Provato Dragon Ball Xenoverse

Un'anima social ed una trama inedita: bastano per risollevare le sorti del brand?

provato Dragon Ball Xenoverse
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

Dragon Ball Xenoverse è una promessa. Una promessa che Bandai-Namco rinnova quasi annualmente ai fan, assicurando che un nuovo capitolo del franchise esploso ai tempi di Budokai è possibile, salvo poi dimostrare l'esatto contrario. Battle of Z, d'altronde, ha lanciato tutti in un vortice di sconforto, e adesso Dimps è chiamata a un lavoro doppio: non solo produrre il primo titolo del franchise per next-gen, ma anche colmare il vuoto lasciato dall'ultima iterazione di un franchise che comincia ad essere un po' stanchino. Una promessa insomma impervia, ostica, che non può non sfociare in Xenoverse, che per i greci è il territorio sconosciuto, inesplorato, mentre per noi, che negli studi di Bandai Namco abbiamo avuto modo di provare un'ora intensa di gameplay, inizia a essere sicuramente più familiare. Ma non privo di dubbi da risolvere.

IL PROTAGONISTA ORA SEI TU...

Non è sicuramente facile riuscire a mantenere una promessa di innovazione quando si ha a che fare con un format chiaro, preciso e difficile da stravolgere: d'altronde la trama e la continuity di Dragon Ball sono fin troppo conosciute, che si tratti di manga o di anime o addirittura di videogiochi, un medium oramai conquistato da Goku e famiglia.
L'elemento inedito in questo nuovo capitolo, è una forza maligna che sta trasformando tutti i villain, da Radish a Cell, da Freezer a Majin Bu, donando loro maggior forza e aggressività. Per contrastare tale minaccia è necessario percorrere il tempo a ritroso, viaggiare nelle diverse saghe e tendere la mano a Goku in ogni sua battaglia, così come fatto dal Trunks del futuro durante la Saga degli Androidi.

D'altronde è proprio il figlio di Vegeta e di Bulma, nella sua versione da abile spadaccino, che verrà a invocare il nostro aiuto: quello di un personaggio estraneo alle vicende, che dovremo addirittura creare e personalizzare prima di cominciare l'avventura. Mentre alcune pergamene narrano l'evolversi della storia, sotto l'attento e perentorio ordine del Kaioshin di turno, dovrete insomma vestire i panni dell'eroe che riporta sulla retta via le vicende narrate in origine da Akira Toriyama.
Va da sé che gli sviluppatori hanno promesso che la trama riuscirà a prendere diverse ramificazioni, anche grazie alla possibilità da parte del giocatore di affiancare gli antagonisti invece che il team di Goku e soci. La speranza è che tutto ciò non sfoci in quelle che sono le esperienze già viste anche in Battle of Z, dove la lotta nei panni dei villain conduceva semplicemente a qualche riga di dialogo diversa e degli scenari del tutto prevedibili, con colori più cupi e un'atmosfera più dark.

...INSIEME AD ALTRI MILLE

Cinque classi tra cui poter scegliere - Saiyan, Terrestri, Namecciani, Majin e Clan di Freezer - e una vasta gamma di personalizzazioni ci si pareranno innanzi nei primi minuti di gioco. Ogni razza ha le sue caratteristiche principali: per il Namecciano sarà più rapida la ripresa e il recupero dell'energia, i Saiyan avranno più forza nei colpi d'aurea, mentre il Terrestre sarà il più bilanciato (ma anche il più generico) dei personaggi.
Soddisfatte le richieste di personalizzazione, Dragon Ball Xenoverse procede con l'intenzione di sottoporci una prorompente componente multiplayer posta come fondamenta della nostra esperienza: il social hub che si sviluppa sotto il nome di TokiToki City è il centro nevralgico della nostra attività, dove avremo modo di incontrare non solo altri giocatori umani, ma anche di sviluppare le nostre capacità, le nostre tecniche e di acquistare potenziamenti presso i negozi specializzati. La mappa è chiaramente mutuata da Dragon Ball Online (così come d'altronde anche le razze), e sono quindi legittimi certi dubbi. Al di là, infatti, del poter creare delle squadre insieme ad altri videogiocatori sparsi per il mondo e affrontare le missioni in cooperativa, non ci è sembrato che il tutto potesse sfociare in qualche attività eccezionalmente originale o brillante.

Nel caso in cui vi sentiste particolarmente solitari, sappiate comunque che pure giocando offline potrete procedere senza problemi nell'avventura.
Un cenno rapido, infine, all'evoluzione del personaggio, che finalmente si discosta dall'utilizzo delle carte e abbraccia il semplice, ma non per questo meno efficace, sistema di punti abilità: ricevuti a ogni livello, dovranno essere assegnati alle varie abilità a disposizione, così da migliorare le caratteristiche del nostro combattente. Strizza l'occhio alle componenti ruolistiche, e non ci dispiace per nulla.

DEFORMAZIONE FACCIALE

Le modalità che abbiamo avuto modo di testare non hanno spiccato per fantasia e per varietà. Le sidequest, tutte attivabili nel social hub, prevedono la ricerca di oggetti, rintracciabili con lo Scouter, o la lotta in inferiorità numerica contro nemici secondari, come i ben noti Saibamen, fino alle sfide in cooperativa con l'IA. Anche nel caso delle missioni di raccolta si finisce comunque per incappare in qualche scontro, e tutto si riduce a menare le mani. Spesso si tratta insomma di attività abbastanza sterili, forzate, che vi costringeranno all'ennesima battaglia contro un avversario sicuramente già noto e magari sconfitto pochi minuti prima in un'altra sidequest o nel corso della storia principale. D'altronde lo stesso gameplay non viene a proporci nulla di nuovo: Xenoverse ripropone quanto già visto nelle più recenti iterazioni del brand.
Le arene, che si confermano abbastanza vaste da percorrere in lungo e largo, ci permetteranno di librarci in aria, scaraventare l'avversario a metri di distanza, mentre poi per avere la meglio negli scontri ravvicinati dovremo utilizzare le tecniche di base, teletrasportarci alle spalle del nemico e sfruttare le mosse speciali (qui assegnate ai tasti dorsali in combinazione con quelli frontali): insomma tutto ciò che fa parte dell'offerta ludica classica di Dragon Ball.

Come già noto sin dalla primissima presentazione di Xenoverse, grazie al motore fisico Havok si esaltano le collisioni e la deformazione dei volti nel momento in cui si assesta un pugno o un calcio dritto in faccia. Purtroppo il peso di queste novità non è certo eccezionale, con i danni ambientali ridotti al lumicino e troppo lesti a "scomparire". Un aspetto che non soddisfa, soprattutto a fronte del lavoro che Dimps ha voluto compiere nel proporre il combattimento sott'acqua, permettendoci di affondare e di continuare a sfidarci anche se con i piedi sui fondali.

Dragon Ball Xenoverse Dragon Ball Xenoverse è, come il nome lascia intendere, un territorio inesplorato. Il social hub, che dovrebbe essere l’anello di congiunzione tra il singleplayer e la componente multiplayer, andrà valutato approfonditamente in fase di recensione, come l’evolversi della trama parallela alle vicende già note. E sarà proprio su questi aspetti che dovrà basarsi un'analisi circostanziata: perché d'altro canto la sostanza ludica non è certo innovativa o brillante: pur avendo rintracciato un gameplay più immediato e più fluido dei predecessori, tutto resta regolare, in linea con i capitoli precedenti del franchise. Un roster molto corposo - tanto da accogliere anche personaggi dalla serie GT - ha sicuramente rimpinguato la bontà dell’offerta.. Tra un mese il verdetto finale.