Dragon Ball Xenoverse 2: la prova dell'Open Beta

L'open beta di Dragon Ball Xenoverse 2 ci ha permesso di provare le novità della produzione, tra cui le “missioni esperto” da affrontare in cooperativa.

provato Dragon Ball Xenoverse 2
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    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Giuseppe Arace Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d’avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

L'ultima prova di Dragon Ball Xenoverse 2 alla Gamescom di Colonia aveva solleticato solo in parte la nostra curiosità: dopo un'intrigante presentazione delle nuove feature inserite per arricchire il comparto multiplayer dell'ennesimo picchiaduro tratto dalla sempreverde opera di Akira Toriyama, ci era stato infatti concesso solo poco tempo per saggiare con mano l'impatto effettivo delle piccole rifiniture al gameplay della serie, senza permetterci - del resto - di testare le missioni co-op, delle quali lo studio Dimps sembra andare molto fiero. A pochi giorni dalla release ufficiale del gioco, però, l'open beta messa a disposizione dal team di sviluppo ci ha dato finalmente l'opportunità di sperimentare un po' più nel dettaglio le aggiunte di maggior rilievo della produzione, nonché di partecipare attivamente agli eventi social che radunano eroici guerrieri provenienti da tutto l'universo: dinanzi a noi si sono allora spalancate (per soli due giorni) le porte di Conton City, nelle cui strade si respira aria di cooperazione, fratellanza e agonismo.

Il cammino degli eroi

L'universo di Dragon Ball è ancora una volta in pericolo: sembra proprio che il regolare flusso della narrazione non voglia risanarsi, a causa di fratture temporali che alterano il consueto scorrere degli eventi. Esattamente come il primo capitolo, anche Xenoverse 2 rivisita e reinventa il materiale di partenza, per regalare ai fan una storia originale che gioca con paradossi e multiversi. Si giustifica così il reclutamento di nuovi time patroller, guidati sempre dal Trunks del futuro e dal grazioso Kaioshin del Tempo: un'altra misteriosa minaccia, infatti, si profila all'orizzonte, nella cui ombra si intravedono nuovamente le figure di Mira e Towa, due personaggi che abbiamo già imparato a conoscere dall'episodio precedente. L'incipit di Xenoverse 2 ci dà un assaggio del plot imbastito dai ragazzi di Dimps, chiamati all'arduo compito di rimaneggiare le canoniche vicende della saga senza scadere in un tedioso déjà-vu: accanto a discrete sequenze realizzate col motore di gioco si affiancano scene disegnate in stile anime, che provano a rimanere fedeli allo spirito, artistico e spettacolare, della serie animata. Più che incrementare il livello qualitativo della sceneggiatura rispetto al passato, da queste prime battute s'avverte la volontà degli sviluppatori di imbastire un arco narrativo che strizzi l'occhio ai momenti più topici del manga e dell'anime con rigore quasi filologico.

Al termine di una breve introduzione, saremo dunque chiamati a scegliere le fattezze ed il sesso del nostro eroe. Seguendo l'esempio del precedessore, Xenoverse 2 ci permette di selezionare una delle cinque razze disponibili: terrestre, saiyan, namecciana, majin e clan di Freezer. Ognuna porta in dote determinate caratteristiche, come bonus o malus prestazionali: a titolo d'esempio, un saiyan possiede attacchi più potenti ma una salute ridotta, mentre un majin è protetto da un'elevata difesa ma minato da un lento recupero del vigore. Oltre alla razza dovremo scegliere lo stile di lotta, più votato all'attacco ravvicinato, ai colpi a distanza oppure ad un esatto equilibrio tra i due suddetti. Grazie ad un editor non molto ricco, eppure sufficientemente efficace, potremo infine creare personaggi che siano ben differenziati gli uni dagli altri, così da evitare la spiacevole vista di centinaia di cloni a schermo nell'ampio hub centrale di Conton City, metropoli ben sette volte più grande di Toki Toki City, da esplorare in volo o a bordo di veicoli (tra cui un futuristico hoverboard) gentilmente forniti dalla Capsule Corp.

Sebbene nella build in beta gran parte delle aree della città erano precluse, siamo lo stesso riusciti a farci un'idea sommaria della buona estensione della mappa, suddivisa in zone eterogenee e facilmente riconoscibili, piena zeppa di punti di riferimento, vicino ai quali darsi appuntamento con gli amici. È infatti l'aspetto social quello su cui Dimps sembra fare parecchio affidamento per il suo Xenoverse 2: a tratti, vagando per Conton City, si ha l'impressione di trovarsi in un MMO in miniatura, con avatar che girano in lungo ed in largo, chiacchierano tra di loro in tempo reale, si salutano e organizzano simpatici flash mob improvvisati mimando all'unisono le movenze della Fusion. In alternativa alle missioni della storia principale, non a caso, la mappa presenta numerose attività collaterali, pensate per essere affrontate in cooperativa. Tornano quindi sia le missioni parallele, nelle quali cimentarsi con un team di due o più combattenti per portare a termine diversi obiettivi, sia le classiche battaglie online contro altri players (semplici o classificate, tutte personalizzabili sin nel minimo particolare, dal tempo del round agli oggetti curativi), sia i tornei mondiali sul magnifico palcoscenico del Tenkaichi. La vera novità di questa edizione, già rivelata in occasione della Gamescom e ora provabile in prima persona, consiste nelle cosiddette "missioni esperto": boss fight dall'altissimo grado di difficoltà, in cui una squadra di 6 lottatori dovrà collaborare per sconfiggere un singolo, potente avversario. Se inizialmente eravamo molto incuriositi da questa aggiunta, non appena abbiamo provato la missione pad alla mano il nostro entusiasmo è disgraziatamente colato a picco. I boss, incarnati da storici villain della saga come Turles o Nappa (quest'ultimo in versione Oozaru, mai apparso nel manga), dispongono di due attacchi speciali, definiti "persuasivi" e "a dispersione". Il primo trasporta il giocatore in una realtà onirica, il "mondo del controllo mentale", nel quale dovrà fronteggiare ed abbattere un'esatta copia di se stesso e delle sue abilità, prima di poter tornare ad aiutare i compagni; il secondo, invece, ci catapulta in una dimensione parallela, dove annientare ondate di avversari e distruggere dei cristalli oscuri che infondono potere al nemico.

Anche i nostri amici corrono il rischio di essere inondati da simili colpi, ed in quel caso spetterà a noi decidere se aiutarli contro il loro doppio o concentrarci solo sul boss di turno. Nel caso venissimo sconfitti in duello, poi, i membri della squadra potranno giungere in nostro soccorso e rianimarci, esponendosi di contro agli assalti avversari per un breve lasso di tempo. Nelle missioni esperto, quindi, non c'è spazio per orgogliosi saiyan che prediligono combattere in solitaria, ma occorre cooperare al meglio per garantire la salvezza dell'intero team. Simili battaglie finiscono però per tramutarsi ben presto in una bolgia incomprensibile di caos: la struttura frammentata della quest, che ci sballotta avanti ed indietro tra le dimensioni, la baraonda di alleati e nemici che affolla l'arena, il pirotecnico susseguirsi di particellari e attacchi energetici influiscono negativamente sulla leggibilità della scena, sicché al tatticismo finisce per sostituirsi un poco elegante button mashing. A peggiorare ulteriormente la situazione subentrano gli scontri con le versioni scimmiesche dei saiyan che si rivelano un tripudio di approssimazione e confusione. Contro simili gargantueschi nemici, il sistema di lock on del bersaglio vacilla costantemente, la telecamera si inceppa spesso e volentieri, ed inoltre il feedback dei colpi subiti e messi a segno ci è parso del tutto impalpabile: problematiche che danneggiano in modo inevitabile il godimento della lotta, tramutando la sconfitta in frustrazione. Quantomeno nei duelli tradizionali, per fortuna, il combat system si dimostra molto più solido: dinamismo, vivacità e spettacolarità sono le parole d'ordine che Dimps ha cercato di mantenere inalterate dal primo episodio, per un risultato lontanissimo dal tecnicismo di altri congeneri, eppure, tutto sommato, sempre piacevole da padroneggiare. Alcune meccaniche sono state affinate in rapporto al passato, tra cui spicca la gestione del vigore, da sfruttare con maggior parsimonia per beneficiare delle schivate rapide. Nonostante le lievi migliorie, permangono imperterriti sia troppi automatismi nella concatenazione di combo devastanti, sia tecniche sproporzionatamente più potenti di altre, attivabili alla sola pressione di un paio di tasti, che lasciano pochissimo respiro al contendente e consumano una quantità bassissima di aura. Tuttavia, considerati lo smodato numero di personaggi presenti nella versione finale e la possibilità di personalizzare il proprio set di mosse acquistando upgrade per il nostro eroe, rimandiamo il giudizio sul gameplay per quando avremo l'occasione di testare l'effettivo bilanciamento di tutti i membri del roster e analizzare ogni singola abilità più approfonditamente.

Nel frattempo ci limitiamo a sostenere che il sistema di combattimento ci è parso sì parecchio immediato nella sua amabile frenesia, ma ancora fin troppo semplicistico, specialmente contro una CPU che, almeno nelle prime fasi della storyline, può essere sconfitta quasi ad occhi chiusi. Il discorso cambia, com'è ovvio, quando ci troviamo faccia a faccia con altri giocatori sparsi per il mondo, capaci di dosare perfettamente la propria stamina, in un tripudio di dash e schivate al millisecondo. Durante la beta, purtroppo, siamo incappati nostro malgrado in frequenti disconnessioni ed in un bug gravissimo, che in tre diversi match ha letteralmente fatto scomparire l'avversario davanti ai nostri occhi: bersagliati senza sapere da dove provenissero i colpi e potendo osservare solo le onde d'urto degli impatti, ci siamo allora sentiti come il povero Yamcha contro l'uomo invisibile alla corte della vecchia Sibilla.

Persino i tempi di caricamento alla fine di una sessione online necessitano di una drastica riduzione, perché, allo stato attuale, nell'attesa di tornare all'hub centrale, potremmo addirittura partire senza fretta alla ricerca delle sfere del Drago. È la mole di giocatori collegati contemporaneamente in quel di Conton City a motivare la presenza di intervalli così lunghi, non la pesantezza del motore grafico. Dimps ha anteposto la quantità alla qualità, la fluidità alla potenza bruta: Xenoverse 2 compie dunque solo piccoli passi in avanti sul versante visivo, con personaggi meglio tratteggiati e modellati, ma resta molto fragile per quanto concerne le arene, che non rispondono coerentemente alle sollecitazioni e sono sporcate da qualche texture in basa definizione. Tale leggerezza garantisce una stabilità quasi sempre ancorata a 60 fps: dettaglio non da poco, in grado di riprodurre ottimamente la rapsodica meraviglia degli epici duelli cui la serie animata ci ha abituato.

Dragon Ball Xenoverse 2 La Beta di Xenoverse 2 mette chiaramente in luce la feature di punta su cui Dimps ha voluto porre l'accento per questo nuovo capitolo, ossia una componente social predominante, resa possibile da un numero maggiore di giocatori connessi in contemporanea a Conton City e da una serie di inedite battaglie cooperative. Non tutte le novità si integrano al meglio con la frenesia del gameplay, e nelle “missioni esperto” prevale più il caos incontrollato che il tatticismo e la collaborazione tra i guerrieri. In questo modo non viene valorizzato a dovere un combat system che ha comunque subito timide limature rispetto ai recenti trascorsi della serie, pur non brillando né per complessità né per equilibrio delle tecniche di lotta. Difronte ad un'offerta contenutistica poderosa, che serve su un piatto d'argento un quantitativo impressionante di lottatori e skills per personalizzare il proprio guerriero, i fan dell'immortale manga di Toriyama potranno quindi anche chiudere un occhio, soprassedendo su una semplificazione forse eccessiva delle meccaniche di combattimento. La versione completa è ormai in dirittura d'arrivo ed il nostro prossimo “incontro” con Dragon Ball Xenoverse 2 sarà dunque quello definitivo.