Destiny: Rise of Iron - Plaguelands e Archon's Forge

Continua il nostro viaggio alla scoperta di Rise of Iron: visitiamo le Plaguelands, invase dalle nebbie e dai fumi della Forgia di Archon...

provato Destiny: Rise of Iron - Plaguelands e Archon's Forge
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il Tempio del Ferro si erge sulla vetta innevata del Picco di Felwinter, vigile e minaccioso come un lupo in agguato. Il profilo frastagliato del monte sovrasta le piane del cosmodromo, dove brulicano ancora i razziatori Caduti, alla ricerca di risorse tra i corpi rugginosi delle Falene. Il nuovo spazio sociale, liberato dal giocatore alla fine della prima missione di Rise of Iron, è il centro nevralgico dell'espansione: qui si trova Lord Saladin, antico custode che ci chiederà di liberare la terra dalla piaga dei SIVA, ma anche un nuovo criptarca, proprio di fronte all'ingresso di una sala in in cui si ricordano e si celebrano i Signori del Ferro. L'impatto scenico dell'area è di quelli da mozzare il fiato: un vento gelido spazza costantemente l'ampio cortile, dove un braciere acceso ci ricorda il sacrificio dei vecchi guardiani, e guardando oltre i bastioni pietrosi lo sguardo si posa sulle Plaguelands, invase dalle nebbie e dai fumi della Forgia di Archon.

Esploriamo le Plaguelands

Rise of Iron, avrete capito, non è un'espansione che si esaurisce assieme alla sua main quest: anche senza mettere in contro il nuovo Raid, che rappresenterà la principale attrattiva dell'endgame per la maggior parte dei giocatori, le attività da svolgere una volta portato a termine l'incarico di Saladin saranno moltissime. Proprio come The Taken King, anzi, è solo alla fine della missione principale (che dura poco meno di quattro ore) che l'espansione rivela il suo potenziale: al posto dell'Astrocorazzata dovremo pattugliare le Plaguelands, immensa area che si sblocca sulla Terra.

La zona sembra veramente immensa: prosecuzione naturale del Cosmodromo, al suo interno troviamo le carcasse titaniche di navi mercantili, lo scheletro spaccato di enormi autostrade, e distese di vecchi container ordinati come vecchie lapidi misteriose, pronte a regalare ai nuovi scorci un'aria lugubre e cimiteriale.Anche le Plaguelands, proprio come la Dreadnaught di Oryx, nascondono molti segreti. Uccidendo unità d'élite che di tanto in tanto compaiono nelle varie zone, ad esempio, possiamo raccogliere le Splicer Key, che ci permettono di disattivare dei campi di forza e accedere a piccole aree disseminate nella zona. Qui, dopo aver sconfitto un aggressivo manipolo di avversari, potremo aprire qualche forziere e pure cercare le unità dormienti SIVA, che sostituiscono i frammenti calcificati della vecchia espansione. Anche se le pattuglie si svolgono sempre con le stesse modalità, e l'introduzione della nuova tipologia di missioni Quarantena non cambia davvero nessun equilibrio (si tratta sempre di uccidere un singolo nemico piuttosto aggressivo oppure un'ondata di infetti SIVA), siamo piuttosto certi che le Plaguelands brulicheranno di guardiani, intenti a cercare in ogni anfratto. Anche solo per trovare gli otto medaglioni d'argento che costituiscono la base di partenza per riforgiare il mitico Gjallarhorn, avviando quindi una (interessante) side quest che nessuno vorrà lasciarsi sfuggire.
Il recupero dell'equipaggiamento esotico e leggendario sarà a conti fatti l'attività che nei mesi successivi al lancio terrà impegnati i giocatori, e a tal proposito speriamo che Rise of Iron ci stupisca con qualche sorpresa, come le missioni per mettere le mani sul Fuso Martellante e sul Simulatore Dormiente, comparse dal nulla dopo qualche tempo dalla pubblicazione di The Taken King. Interrogato sulla questione, il team di sviluppo sorride e non si sbottona, confermandoci però che gli oggetti interessanti saranno moltissimi. Troveremo ad esempio otto artefatti, otto medaglioni che rappresentano anche una delle novità principali dell'espansione: ciascuno ha infatti un'abilità molto particolare, in grado di cambiare alcuni aspetti dell'esperienza di gioco. Ce ne sono di orientate al PvE, come quella che può trasformare in un alleato un nemico di basso livello colpito da un attacco corpo a corpo; e altre pensate per il PvP, come quelle che riducono il tempo di recupero per lo sprint o che abbassano i danni continuativi, come il veleno dell'Aculeo o le fiamme di Bruciatura. Come queste nuovi artefatti influiranno sul bilanciamento complessivo delle partite in Crogiolo è difficile dirlo, e potremo sicuramente aspettarci qualche nuova patch a breve distanza dall'uscita dell'espansione, ma in ogni caso è interessante che il team di sviluppo si sia preso delle libertà, cercando di proporre qualcosa di nuovo e provando a mescolare le carte in tavola. Oltre al recupero dei medaglioni e delle armi esotiche, ricordiamo che tutti i progressi della nuova espansioni verranno segnalati su un apposito libretto, molto simile a quello dei Momenti di Trionfo, che registrerà ogni progresso e permetterà di ottenere varie ricompense. Ci sembra un sistema intelligente per veicolare un buon senso di progressione, orientando gli sforzi dei giocatori verso "l'esaurimento" di tutte le attività.

Prima di chiudere, un accenno anche alla Archon's Forge: all'interno delle Plaguelands si trova quest'area particolarmente evocativa, all'interno della quale immensi estrattori raccolgono e processano materie prime, riversando poi fiumi di lava incandescente che arrivano fino al mare, sollevando gigantesche colonne di fumo. All'interno di questa forgia i caduti sembrano assemblare nuove unità meccaniche, e "contaminando" il processo produttivo con alcune cellule SIVA, è possibile attivare uno scontro. La Forgia di Archon è, in buona sostanza, una versione riveduta e corretta della Corte di Oryx, che propone combattimenti su scala leggermente più vasta, e contro ondate di nemici più cospicue. In buona sostanza sembra il punto d'incontro fra le Prigioni degli Anziani e le Boss Fight attivate con le Rune sull'Astrocorazzata. Ci saranno tre diversi gradi di difficoltà, ma come ottenere le cellule SIVA di gradi più alto, e quali siano le ricompense ottenute, è ancora un mistero.

Per scoprirlo non resta che attendere qualche giorno: Rise of Iron è ormai in dirittura d'arrivo, e con lui l'Anno Tre dello sparatutto di Bungie. Il nostro primo contatto con l'espansione ci ha riempiti di curiosità ed entusiasmo, soprattutto perché - al pari di The Taken King - le varie attività possono potenzialmente tenerci impegnati per qualche mese. Non crediamo che le nuove aggiunte possano traghettarci senza alcuna pausa fino all'attesissimo Destiny 2, che dovrebbe vedere la luce nel 2017, ma siamo convinti che l'espansione potrà rappresentare un bel ritorno di fiamma per tutti: anche per quei giocatori che hanno saltato l'avvento di Oryx.