Provato Dragon Age: Inquisition

Proviamo all'EGX di Londra il comparto multigiocatore dell'RPG Bioware

provato Dragon Age: Inquisition
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

E' tempo di cambiamenti in casa Bioware. Gli ultimi due titoli sono stati al centro di fervide discussioni da parte di fan e critica assieme ed è forse per questo che l'attesa è molto alta per il prossimo Dragon Age: Inquisition, sui nostri schermi il 21 Novembre. L'ultima volta che l'abbiamo visto si è parlato di singleplayer e del mondo che caratterizzerà le nostre avventure a capo dell'inquisizione. All'EGX di Londra tenutosi settimana scorsa ci siamo invece stupiti allo stand EA perchè la build presente era dedicata interamente al multiplayer. Come fecero per Mass Effect 3, anche in Inquisition la parte online sarà indipendente rispetto all'avventura in singolo, nonostante non sappiamo se verrà inclusa una qualche interdipendenza su parti della trama come cercarono di fare nel caso del colonnello Sheperd. Speriamo di no. Tuttavia quel che abbiamo visto ci ha piacevolmente impressionato e, sulla scia dell'annuncio di Shadow Realms, possiamo dire che se il team svilupperà questo comparto come si deve, potremmo essere davanti a un nuovo modo di intendere l'online competitivo nel genere fantasy. Cooperativa a quattro giocatori per dungeon lunghi dall'ora in su a difficoltà crescente, con tanto di miniboss e sfida finale da superare. Detto così, promette bene.

Il piacere del raid

Si parte scegliendo una classe e un loadout, come se stessimo per entrare in un match di Call of Duty; solo che in Dragon Age ricopriremo uno dei ruoli classici tra gli stilemi fantasy che tutti conosciamo. Non sappiamo quanti dungeon saranno disponibili al lancio, nè la struttura generale che supporterà l'intera esperienza. Ci aspettiamo un comparto simile a quello di ME3, con connessione diretta alle partite una volta scelta la modalità (o la mappa) che si desidera giocare. Le classi presenti sullo showfloor erano cinque: Legionaire, Reaver, Keeper, Archer e Assassin. I ruoli sono divisi nella classica holy trinity (tank, supporto, danno), con un'enfasi ridotta riguardo alle cure.
Ogni classe ha quattro abilità che la contraddistinguono a seconda del ruolo che ricopre. Si parte col Legionario, ovvero il tank, che ha a disposizione il classico taunt per assicurarsi l'attenzione dei nemici e diverse skill di difesa o attacchi per ridurre le difese avversarie. Il Keeper invece è la classe di supporto: è un mago con un'unica spell di attacco, una di difesa personale, e due di supporto per rimuovere debuff dagli alleati e proteggerli con uno scudo dagli attacchi nemici. La cura diretta è assente.
Le classi rimanenti sono invece tutte volte ad infliggere il maggior numero di ferite: il Reaver è il guerriero classico, con spadone a due mani e un'abilità che incrementa il danno di chi gli sta intorno; l'Archer tirerà frecce come se non ci fosse un domani, potendo anche piazzare qualche trappola per rallentare i nemici; infine l'Assassin è il classico ladro, tutto volto all'evasione e all'offensiva, con un'interessante variazione sullo stealth che potrà usare ogni tot per scomparire anche di fronte ai nemici e poi sferrare attacchi dall'ombra, alle loro spalle o ai fianchi per infliggere ancor più danni. Il bello è che il cooldown dello stealth si ricarica più velocemente a seconda di quanti danni infliggeremo nei cinque secondi successivi da quando usciremo dall'invisibilità.

Le meccaniche di base sono quindi davvero interessanti e richiamano senza mezzi termini gli MMO classici, uno su tutti l'immortale WoW. E' come se il multiplayer di Inquisition fosse una instance particolarmente dura del titolo Blizzard (o di GW2), ma scevra di tutto ciò che la rende parte di un gioco online massivo. E priva di qualsiasi tipo di tab-targeting. E solo per questo potremmo già essere soddisfatti. Si perchè ogni azione, ogni attacco, ogni magia lanciata è totalmente in balia della telecamera in terza persona guidata con le nostre manine, senza possibilità di lockare i nemici. Le animazioni saranno dunque essenziali da tenere in conto per avere successo, anche a fronte di una difficoltà volutamente tarata verso l'alto. Durante la nostra prova siamo riusciti ad arrivare a circa metà del dungeon proposto, prima di venire soverchiati da un mago non-morto che continuava ad evocare una schiera di minion con poca carne addosso. Occorrerà organizzarsi e concentrarsi sulle priorità di bersaglio, nonchè sviluppare una certa scioltezza nello schivare proiettili e colpi nemici, grazie alle skill di evasione (ogni classe ne ha una). In questo caso occorre mettere le mani avanti riguardo al bilanciamento generale di Bioware per le classi proposte. Essendoci un solo supporto e un solo tank e non potendo finire un dungeon senza uno o l'altro (almeno stando a quanto dice la stessa Bioware), non faremo fatica a trovarne di disponibili? In altre parole speriamo che il matchmaking venga aiutato dall'introduzione di altre classi dedicate ai due ruoli chiave per sopravvivere. Inoltre abbiamo notato una certa ripetitività nei compiti che venivano assegnati al party man mano che si procedeva lungo il dungeon (spaziavano dallo "stermina tutti", allo "stermina uno per sterminare gli altri"), ma è ancora presto per mettersi le mani nei capelli, nonostante la data di uscita non proprio lontana.

Tutto tace per ora riguardo alla progressione online e se sarà collegata in qualche modo a quella offline. Sappiamo solo che tutto il denaro accumulato durante una run viene condiviso tra i membri del gruppo, mentre il loot più interessante, l'equipaggiamento, verrà trovato in determinate chest nascoste, spesso protette da nemici particolari o da eventi da portare a termine. Se riusciremo a sconfiggere il boss della zona, e solo allora, sveleremo alcune "carte" per metterci in saccoccia spade e armature vere e proprie. Altrimenti, in caso di fallimento, ci rimarrà solo il bottino in denaro con il quale comprare casse (o carte) sullo store online.
Store online. Avete letto bene, perchè ci sarà e non sappiamo quanto diventerà invasivo. Il rischio più grosso, consocendo EA, è che la modalità online di Inquisition fallisca clamorosamente perchè permetta l'acquisto in moneta corrente di grandi quantità di loot, oppure che ottenere il giusto pezzo di equipaggiamento sia praticamente impossibile da recuperare, così che i giocatori siano spinti naturalmente ad investire qualche soldo in più. Insomma il mercatino potrebbe davvero essere un grandissimo buco nell'acqua, per una modalità che comunque si presenta molto divertente e persino impegnativa.

Dragon Age: Inquisition L'assenza di cure, l'obbligo di coordinarsi nel party, la difficoltà piuttosto elevata e, soprattutto, l'impianto action privo di tab-targeting, ci hanno esaltato non poco alla fiera di Londra. Inquisition potrebbe inaspettatamente ripetere il successo del multi di ME3, che ci mancava poco che superasse in divertimento quello della campagna principale. La possibilità di affrontare dungeon sempre più difficili e che costringano ad adottare strategie di gruppo per sconfiggere boss di dimensioni generose con un gameplay action fantasy... beh, potrebbe essere ciò che da tempo stavamo aspettando (escludendo i pur buoni Chivalry e War of the Roses, incentrati tutti sul PvP). Niente fronzoli esplorativi o elementi superflui come quest complicate e bivi di sorta. Puro e semplice dungeon crawling in compagnia di altri tre amici. Da tenere d'occhio però lo store online, la grande incognita che potrebbe portare il tutto verso gli abissi stigei del pay to win; ma ancora non si sa nulla a riguardo. E vogliamo essere ottimisti per questa volta, perchè la sensazione adrenalinica di trovarsi fisicamente in mezzo a orde di mostri da abbattere, con mura che crollano, boss che compaiono e tesori da scoprire, è da tempo che ci mancava. Troppo. E, con nostro stupore, se Bioware riuscirà a soddisfare alcuni punti di cui abbiamo parlato lungo il corso dell'articolo (store online, varietà, bilanciamento), potremmo trovarci di fronte a una sana e genuina avida frenesia da loot! Che non fa mai male a noi vecchi e giovani avventurieri, in prima linea il 21 Novembre, per prender possesso dell'inquisizione e darcele di sana ragione online.

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