esotici, per rendere più interessanti le attività endgame, e soprattutto per pennellare una curva di progressione più morbida, gli interventi di restauro che anticipano l'arrivo di The Taken King sono stati decisi e importanti. Di tutte queste novità, e dell'iniezione di contenuti in arrivo il 15 Settembre, parleremo esattamente fra una settimana: siamo stati in visita negli studi di Bungie e abbiamo iniziato l'esplorazione dell'Astrocorazzata, giocando per oltre dieci ore alla nuova espansione: occhi puntati su Everyeye il giorno del lancio, insomma. Per il momento possiamo condividere invece qualche impressione preliminare su alcune delle mappe multiplayer che arriveranno con Il Re dei Corrotti, giocate nell'inedita modalità Spark.

Bomba in Buca

The Taken King porterà con sé due nuove modalità PvP. La prima, Mayhem, è una variazione su tema del Team Deathmatch: la sua particolarità è che i tempi di caricamento delle Super e delle granate sono estremamente ridotti, e i giocatori potranno utilizzarle per martellare gli avversari. Il "massacro" suggerito anche dal nome di questo game mode è insomma un po' caciarone e parecchio disimpegnato. Molto più interessante, per caratterizzare l'offerta multiplayer di The Taken King, è invece Rift, un insolito incrocio fra un Capture The Flag e la modalità Uplink vista di recente in Call of Duty Advanced Warfare. In buona sostanza una scintilla di luce compare al centro della mappa: una volta che si sarà caricata potrà essere raccolta dai Guardiani, che dovranno infilarla all'interno di un portale in campo nemico. La prova diretta ha evidenziato una modalità di carattere, con tempistiche e ritmi interessanti: qui l'attenzione dei giocatori si sposta continuamente, e bisogna essere lesti, dopo le scaramucce a necessarie ad accaparrarsi la "Spark", a preparare l'attacco o la difesa a seconda che la nostra squadra abbia conquistato o meno la scintilla. Il guardiano che porta la scheggia di luce guadagna punti anche muovendosi per la mappa di gioco, quindi una strategia troppo attendista del team in difesa è sempre molto rischiosa. Gli equilibri del match, insomma, sono molto interessanti, e Spark sembra rappresentare una bella aggiunta all'offerta di un reparto online che, anche dopo l'inserimento di Eliminazione, aveva bisogno di qualche contenuto in più. Nel corso della nostra prova abbiamo giocato quattro delle otto mappe inedite incluse in The Taken King. Bannerfall è ambientata in una versione distrutta e abbandonata della Torre, una delle ultime città cadute durante le guerre contro i Caduti.

Slam Dunk

Riuscire ad infilare la Spark nel portale dopo una corsa a perdifiato, magari schivando un paio di Guardiani in difesa, è una soddisfazione impagabile: l'onda d'urto che si genera a seguito del "canestro" uccide gli avversari nelle vicinanze, incrementando di conseguenza il punteggio. Nel caso in cui riuscite invece a pulire la zona e arrivare indisturbati all'obiettivo, potreste puntare a guadagnare un "Bonus di Stile": avvicinandovi al Rift camminando all'indietro, e magari pure in salto, il vostro guardiano eseguirà un'agile capriola, esibendosi in una schiacciata che brucerà parecchio sulla pelle degli avversari.

L'atmosfera abbastanza tetra e mortifera è forse l'aspetto più riuscito di questo playground, che non si distingue per un level design particolarmente ricercato.Ben più efficace è invece quello di Frontier, mappa ambientata sulla Terra in prossimità di un ponte ferroviario che connette due enormi depositi merci. Il ponte, dove compare la scintilla, è abbastanza ben difeso per via della presenza di vagoni rugginosi e container, ma i due corridoi laterali, nonostante siano molto esposti scoraggiando attraversamenti poco attenti, permettono di avvicinarsi all'obiettivo da diverse posizioni. Anche Sector 618 è discretamente interessante. A livello stilistico ricorda molto le sezioni iniziali del Cosmodromo, quei grandi stanzoni attraversati nel corso dei primi minuti di gioco, pieni di colonnati e caratterizzati da spazi apertissimi. Si tratta di una mappa asimmetrica, in cui le zone di spawn dei due team sono connesse da due diversi corridoi, fra i quali è possibile spostarsi utilizzando un sistema di piattaforme che ci costringe a fare qualche salto ben calcolato. Infine, la mappa Dungeons si ambienta all'interno dell'Astrocorazzata. Nonostante la collocazione, le linee di tiro sono abbastanza aperte e gli spazi molto ampi: le navate monumentali e le sale della nave di Oryx si alternano ovviamente a passaggi un po' più stretti, ma lo scontro non si fa mai claustrofobico e serrato, prediligendo le armi a lunga gittata. Molto gradevole a livello stilistico, questa mappa dà un'idea abbastanza precisa delle atmosfere che troveremo nella nuova ambientazione.

Destiny Le novità di The Taken King non saranno legate solo all'esperienza PvE. L'espansione porterà con se otto nuove mappe e due modalità: una un po' più competitiva e ragionata (Spark), l'altra pensata per chi vuole divertirsi senza complicazioni (Mayhem). Il design dei nuovi Playground sembra efficace, a livello di atmosfere e struttura. Ottime notizie, insomma, per gli amanti del PvP, che aspettano di scoprire come verranno aggiornate le Prove di Osiride e -soprattutto- di capire se sparirà il Lag che puntualmente tortura i giocatori dello Stendardo di Ferro. Per scoprirlo basterà aspettare qualche altra settimana: il 15 Settembre, intanto, su queste pagine troverete le impressioni preliminari sull'esperienza offerta dal Re dei Corrotti.

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