Provato Dragon Ball Z Extreme Butoden

Abbiamo provato la demo disponibile su eShop di Nintendo 3DS, per scoprire un picchiuduro semplificato nel sistema di combattimento, ma impreziosito dall'esperienza di Arc System Works.

provato Dragon Ball Z Extreme Butoden
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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

E' sempre un buon momento per essere fan di Dragon Ball e appassionati di videogame. Sin da quando ha debuttato il manga di Toriyama in Giappone, ogni anno è uscito almeno un tie-in dei Sayan, coprendo praticamente tutti generi, dai più ovvi beat-em up (bidimensionali e tridimensionali) ai meno ovvi giochi di ruolo e di carte, presentando lo shonen su praticamente ogni piattaforma di gioco.
Figurarsi quest'anno che debutta in televisione una nuova serie animata denominata Dragon Ball Super, un seguito rivisto della serie Z, che dimentica totalmente gli eventi del GT e forse anche di disegnare in maniera decente alcuni personaggi (per via del ritmo forsennato di produzione, dicono...). E infatti oltre a Dragon Ball Xenoverse comparso su Playstation 4 e Xbox One a Gennaio, in Autunno ci aspetta un picchiaduro 2d in esclusiva per Nintendo 3DS: Dragon Ball Z Extreme Butoden raccoglie l'eredità di una serie di fighting game à la Street Fighter che affonda le proprie radici addirittura su Super Nintendo. Il testimone è stato passato nientemeno che ad Arc System Works (Guilty Gear, Blaz Blue), il quale dopo due picchiaduro portatili usciti oltre 10 anni fa (Supersonic Warriors e seguito, rispettivamente per Game Boy Advance e Nintendo DS), ci riprova con i Sayan sfornando un titolo classico graficamente, mediamente tecnico e sopratutto infarcito di una moltitudine di personaggi tra lottatori e assistenti.
In attesa della pubblicazione europea, prevista per il 16 Ottobre, ci siamo divertiti a menare qualche namecciano nella demo presente sull'eShop di Nintendo 3DS.

Dragon Ball X Guilty Gear (o quasi...)

Bundle con New Nintendo 3DS

Vista la vicinanza con l'inizio della nuova serie animata Dragon Ball Super, Bandai Namco e Nintendo pubblicheranno in Europa uno speciale bundle contenente gioco e console. Esso conterrà un New Nintendo 3DS di colore nero con una cover arancio arricchita da serigrafie ispirate alla saga, una copia digitale pre-installata di Dragon Ball Z Extreme Butoden e una copia digitale di Dragon Ball Z: Super Butoden 2, picchiaduro per SNES uscito nel 1993 (poichè il titolo è uscito esclusivamente in Giappone, la lingua sarà il giapponese anche nella copia europea).

Chi conosce le serie picchiaduristiche firmate Arc System Works, conosce perfettamente lo stile della software house nipponica. Da oltre 20 anni ci deliziano con sprite ad alta risoluzione, musiche rockeggianti, roster di lottatori infiniti e sopratutto una via al picchiaduro 2d alternativa a quelle Capcom ed SNK. Ritroviamo tutti questi tratti già nella demo di Dragon Ball Z Extreme Butoden e questo è assolutamente un bene: pur facendo i conti con la dimensione portatile, il cast di personaggi conta circa 24 lottatori iniziali, ma ce ne saranno sicuramente degli altri da sbloccare in-game, preordinando anzitempo una copia del gioco oppure possedendo dei salvataggi appartenenti ad altri videogame di Dragon Ball per 3DS (Dragon Ball Heroes e seguito). Aggiungendo ai main character gli assistenti in battaglia si raggiunge la ragguardevole cifra di 120 personaggi, che vanno da Taipai (il sicario incaricato di uccidere Goku piccino per conto del Fiocco Rosso) a Freezer in versione Dragon Ball Z: Resurrection 'F', lungometraggio fresco di uscita nelle sale nipponiche che vede il ritorno in pompa magna di uno dei grandi antagonisti della serie Z.

La suddivisione tra lottatori e assistenti è cruciale quando si tratta di scendere sul campo di battaglia. I combattimenti, infatti, avvengono a squadre, ma si concludono quando anche solo un lottatore esaurisce la barra di energia. Per assemblare la propria squadra il giocatore ha a disposizione un massimo di 35 Dragon Point e l'obbligo di selezionare almeno un lottatore: si può quindi cominciare con il beniamino Goku (3 DP) ad inizio Dragon Ball Z, quindi decidere affiancargli Majin Buu "ciccione" (9 DP) oppure un qualsiasi altro assistente (i cui punti vanno da un minimo di 1 DP per il gatto Korin ad un massimo di 5 DP per Majuub, il Majin Buu "buono" di fine Dragon Ball Z). Anche se non si raggiungono i 35 Dragon Point, si possono selezionare al massimo 3 lottatori oppure 1 lottatore e 4 assistenti, più ovviamente tutte le combinazioni intermedie; ad ogni modo il gioco vi blocca se la combinazione che state sperimentando è infattibile, per cui non si tratta di un sistema troppo machiavellico. Anche perchè, come abbiamo accennato, basta che un lottatore vada KO per perdere il match, quindi vale la pena diventare esperti con il proprio preferito e giostrare una rosa di 4 assistenti da evocare via touch screen nei momenti più utili della battaglia.
Il sistema di combattimento, purtroppo, risente assai delle limitazioni di un hardware portatile per quanto riguarda il genere dei picchiaduro. Poiché né la croce direzionale, né l'analogico sinistro sono in grado di sostenere un gameplay composto da continue mezzelune (non fosse altro per il rischio crampi al pollice!), le tipologie di attacco si effettuano tramite la pressione in sequenza o congiunta dei tasti frontali, con l'aiuto dei dorsali. Al tasto per i pugni (Y) e quello per i calci (X) si sommano un tasto per la schivata/teletrasporto (B) ed uno per i raggi laser dalla distanza (A), ma se combinati tra loro si possono eseguire attacchi differenti, combo (qui denominate Rush) e counter improvvise. Peccato solo che il control scheme sia identico per tutti i personaggi e l'approccio varia solamente in minima parte, al contrario del parco animazioni, il quale però ha fini meramente estetici. Con questo non vogliamo dire che Dragon Ball Z Extreme Butoden sia un piccchiaduro facilotto e banale, perchè la maestria di Arc System Works riesce ad imbastire match molto vari e con una sottile venatura strategica. Certo che se il titolo fosse stato sviluppato per una console casalinga, magari dotata di un arcade stick, il livello tecnico potenziale sarebbe stato di gran lunga maggiore, magari equiparabile al Fist of the North Star visto su Playstation 2...

Dragon Ball Z Extreme Butoden Abbiamo provato la demo disponibile su eShop di Dragon Ball Z Extreme Butoden, la cui versione completa uscirà in esclusiva su Nintendo 3DS il 16 Ottobre. Vedere il logo di Arc System Works prima del menù principale ci ha galvanizzato non poco ed in effetti abbiamo riconosciuto ampiamente lo stile grafico e ludico della software house di Guilty Gear. Il roster del titolo pesca a piene mani da tutto ciò che porta il marchio Dragon Ball dal 1985 ad oggi, cioè da Goku bambino al film Resurrection F(reezer), raggiungendo la ragguardevole cifra di 24 lottatori e più di 100 assistenti (che intervengono sul campo di battaglia solo se evocati). I combattimenti avvengono a squadre, anche se è sufficiente eliminare un lottatore per guadagnarsi la vittoria. Il sistema di combattimento, invece, soffre le limitazioni della piattaforma portatile, eliminando le mezzelune per via di una croce direzionale poco accondiscendente ed impostando di conseguenza una meccanica basata sulla pressione dei tasti in sequenza o congiunta. Nell'attesa di poter addentrarci maggiormente nelle altre modalità di gioco, Dragon Ball Z Extreme Butoden ci è parso un picchiaduro pensato per un pubblico composto sopratutto da fan sfegatati di Dragon Ball, ma disposti anche ad investire del tempo per padroneggiare un gameplay con alcuni guizzi tecnici, a dimsotrazione della forte esperienza di Arc System Works.

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