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Provato Dragon Quest Builders

Accolto con grandissimo successo di pubblico e critica in Giappone, lo spin-off Dragon Quest Builders arriverà in Occidente durante il prossimo mese di ottobre, in esclusiva su console Sony.

provato Dragon Quest Builders
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • PSVita
  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Accolto con un discreto entusiasmo in Giappone, Dragon Quest Builders arriverà nel vecchio continente il prossimo ottobre, tentando di conquistare il pubblico con un concept sicuramente ambizioso. Il titolo sviluppato da Square-Enix è infatti il primo grande esempio di un RPG orientale che vuole raccogliere gli insegnamenti di Minecraft, senza però rinunciare a quella cornice narrativa che da sempre caratterizza i giochi di ruolo nati nel paese del Sol Levante. Dragon Quest Builders, insomma, traduce gli incantevoli mondi della saga nello squadrato linguaggio della produzione Mojang, per donargli quella malleabilità che la serie non ha mai avuto; ma non si accontenta di essere una semplice copia e ci mette del suo, imbrigliando la struttura open world in un contesto più intimo, fatto di missioni principali, quest secondarie, ed una meccanica di sviluppo del personaggio. Un'idea pronta a mandare in visibilio chi, pur rimanendo incuriosito dai sistemi di crafting e costruzione di Minecraft, non ha mai sopportato la sua natura sandbox e l'assenza di un vero e proprio scopo.

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Dragon Quest Builders è un gioco molto semplice, come semplici erano le missioni presenti nella demo provata a Londra. Di fatto quello che abbiamo giocato non era altro che un lungo tutorial, pensato per spiegare il sistema di costruzione, invogliarci all'esplorazione ed introdurre il rudimentale combattimento. Non pensiate infatti di trovarvi di fronte ad un combat system simile a quello degli episodi regolari: qui la telecamera non si schioda mai dalla terza persona, inquadrando il nostro piccolo alter ego mentre sferra fendenti con l'arma equipaggiata, per attaccare i nemici ma anche per raccogliere i materiali da costruzione. La meccanica non è diversa da quella di Minecraft: ogni blocco distrutto, sia esso una zolla di terra o un cubo di legno, appare sulla mappa in versione mini, pronto per essere raccolto e riposizionato altrove. Anche se la visuale in terza persona è meno precisa in fase di costruzione rispetto a quella in prima adottata dal gioco Mojang, gli sviluppatori di Dragon Quest Builders hanno inserito un segnalino luminoso che ci permetterà di sapere sempre con precisione dove stiamo per posizionare blocchi e oggetti. Con l'aiuto dei pulsanti dorsali del pad è possibile collocare i blocchi sotto o sopra il livello di riferimento, che è poi dove poggiano i piedi del personaggio principale. Inizialmente il posizionamento di zolle e blocchi ci serve per sfuggire da una buia caverna, costruendo le piattaforme su cui saltare, ma ben presto Dragon Quest Builders rivela il suo piglio architettonico. Scopriamo infatti che il mondo di gioco è stato invaso da creature ostili, e che starà a noi "bonificarlo", costruendo un villaggio da espandere gradualmente: una sorta di zona franca in cui potranno rifugiarsi diversi NPC. Rivendicato il suolo in cui fondare la nostra cittadina, possiamo cominciare a mettere in piedi delle case: si dà forma ad una stanza, si colloca una porta costruita con sterpi e pagliericcio, e si posiziona una stuoia per dormire ed una fiaccola per far luce. Alcuni personaggi più esigenti ci consegnano addirittura delle planimetrie, che possiamo "stendere" a terra per avere uno schema da seguire nella costruzione degli edifici. Una aspetto che non convince pienamente l'assenza dei tetti: tutte le case restano senza una copertura, e ne risente il nostro fervore creativo. Ma del resto, con una visuale che è molto simile rispetto a quella isometrica, sarebbe stato difficile fare altrimenti.

Oltre a riposizionare i materiali raccolti in giro, è anche possibile utilizzare banchi da lavoro per raffinarli, costruendo fra le altre cose armi e armature che ci renderanno più efficaci in battaglia. Con le materie prime raccolte dalle piante o a seguito dell'uccisione di qualche mostro (le terre di Dragon Quest Builders pullulano ovviamente di Slime) è anche possibile preparare unguenti curativi (per recuperare gli HP) o gustosi manicaretti (che alleviano invece il senso di fame, parametro da tenere in debito conto). Nella loro semplicità, le meccaniche di gioco ci hanno discretamente convinto: Builders è un action-RPG molto leggero (nel look, nella narrazione, nel ritmo), e tuttavia diverso da tanti altri colleghi proprio per questo suo interesse per il crafting e per le costruzioni. Per esaudire le richieste degli NPC bisogna dedicarsi ad una fase di raccolta che ci porta lontano dai confini del nostro villaggio, seguita dalla possibilità di espandere l'area sicura e la nostra comunità grazie al bottino raccolto in giro. Sembra quasi di essere tornati ai tempi di Dark Cloud. Resta da valutare ovviamente la tenuta di questa formula sulla lunga distanza, e la mole di contenuti che Dragon Quest builders vorrà offrirci. Si conti però che il mondo di gioco è suddiviso in diverse isole, di aspetto totalmente diverso, in modo da garantire una buona varietà. Nella versione finale ce ne sarà anche una che riprende al millimetro la topografia della mappa del primissimo Dragon Quest del 1986, confermando che il titolo vuole essere anche un tributo alla storia ed alle conquiste di questa grande saga. Grafica e sonoro, poi, sono proprio come ve li immaginate: speciali. Il design di Akira Toriyama non invecchia mai, e sembra sposarsi benissimo anche con un mondo scolpito a cubi come quello di Dragon Quest Builders.

Per le musiche, il director Kazuya Niinou (lo stesso di Etrian Odyssey), ha scelto, non senza una certa furbizia, di pescare a piene mani dalla ricca storia di Dragon Quest, e il risultato non può che essere ancora una volta incantevole. Da citare, in ultimo, che Square-Enix ha pensato anche a chi preferisce l'approccio totalmente libero di Minecraft, senza una storyline da seguire ed una serie di quest a scandire la progressione. Dragon Quest Builders, infatti, propone - oltre a quella principale - la modalità sandbox, in cui i giocatori potranno sbizzarrirsi e creare liberamente tutto ciò che gli verrà in mente.

Dragon Quest Builders Da Terraria a Roblox, sono tante le produzioni che hanno recuperato le idee alla base di Minecraft, successo stratosferico di Mojang che ancora oggi monopolizza l'attenzione di tanti giocatori. Dragon Quest Builders è il primo, però, sviluppato da un colosso dei GdR orientali come Square-Enix, e il primo che a quella formula di gioco mescola l'immaginario di una saga storica. Il nome che si porta dietro è sinonimo di garanzia: Dragon Quest Builders ci cattura infatti grazie ad un immaginario dal fascino comprovato, mentre “guida” le nostre partite con un sistema di quest che dosa sapientemente combattimento, costruzione, esplorazione. Anche se il mondo è meno malleabile rispetto a quello del titolo Mojang, lo stile e la progressione ben scandita sembrano dare a Builders un carattere tutto suo. Anche se non avete mai sopportato i blocchi di Minecraft, insomma, a questo spin-off di Dragon Quest potreste dare un'occhiata.

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