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GCom14

Provato Dragon Age: Inquisition

Bioware riesce a stupire con il suo RPG

provato Dragon Age: Inquisition
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Per molti fan del capostipite Origins, Dragon Age: Inquisition rappresenta al tempo stesso una speranza e una fonte di grande preoccupazione. Dopo la delusione del secondo capitolo, che sacrificava completamente l'elemento strategico del combat system e limitava moltissimo le chance esplorative, questo terzo episodio open world potrebbe effettivamente riscattare le sorti di un brand dotato di enormi potenzialità inespresse. Durante la seconda giornata di gamescom 2014 abbiamo avuto modo di incontrare i ragazzi di Bioware e dedicare una mezz'ora ad una prova diretta della versione PC, scoprendo un progetto apparentemente immenso. Dal concetto stesso di Inquisizione, della quale il giocatore si troverà alla guida, sino alla gestione di una propria fortezza personale, passando per l'esplorazione di un mondo aperto di notevoli dimensioni, di carne al fuoco ce n'è davvero moltissima.

Hack'n'slash strategico

La porzione di gioco a nostra disposizione era sostanzialmente la medesima mostrata durante la conferenza Electronic Arts, sebbene con maggiore libertà d'azione. Oltre alla quest principale, che ci chiedeva di individuare e liberare alcuni membri dell'Inquisizione prigionieri del nemico, abbiamo avuto modo di esplorare liberamente la mappa di gioco, rintracciando in breve tempo un gran numero di quest e attività secondarie. Nonostante la demo provata girasse su PC, gli sviluppatori hanno preferito farci familiarizzare con i controlli tramite pad, peraltro ben congegnati. Analogico sinistro e destro si comportano come in ogni altro gioco in terza persona, le direzioni alto e basso del D-Pad permettono di passare in tempo reale al controllo di ciascuno dei quattro membri del party, il grilletto destro è deputato all'attacco base e i tasti frontali sono dedicati alle abilità di classe, con la possibilità di mantenere la pressione del grilletto sinistro e accedere ad altre quattro specialità.

I consumabili, come le pozioni, sono invece liberamente sistemabili in un menu circolare la cui apertura ferma l'azione di gioco, assegnato alla pressione del dorsale sinistro. Il controllo in tempo reale dei combattimenti si è rivelato assolutamente funzionale, soprattutto grazie alla possibilità di passare velocemente da un combattente all'altro, eppure, mossi i primi passi in direzione della quest principale, la pausa tattica si è resa ben presto necessaria. Particolarmente utile in caso di gruppi di avversari numerosi ed assortiti, oppure contro i boss, questa si attiva con la pressione del tasto Back (o Select), e permette di gestire le azioni di ogni singolo personaggio in tutta tranquillità, definendo il suo percorso nell'ambientazione e le azioni da compiere. La rinnovata enfasi su quest'ultima, che nel predecessore era rimasta relegata a un ruolo di contorno, fa di Dragon Age: Inquisition un vero e proprio ibrido tra un action RPG e un gioco di ruolo strategico "vecchia scuola". Chi vorrà darsi all'approccio più diretto e violento potrà settare un basso livello di difficoltà e darsi al massacro nella sua forma più frenetica, mentre coloro in cerca di un gameplay ruolistico più classico potranno aumentare il livello di sfida e trovarsi dunque costretti a gestire con grande cura le azioni di ogni singolo personaggio. Chiaramente, chi sperava in un ritorno totale all'impostazione tutto sommato classicista di Origins rimarrà in parte deluso, ma la recente storia di Bioware ha reso evidente come lo sviluppatore canadese sia costantemente alla ricerca di un'evoluzione delle meccaniche ruolistiche, e anche di una loro apertura all'ambito console, due fattori che richiedono necessariamente la semplificazione di alcuni aspetti, o perlomeno, come nel caso specifico, un range di scelta al servizio di diverse tipologie di giocatori. In questo senso, il compromesso raggiunto dagli sviluppatori con questo terzo capitolo della saga sembra il coronamento, forse tardivo, delle intenzioni del predecessore, purtroppo mai onorate finora. Fortunatamente, Dragon Age: Inquisition sembra avere molto altro da offrire, a parte un sistema di combattimento che sembra finalmente trovare il corretto equilibrio. La mezz'ora a nostra disposizione non ci ha naturalmente permesso di scalfire più di tanto l'elemento esplorativo, ma un breve giro dei dintorni è stato più che sufficiente per renderci conto della densità dell'offerta ludica.

Giro turistico

Quando si costruisce un mondo liberamente esplorabile, sin dalle fasi di concettualizzazione è necessario studiare attentamente una serie di elementi destinati a catturare l'attenzione dei giocatori, e non sempre riuscirci è facile. Per quanto abbiamo potuto vedere, Dragon Age: Inquisition presenta un territorio innanzitutto molto ben caratterizzato e ricco di elementi naturali interessanti, perdipiù costellato di cose da fare. Al di là della raccolta di materie prime per il crafting e delle quest secondarie, abbiamo notato obbiettivi "minori", spesso da completare velocemente, in sequenza e durante l'esplorazione. Nel caso della sequenza da noi provata, si trattava di accendere una serie di torce per liberare il territorio da alcune presenze maligne, ma solo dopo averne sconfitte un certo numero. Questo genere di attività, a detta degli sviluppatori, si presenteranno spesso durante l'esplorazione, o anche durante i trasferimenti verso il successivo passo di una quest, così da arricchire costantemente la navigazione della mappa.

Avendo potuto provare solamente una di queste attività secondarie, per formulare un giudizio è ancora molto presto, ma si tratta certamente di un buon modo di mantenere il giocatore impegnato, naturalmente in cambio di esperienza ed eventuale loot. Relativamente alle quest secondarie, queste si presenteranno in grande quantità, e ci è stato garantito che diverse presenteranno una durata di tutto rispetto, con la possibilità di più step prima di arrivare alla conclusione e alle ricompense. Come impresa ultima, adatta solamente ai guerrieri più navigati, ci sarà anche la possibilità di dare la caccia ai draghi. I combattimenti saranno lunghi e potenzialmente molto complessi, ma il bottino davvero unico. Dal punto di vista grafico, la versione PC da noi provata ha mostrato un rendering di livello, forte di una buona draw distance e una modellazione poligonale di tutto rispetto. Nel comparto texture si nota qualche sbavatura, del resto da inserire in un contesto open world apparentemente molto vasto.

Dragon Age: Inquisition È con più di un'incertezza che abbiamo affrontato la prova diretta di Dragon Age: Origins, eppure la mezz'ora di hands on è riuscita a rassicurarci sotto diversi punti di vista. Il sistema di combattimento sembra trovare finalmente un buon equilibrio tra azione diretta e la tanto agognata strategia. Di contro, una prova di mezz'ora in un ambiente controllato, per un titolo di tale portata, rappresenta la proverbiale punta dell'iceberg. È comunque con rinnovata speranza che, in prossimità del 21 novembre, affronteremo la fase di recensione. Le caratteristiche necessarie a riportare il brand ai fasti che merita ci sono tutte, e non ci resta che confidare nel lavoro di Bioware.

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