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Giochiamo in diretta con questa avventura dalle tinte oscure

Provato Deus Ex Mankind Divided

Alla fine dell'estate arriverà Deus Ex Mankind Divided, attesissimo sequel di un titolo che ha lasciato una profonda impronta sul mercato: abbiamo provato i primi momenti della nuova avventura di Adam Jensen.

Deus Ex Mankind Divided

Videoanteprima
Deus Ex Mankind Divided
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Deus Ex: Mankind Divided monopolizzerà le ultime settimane dell'estate di tanti giocatori. Atteso sequel di un titolo che ha lasciato una profonda impronta sul mercato, il pupillo di Eidos Montreal è stato infatti rimandato al prossimo 23 agosto. Le ragioni del rinvio, tuttavia, sembrano più che giustificabili: da una parte, infatti, il team di sviluppo si è preso il tempo per smussare gli spigoli e consegnarci un'avventura molto più rifinita dell'originale, e dall'altra i mesi aggiuntivi sono serviti per approntare una gustosa sorpresa. Stiamo parlando dell'inedita modalità Breach, parentesi arcade che correrà parallela allo story mode, distinguendo Mankind Divided come uno dei prodotti più densi ed estesi degli ultimi tempi. Abbiamo avuto la fortuna di provare sia l'infiltrazione virtuale di Breach che i primi momenti della nuova avventura di Adam Jensen: ecco le nostre impressioni.

Come sviluppare un sequel di successo

Chiunque abbia giocato Human Revolution si troverà a proprio agio con questo sequel: nonostante il layout dei controlli sia stato completamente rivisto, Deus Ex: Mankind Divided non ha intenzione alcuna di ribaltare le fondamenta gettate dal predecessore, semmai di espanderle e migliorarne alcuni aspetti. Ancora una volta, il gameplay si baserà sulla libera scelta tra approcci action e furtivi all'interno di livelli costruiti appositamente per enfatizzare la presenza di molteplici percorsi verso l'obbiettivo. L'esplorazione e la capacità di adattamento verranno sempre premiate, mentre dal punto di vista narrativo tornerà la possibilità di mutare il corso degli eventi grazie alle proprie decisioni. Fa il suo ritorno anche il mix tra prima e terza persona, con quest'ultima utilizzata durante le interazioni ambientali e l'utilizzo dei ripari, con lo scopo di fornire al giocatore la massima visibilità dell'ambiente circostante. Come sempre, il metodo più soddisfacente per affrontare le missioni resta quello stealth. Per quanto la pluralità di approcci sia il mantra della produzione, decidendo di tenere un basso profilo si tira fuori il meglio della produzione. Il percorso verso l'obiettivo si rivela infatti costellato di guardie armate, robot sentinella, telecamere di sorveglianza, dispositivi di rilevamento laser, cecchini, e Adam dovrà cercare di infiltrarsi sollevando il minor numero di allerte possibili, sfruttando i poteri forniti dagli impianti cibernetici. Il compito di passare inosservati sarà reso molto più interessante dalle abilità fornite dagli impianti di Adam, che tornano con sensibili differenze. Come in passato lo sblocco di tali poteri sarà comunque legato all'accumulo di specifici punti (detti Praxis), e dunque starà al giocatore plasmare il proprio personaggio secondo lo stile preferito. Anche le scelte operate in questo campo aprono possibilità di interazioni alternative con l'ambiente. Un'area invasa da gas tossici, ad esempio, non sarà attraversabile senza l'apposita skill, così come un'impostazione totalmente stealth non permetterà ad Adam di sfruttare l'aumento della forza per sfondare alcuni punti più sottili delle pareti, privandolo di specifici percorsi alternativi. Molte le novità rispetto al passato. La Smart Vision, ad esempio, ora segnala con molta più chiarezza i punti sensibili e le guardie, coprendo l'intera visuale con un overlay molto meglio definito. Fanno inoltre la loro comparsa diversi nuovi poteri, come una skill che permette per qualche secondo di occultarsi completamente agli sguardi nemici. Potrebbe apparire come una notevole semplificazione, ma ci è parsa ben bilanciata, in quanto drena a grande velocità l'energia comune da cui attingono tutte le abilità: dopo averla utilizzata, Adam sarà per svariati secondi completamente inerme, incapace persino di compiere eliminazioni silenziose in corpo a corpo, e dunque il suo utilizzo andrà calibrato al millimetro. Interessante anche il nuovo utilizzo della lama nascosta nell'avambraccio, che ora può essere sparata a medie distanze e successivamente fatta esplodere, così come il dash, che permette di effettuare un rapido salto potenziato in avanti, o l'armatura di nanomacchine, che permette di sopportare il fuoco nemico per qualche secondo in più. L'impressione complessiva che ci siamo fatti giocando i primi livelli della campagna, è quella di trovarsi per le mani un prodotto molto più rifinito rispetto a Human Revolution. Per quanto permangano alcune leggerezze dell'intelligenza artificiale, che inciampa sia quando deve passare all'attacco che nella gestione delle allerte, tutto funziona molto meglio di quanto ricordassimo. L'interfaccia è più chiara, i menù facilmente navigabili, ma soprattutto il design dei livelli si fa molto più interessante, mettendoci di fronte a planimetrie stratificate e complesse. Si nota molto meno il riuso (comunque presente) di oggetti ed elementi architettonici, a tutto vantaggio della varietà delle location.

The Mechanical Apartheid

Sono passati due anni dall'attacco alle Sarif Industries, e la situazione non è affatto migliorata, né per gli umani con impianti cibernetici (i cosiddetti "Augmented"), né per Adam Jensen. A seguito di un incidente dalle cause ancora misteriose, durante il quale tutti gli impianti sono sfuggiti al controllo dei proprietari, causando milioni di morti e feriti, le tensioni sociali e politiche che dividono coloro che hanno sfruttato la tecnologia per migliorare il proprio corpo e gli esseri umani ancora "puri" si sono notevolmente ispessite. Al punto da giungere ad un vero e proprio tentativo di ghettizzazione per chiunque presenti impianti cibernetici: un'Apartheid meccanica, come racconta il meraviglioso filmato in Live Action diffuso da Squre Enix qualche giorno fa. La situazione che finisce per generare ulteriori disordini, e sfocia inevitabilmente nel terrorismo: cellule indipendenti di Augmented organizzano attentati ai danni di una civiltà che cerca di eliminarli, nel disperato tentativo di ottenere considerazione. Dal canto suo, Adam, ormai orfano delle industrie Sarif, riesce a mettere le proprie abilità uniche al servizio del governo, unendosi ad una task force creata appositamente per combattere le cellule terroristiche degli Augmented. Il nostro ha tuttavia anche degli scopi personali, in quanto il suo fine ultimo è convincere i vertici della fazione a posare le armi, raffreddare gli animi e mettere a nudo le cospirazioni delle multinazionali che speculano segretamente sulla guerra civile. Costruendo sulle basi gettate dal predecessore, anche Deus Ex: Mankind Divided propone temi cari alla fantascienza "classica", sfruttando il suo setting per veicolare messaggi in realtà molto attuali: tensioni razziali, terrorismo, paura del "diverso" e, alla base, le megacorporazioni ed i loro interessi economici. Del resto, al lavoro sulla sceneggiatura c'è ancora una volta Mary DeMarie, veterana dell'industry che già con Human Revolution era riuscita a creare un immaginario non solo convincente, ma anche in grado di giocarsela alla pari con i classici del genere fantascientifico.The Mechanical Apartheid

Una varietà che, per fortuna, interessa anche il comparto puramente artistico: per quando il filtro giallastro che si posava su tutte le ambientazioni di Human Revolution lasci ancora la sua impronta cromatica sul mondo di gioco (depositando sugli oggetti una patina di stanchezza esistenziale, che così meravigliosamente caratterizza il futuro distopico di Deus Ex), potete aspettarvi scenari di ben altra caratura, capaci di superare per respiro, estensione e ispirazione artistica quelli del vecchio capitolo. Il team di sviluppo, per altro, conferma il ritorno dei livelli "hub". Liberamente esplorabili, questi spazi saranno ambientati in alcune delle città che faranno da sfondo alla trama. Per quanto non si possa certo parlare nemmeno lontanamente di una struttura free roaming, la speranza è che questi livelli aperti permettano non solo di effettuare acquisti volti a migliorare l'arsenale e le Augmentation di Adam, ma anche di approfondire alcuni aspetti narrativi del gioco, e, magari, di scovare qualche missione secondaria aggiuntiva. Riguardo al comparto tecnico, nonostante piccoli inciampi nel framerate ed un filtro anti-aliasing non proprio eccelso, si nota una buonissima mole poligonale complessiva, evidente anche durante le cut scene realizzate con il motore di gioco, con personaggi e sfondi molto dettagliati. Anche le texture risultano maggiormente definite, senza dimenticare qualche dettaglio in più sul fronte dei particellari. Mankind Divided, in ogni caso, non mira certo a stabilire nuovi standard grafici, sacrificando la densità della scena per la vastità delle location, e cercando di presentarsi con un colpo d'occhio prima di tutto funzionale.

Breccia

Nonostante nel corso di due differenti partite sia possibile affrontare l'avventura con metodi diametralmente opposti (usando ad esempio la parlantina di Adam invece delle sue doti furtive, oppure la forza bruta al posto delle abilità di hacking), non tutti saranno disposti a ricominciare da capo lo Story Mode una volta portata a termine la prima Run. Per quei giocatori che non se la sentono di ripetere una storia lunga decine e decine di ore, il team di sviluppo ha pianificato la modalità Breach, contenuto svelato a sorpresa e ideato come una vera e propria esperienza parallela a quella principale.

Potete vedere la modalità Breach come una sorta di "arcade mode", anche se in verità ci sarà una cornice narrativa che la contestualizzerà nel mondo di gioco: l'idea alla base di questa sezione è quella di interpretare un hacker che, proiettandosi all'interno di un ambiente virtuale con il proprio avatar, cerca di far breccia nei sistemi di sicurezza e nei firewall di diverse multinazionali, alla ricerca dei loro più biechi segreti. Strutturalmente parlando, il concept è molto simile a quello delle vecchie VR Mission di Metal Gear Solid, anche se il gameplay è ovviamente ripreso da Deus Ex. Gli ambienti di gioco sono spazi geometrici ed astratti, molto più contenuti delle mappe che troveremo nell'avventura. L'obiettivo sarà quello di raggiungere dei pacchetti di dati disseminati nell'area, scaricarli e tornare alla base. Il fatto che si tratti di una simulazione ha permesso al team di sviluppo di dare al tutto un tono molto più leggero, con abilità ben meno rigorose rispetto a quelle classiche: c'è ad esempio un doppio salto che ci permette di superare facilmente dislivelli e muri eretti a difesa dei pacchetti dati. Sistema di coperture, intelligenza artificiale degli avversari e gestione delle armi sono comunque estratte dal gioco base, ed il sapore dell'esperienza è sempre lo stesso. A dire il vero, di tanto in tanto, soprattutto quando si lotta contro il tempo per scalare le classifiche online migliorando le proprie prestazioni, si sentirebbe il bisogno di un sistema di controllo un po' più dinamico, e di un gameplay che virasse con più decisione in direzione dell'action game. Ci si può comunque fare l'abitudine, chiudendo un occhio soprattutto per via della mole di contenuti che la modalità Breach proporrà. Sebbene suddivisa in singoli livelli-sfida, la campagna di Breach sarà longeva e duratura, e verrà costantemente ampliata con la pubblicazione di nuovi stage.

A fare da cornice c'è un sistema di potenziamento del proprio avatar, che permette di guadagnare skill point con cui acquistare nuove abilità, ma anche di recuperare delle casse da cui può uscire loot più o meno raro. Anche Deus Ex, insomma, sceglie di inseguire l'assuefacente sistema di "drop" che adottano molti GDR moderni, ma lo fa per fortuna in un contesto alternativo a quello originale: da una parte salvando la coerenza dell'ambientazione, e dall'altra proponendo un contenuto endgame potenzialmente accattivante e duraturo.

Deus Ex Mankind Divided Con un profilo ludico ben più rifinito rispetto al suo predecessore, un'interfaccia più chiara, ma soprattutto una campagna graziata da una maggior varietà in fatto di situazioni, atmosfere e level design, Deus Ex: Mankind Divided è pronto a convincere anche chi non si era lasciato ammaliare dal precedente capitolo. Nuovo grande esponente dei GDR di matrice occidentale, che propone però un gameplay di stampo action/stealth, il titolo sviluppato da Eidos Montreal è per altro un prodotto smisurato. Il replay value garantito dalla pluralità di approcci viene ulteriormente amplificato dalla modalità Breach, che potrebbe rappresentare un perfetto contenuto endgame, grazie al suo piglio arcade. Chi cerca un tipo di esperienza più rapida e immediata, potrebbe addirittura a preferirla alla trama principale. Che resta tuttavia il pezzo forte: non solo perché tutti gli ingranaggi ludici sono più oliati, ma soprattutto perché contesto, racconto e tematiche sembrano declinati in maniera davvero sopraffina. Sogno ad occhi aperti per gli appassionati di fantascienza e cyberpunk, Mankind Divided arriverà il prossimo 23 agosto a riscaldare un'estate videoludica già bollente. Tenetelo d'occhio, perché le premesse sono a dir poco esaltanti.

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